Se c'era da stupirsi per i vaffanculo di Grillo non dovrebbe passare inosservato nemmeno il " ve lo metteranno le culo " di Luttazzi ieri sera. A quanto pare, chi aveva scelto di arrivare alla grande massa per mestiere e poi veniva Bulgarato ci ha guadagnato nello spirito.
Grillo, con il suo entourage di tecnici, organizza quella splendida quanto pericolosa cosa dei meet-up, la Guzzanti sforna un film da antologia, Luttazzi fa un bel CD e un ritorno all'elettrodomestico con la carica di un ariete impazzito.
Santoro e Biagi non hanno saputo approfittare del blog per fare esperienza di comunicazione diretta e hanno pagato: il primo se n'è andato al parlamento europeo e il secondo è rimasto piegato in un cassetto. Sono tornati in tv tali e quali. Gli altri si sono evoluti .
Ad ogni modo un applauso a Luttazzi e La7 lo volevo fare, anche se era difficile programmare il registratore visto che sul televideo, al posto del " Decameron ", qualche dislessico ha scritto " Documentario ".
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( 3 / 65 )Non me ne vogliano quelli per i quali il web non ha segreti ma c'è anche chi legge e può pensare che un aggregatore sia un nuovo modello di frullatore e un blog una trasmissione televisiva cult .
A loro va detto che un aggregatore è un gruppo di bloggers (persone fisiche che scrivono i loro pensieri) che si radunano in altri spazi web che interpretano come speranza politica, sociale e culturale del dibattito sui contenuti via internette .
Non è così.
Il mondo parallelo che si crea su internet è esattamente parallelo a quello reale e nessuno può farci nulla, cambia la forma ma non il contenuto.
Se uno nasce mancino e poi lo costringono a usare la destra dirà per tutta la vita che è ambidestro , non ambisinistro. Perché tutti vogliono che sia da tutte e due le parti destro.
Se muore la politica si suicidano anche gli aggregatori, se una corrente politica cede, cade l'ideologia che ha mosso la tastiera del branco associato, se l'ago della bilancia si sposta, internet cavalca l'onda dove tira il vento e il dente duole dove batte la lingua. No?
Lo dico perché scrivo su questo coso da un anno esatto, da novembre del 2006, e poiché la mia visione politica si basa sostanzialmente sull'aggregazine della gente , che questa cosa fosse possibile su internette apparve ai miei occhi profani come un idea fantastica .
5 minuti ed ero aggregato a www.bloggoverno.net.
Non ci cliccate, tanto non si apre nulla, è morto, defunto, chiuso, collassato, trapassato. Chi ci scriveva ha smesso di farlo e chi pagava il conto per l'hosting ha ovviamente smesso di pagarlo.
Bellissimo progetto, simpatico, ironico, soprattutto lettissimo. Nato sull'onda dell'eccitazione del 9 aprile 2006 e del riscatto a sinistra, il blog multiautore ebbe a dire che monitorava l'operato del governo reale e ognuno ci faceva l'opinionista, me compreso.
C'era un blogpresidente del blogconsiglio, una serie di blogministri e una serie di blogsegretari. Poi a fianco della home page una specie di redazione, i vari autori che si ritrovano in un barcamp, basecamp o salcazzo come si chiamava il posto dove si chiacchierava, via. UN FORUM . ecco, c'era la parola ma qui usa chiamarla in altro modo.
Io fui blogministro della giustizia , scrissi settotto post e ognuno di noi (nessuno escluso) ebbe la sua fetta di notorietà per i più svariati motivi. Lo dico senza malizia, per un po' mi sono divertito e la cosa era interessante, grazie anche a tutti gli altri autori.
Poi seguì un fenomeno involutivo altrettanto brillante, scoppiettante e divertente. A fatica cercavo di seguire i dicorsi che faceva la 'redazione', il PD che andava verso sonasega dove , le kilometriche e pallosissime argomentazioni sulla struttura della democrazia interna, il ROSSO che puzzava come merda fresca, ministri a trans, cocainomani catto-incestuosi, il governo vero che avrebbe dovuto essere preso a mazzate più che ad analisi intellettuali, gli aggregati si ruppero il cazzo e addio all'agenda sull'operato del governo. amen.
Anarchia, fancazzismo, cazzolunghismo dominante, la brillante idea di questa cosa simpatica è schiattata insieme alla stabilità politica del paese.
Ora mia arrivano e-mails da Kilombo, per chi non lo sa è un altro aggregatore di sinistra.
Stamattina, fino alle 5 di stasera, qui c'è stato un sole stupendo. Gli scorci delle colline, i vigneti orfani dei grappoli d'uva e i colori irradiati dalla luce di oggi erano davvero una favola.
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( 3 / 74 )Lavoro nella PA da esternalizzato, azienda privata in appalto sull'ente pubblico. Non ho contatti diretti con i sindacati di ufficio, ma mi risulta che quasi tutto il personale sia tesserato CGIL. I principali motivi per i quali c'è questo monopolio derivano da accordi tra ministero e sindacato e raccolgono il favore dei dipendenti perché svolgono servizi di tutela in relazione a ordini di servizio, ruoli, cariche, trasferimenti o semplici consulenze. Questo dovrebbe essere il lavoro dei sindacati all'interno dell'ufficio. Attività che a volte si interrompe con alcuni soggetti come fosse una maserati volata su un platano.
Riporto cosa mi è stato raccontato IERI.
Dipendente pubblico.
"Ti ricordi quando ti parlavo che durante l'assemblea gliene ho dette 4 al sindacalista?, che era una pagliacciata, che non ci rappresentano più, ecc?"
"Si"
"Ti ricordi che ero sola, no? mi sono alzata da sola per far valere il NO"
"Si, si, ricordo.. e hai fatto bene"
"Ecco, ieri ho chiamato la CGIL perché qui ho un ordine di servizio in più.. va bene che manca personale, ma non ho capito perché lo accollano a me.."
"E hai chiamato il sindacato"
"Si, aspetta, ho chiesto per telefono cosa dovevo fare e sai cosa mi hanno risposto?"
"eh"
"Signora, lei è quella che all'assemblea ha parlato male di noi, ci ha messo contro i lavoratori.. mi dispiace.. ma per lei non possiamo fare più niente.."
"Minchia! LASCIA LA TESSERA!!"
"Si certo, prima però vorrei chiarire alcune cose, il sindacato ha degli obblighi..."
"Vai fino in fondo.. e auguri!"
Incredibile, no?
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( 3 / 61 )
Sabato 20 Ottobre a Roma si è svolta una manifestazione ENORME (!!!), un mare di bandiere di partito, una potente volontà unitaria, una ferma richiesta di coerenza a tutti, partiti e Governo, con gli impegni presi con i cittadini.
Il senso è tutto qui e la lezione che ci indica, a noi della sinistra e a tutte le altre forze de l’Unione, è che uniti e rispettando il programma, si vince.
Se ci dividiamo per inseguire i centristi e coloro che vogliono costruire ponti col centro destra, oppure per cedere ai dettami della Confindustria, poiché sarebbero loro che fanno girare l’economia del Paese e non i lavoratori (non più di moda) con il loro sudore, l’Unione è perduta.
E’ dalla legge finanziaria approvata alla fine dello scorso anno che crescono i malumori tra i cittadini italiani: la sensazione diffusa è che il Governo non rispetta gli impegni presi da l’Unione in campagna elettorale.
Nonostante ciò gli elettori del centro sinistra non hanno abbandonato il Governo e l’Unione, vogliono piuttosto il rispetto degli impegni:
-prima, con il referendum sindacale approvando l’accordo, ma con il prevalere del NO nelle fabbriche più grandi e importanti (una volta si diceva che quello che succede alla FIAT riguarda tutta l’Italia);
-poi con le primarie del Partito Democratico, intervistati gli italiani hanno detto, maggioritariamente, che andavano a votare affinché le cose cambiassero… e cosa deve cambiare se non le politiche del Governo, percepite come insoddisfacenti?
-infine con questa manifestazione di sabato 20 Ottobre a Roma, dove in un milione hanno chiesto esplicitamente di rispettare il programma de l’Unione.
Rilanciare l’Unione e la connessione con il suo popolo, questa è l’unica prospettiva plausibile che abbiamo di fronte.
Senza il suo popolo l’unione cade nei giochi di chi, avendo il potere economico e finanziario, vuole mantenerlo, con fantastici profitti, a dispetto di chi è precario, di chi ha l’incertezza del proprio lavoro, di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.
Su questo comunque la sinistra ritrova le proprie ragioni di vita, la manifestazione ha espresso insieme, il rafforzamento dei partiti della sinistra e la spinta all’unità, a ben vedere è la nostra storia, la storia del movimento operaio italiano.
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( 3 / 62 )
L'arrampicata è fatta, la vetta raggiunta. Tutti quelli che hanno scritto per mesi 'verso il PD' ora possono fermarsi e riposarsi, scrutare a 360° il panorama, prendere fiato e tornare lentamente giu. il KPD2 è una cima molto insidiosa, piena di crepacci, imbuti, pareti a picco. Ci si può perdere, specie se non si rimane in gruppo. Va messo in conto che qualcuno può rimanerci per sempre.
Ora, vista l'entità della propaganda lassù in cima dovrebbe esserci una bandierina con scritto " Qui arrivò e dormì per una notte il PD ".
Perché a valle nessuno è più alpinista, il medico torna a fare il medico, il sindaco a fare il sindaco e così via. Medico mediocre eri, Medico mediocre resti, anche se sei stato sul tetto del mondo.
A sinistra invece si cammina sull'asfalto, si parla di welfare, di accordi fasulli dei sindacati, di antipolitica, precariato e pensioni. Si parla di ricuciture, Diliberto a Matrix asserisce con decisione " Sono pronto da subito a rivedere le ragioni che ci hanno diviso 10 anni fa da Rifondazione e a rimetterci insieme ".
Benissimo, mi rammarica solo non sentire più citare l'impegno nei territori di guerra, nonostante nessuno abbia mai dato notizia di allentamento della pressione. Sarà perché non fa share e in tv fa brutto parlarne, ma allora e si sposti il luogo del dibattito, chi se ne frega del fard in quinta.
Comunque sia siamo tanti, siamo quelli dei trekking cittadini che vanno per musei, o a funghi nei boschi, a pesca sul lago.
Siamo, eravamo e saremo OPERAI, SEMPRE , anche se camuffati a direttori di banca. Siamo quelli che alla fermata del bus si svegliano con la brezza in faccia e la domenica non indossano la cravatta. Sabato saremo tanti, mentre albeggia, uno alla volta, verso quel gruppetto verde/rosso alla fermata del bus, sotto casa di tizio che se c'è anche caio si va in tre in macchina, nei parcheggi, alla panchina di piazza centrale, alla rotatoria, davanti al centro commerciale. Si controlla che i panini non sbrodolino nello zaino, se basterà bere, se c'è Liberazione. Si sale. si mette in moto, si parte.
Da qui comincia la menifestazione. In piano, verso roma, su strada cilindrata, con calma, andiamo a rispondere agli alpino-riformisi.
Poi vedremo.
ORARI AUTOBUS PER I SENESI:
a CERTALDO ORE 8:00
a POGGIBONSI ORE 8:30
a COLLE ORE 8:50 (alla cantina sociale)
a FONTEBECCI (SI) alle 9:00
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( 2.8 / 51 )Il nuovo stile di culto.
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( 3.2 / 47 )
[...
...]
Causa lupo, l'articolo viene momentaneamente sospeso.
Sentiti ringraziamenti per la comprensione e la solidarietà espressa.
Fabio
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( 3 / 41 )- Non ho mai saputo disegnare, non posso certo dipingere.
Assolutamente sbagliato, per due motivi. Uno perché la creatività non ha bisogno di tecnica ma di sensibilità, due perché, nel caso tu non abbia la creatività necessaria, una volta appresa la tecnica puoi fare quello che vuoi.
L'arte è disciplina, in tutti i sensi.
- Non ho ancora trovato la mia linea, sperimento sempre, sento di non aver imboccato la MIA strada, il mio stile.
Non è vero. Non lo vedi, ma il tuo stile c'è già tutto. E' il tuo personalissimo e unico tipo di approccio che hai con il lavoro. Quello, da solo, ti distingue dal resto del mondo, ognuno ha il suo. La strada secondo me la trovi semplicemente cercando di realizzare le cose che ti costano meno fatica. Sperimenta sempre, ma non fare a botte con la scena che dipingi, ci sono cose che sono nelle tue corde e altre che non lo sono. Si individuano anche abbastanza facilmente.
Ricorda che il tuo stile non cambierà mai, riuscirai solo a perfezionarlo, lasciati contaminare da altri artisti, segui il tuo istinto.
- So di essere piuttosto bravino, ma non so cosa dipingere, non riesco a trovare il soggetto.
La risposta è una sola: non smettere di cercare. La scelta e la ricerca del soggetto spesso richiede dieci volte di più del tempo necessario alla sua realizzazione. Lasciati contaminare, dalla natura, dalla bellezza, dal significato che attribuisci alle cose che
vedi.
- Riprodurre una foto ingrandita al computer può definirsi arte?
Assolutamente si, dipende sempre da come viene usato lo strumento. La foto e il computer aiutano ad accorciare i tempi. Chiunque abbia dimestichezza con la matita, intendo che sappia disegnare, per riprodurre il disegno di una foto impiegherebbe anche una settimana
fra cancellazioni e ritocchi, ma alla fine ne sarebbe capace. Quindi, se l'artista demanda alla composizione, alle luci e al colore, l'effetto dell'idea che ha in testa, perché perdere tempo in una fase così primordiale dell'opera? Ovviamente non ha senso riprodurre una foto tale e quale, la base deve essere lo spunto figurativo per un
significato finale anche molto distante dalla foto originale.
Se poi si considera che da Leonardo a Caravaggio usavano tecniche strutturali e geometriche per la copia delle loro scene, non facciamo nulla di male nemmeno se ricalchiamo con la carta carbone. La mano è nel pennello, il bello viene dopo...
- Sento che ho bisogno di completare il lavoro in tempi brevi, non ho la pazienza di lavorarci una vita.
Se quello che fai ti gratifica non devi far altro che continuare così, altrimenti organizzati mentalmente il lavoro in giornate diverse, imponiti di curare solo parti del quadro alla volta. fai una cosa alla volta e ti disinteressi del resto, così è come se
concentrassi i tuoi tempi in un quadro più piccolo che nell'insieme poi risulterà minuzioso e ben curato.
- Quel'è la soluzione migliore per diluire l'olio?
Direi che non ce n'è una. Si possono provare tutte, dalla trementina, all'olio di lino, all'acquaragia. L'olio lascia la massima brillantezza ai colori, la trementina favorisce l'essiccazione in tempi più brevi, l'acquaragia rende il colore trattabile come
acquarello. Dipende sempre dal tipo di pittura che uno fa e da come si abitua. In linea di massima però l'olio di lino è il più indicato.
- Non riesco a fare linee sottili come vorrei
Per fare ad esempio i capelli, o fili d'erba, esistono diversi modi. puoi comprare un pennello fine a pelo molto lungo, oppure (come faccio io) un pennello largo sinitetico, oppure un pennellino da acquarello con serbatorio (però è una mazzata, costa 10 euro!).
Tutti hanno bisogno che il colore sia ben diluito. il pennello sinitetico ha la caratteristica che i peli si concentrano sulla punta (non si sfalda come quelli naturali) e usato di taglio si fanno delle linee perfette.
C'è chi usa i pastelli ad olio (NON A CERA). coprono molto e si legano con l'olio, ovviamente il quadro deve essere ben asciutto.
- Non ho mai dipinto ma mi piacerebbe molto iniziare. Da dove parto?
Compra i colori primari + nero e bianco, un paio di pennelli a becco d'anatra piccoli, olio di lino, essenza di trementina o acquaragia inodore. Se hai intenzione di fare parecchie prove compra anche qualche cartoncino telato. Con una 25ina di euro dovresti fare tutto. Le tele lasciale a dopo, quando avrai fatto qualche esperimento.
Come primo tentativo puoi stampare su un A4 un qualsiasi disegno per bambini che si trovano anche online, oppure realizza una piccola natura morta con al centro una sfera, un cilindro e una piramide di colori diversi. stabilisci da dove arriva la luce e divertiti a dargli vita.
- Percepisco che realizzo cose abbastanza interessanti per gli altri ma non sono mai soddisfatto.
Questa è la benzina che ti spinge a migliorare, gli altri apprezzeranno ancora di più.
Cerca di considerare la tua insoddisfazione come elemento positivo e non come deterrente a continuare. Più bravi di te ne esistono, ne sono esistiti e ne esisteranno a milioni, non distogliere l'attenzione dal motivo per cui dipingi, se entri in conflitto con il
mondo non ne esci più. Confrontati solo per farti contaminare, non per giudicare se sei più bravo o gli altri sono più bravi di te.
- Vedo gli altri che fanno mostre, estemporanee, concorsi. Io non mi sento all'altezza, mi vergogno ad esporre le mie cose.
E' un grosso errore, perché lo fa fino a quando non prendi il coraggio e ci provi. Immediatamente dopo non potrai più farne a meno. E' come parlare di figli senza averne, finché non ne hai uno non sai proprio di cosa si tratta.
Questa cosa è indipendente dalla qualità delle opere che esponi, dal livello artistico che rivelano ecc.
- Vorrei vendere i miei quadri ma mi sono accorto che al prezzo (equo) che li metto io nessuno li compra.
Secono me la valutazione della pittura si divide in due settori, quella commerciale e quella accademica. Ci sono cose, soggetti, tecniche, che sono relativamente semplici da fare e sono destinate al pubblico, ed altre rivolte agli intellettuali d'arte.
Purtroppo mischiare le due cose non si può fare, o la tua pittura ha una vena avanguardista oppure realizzi cose che il popolo riconosce immediatamente come bello e te li compra. Vuoi vendere? fai girasoli, papaveri, balle di fieno, tramonti, spiagge.
Vuoi vincere i concorsi? fai tutto il resto, e fallo in modo assolutamente svincolato dai canoni della bellezza di massa.
- Vorrei vendere qualche quadro ma non riesco a separarmene affettivamente.
Il prezzo da pagare è trovare il posto dove tenerli. Lasciarli in pila in qualche soffitta è la peggior cosa che si può fare. Per quanto mi riguarda tutto ciò che non vendo non lo tengo in casa, sono andato in giro per uffici, sale di aspetto dei medici ed ho scoperto quanto faccia piacere alla gente arricchire di colori i propri ambienti. Nessuno da giudizi (se non positivi, anche se finti non importa). Gli dici che ce li tieni temporaneamente, solo per qualche mese, poi quando ripassi vedi che ti pregherà di prolungare l'esposizione :). Così la gente li può ammirare, e magari qualcuno anche comprare ai prezzi per il quale il ricavo supera l'affettività.
Secondo me sarebbe buona regola disaffezionarsi alle cose che si produce, non tanto per venderli, quanto per considerarli passaggi di transizione al quadro successivo in cui si vedono i miglioramenti. L'ultimo, in sostanza, dovrebbe essere l'unico invendibile. Io
però metto subito in vendita anche quello :)
- Come si sfumano i colori ad olio?
Con molta delicatezza. Alcuni usano qui pennelloni per stendere il fard delle donne, altri normali pennelli inumiditi dal solvente, altri le dita. Una cosa che è importante nella sfumatura è il tempo, per una buona resa questa operazione va fatta ad una asciugatura intermedia, nè troppo molle nè troppo essiccato. La delicatezza sta nel conciliare lo spessore dell'impasto sulla tela con il suo grado di essiccazione.
La sfumatura dell'olio è comunque una cosa molto soggettiva e molto vicina all'uso dei colori stessi. Ognuno ha il proprio metodo.
- Come si dipingono gli alberi ad olio?
Dipende molto dallo stile di pittura che fai, se usi colori 'grassi' o ben diluiti, se lavori a strati o tutto sul fresco. Per una buona resa realistica è necessario lavorare a strati, o la frequanza di variazione di tonalità a cui è soggetto un albero può essere più difficile da realizzare, visto che sulla tela i colori si impastano molto.
Prendiamo un normale albero verde a chioma folta, d'estate, di giorno. Tecnicamente contiene 3, al massimo 4 gruppi dominanti di tonalità di verde. Prima di tutto va individuata la zona illuminata dalla luce, poi si stende il tono più scuro (anche in prossimità del nero va bene) su tutta la chioma, illuminata e non. Dopodiché si aspetta che asciughi il più possibile e si stendono a chiazze le tonalità più chiare nelle zone illuminate. Si lascia asciugare ancora una volta e si procede ad aggiungere i dettagli ad libitum. Dipingere UN albero è una cosa, dipingere un bosco un altro, perché deve essere
evidente la profondità della scena e la disposizione delle piante. In questo caso è di fondamentale importanza stabilire la direzione della luce e le ombre che alcuni alberi producono sugli altri. Gli alberi più lontani sono più scuri, quelli più vicini più chiari.
- Come si dipinge il mare?
Per dipingere il mare è fondamentale sperimentare prima gli impasti di colore da usare in tutte le parti della tela, perché buona parte dell'effetto lo danno i colori stessi.
Individuati i toni e le zone di luce si stende il fondo di un bleu piuttosto scuro, un oltremare va benissimo, piuttosto diluito e uniforme. quando è asciutto si procede, con piccole pennellate, alla definizione delle increspature, riflessi di luce ecc. Parte
essenziale di un mare è la banchina dove infrangono le onde. Le onde seguono una logica abbastanza semplice: Solitamente se ne vedono 3 o 4, a distana regolare l'una con l'altra. Attenzione al grado di luce solare, non è detto che la schiuma vada fatta con bianco puro. Valutare bene i riflessi sulla banchina di sabbia bagnata e i colori di quella asciutta. Le onde che si infrangono sulla spiaggia formano una schiuma densa su una lina frastagliata lungo la spiaggia e altra schiuma rarefatta davanti e dietro.
la schiuma, come tutto il resto è soggetta alle ombre, e la loro rappresentazione segue le stesse regole delle nuvole.
- Come si dipinge l'acqua?
L'acqua è trasparente, e come tale deve essere trattata. Ciò significa che deve essere individuata la deformazione di colore e di forma che essa produce nel suo contenitore, che sia un ruscello o un bicchiere. In un ruscello il tono spiccato dei colori dell'esterno viene diminuito e in un bicchiere si dipingono le rifrazioni prodotte
dall'effetto lente dell'acqua.
- Come si dipingono le nuvole?
Ne esistono di diversi tipi, quella più classica che si vede è il banco di nuvole in un cielo estivo azzurro. Una regola che appartiene un po' a tutti i tipi è la posizione tra il sole e l'osservatore. Essendo il sole al di sopra (in certi casi la luce può arrivare con inclinazione diversa), a seconda della compattezza ogni nuvola produce un ombra, sia sulla terra che su se stessa. Quindi la prima regola è quella di individuare la direzione della luce e dipingere l'ombra nella parte opposta.
Tentare di copiare una nuvola dal vero ha poco senso, visto che la seconda volta che alzate gli occhi probabilmente ha già cambiato forma. L'importante è catturarne la geometria. Se la nuvola è ben compatta si noteranno i rigonfiamenti ai bordi. Consideriamo ciascuno di essi una sfera, composta da altre piccole sfere, ciascuna con la propria ombra e la propria luce.
Il colore dell'ombra può essere ottenuto mescolando il nero, bianco e marrone.
Links
Illusione magica della pittura
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 906-121641
Acrilico vs Olio
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 906-115034
Alcuni consigli per iniziare
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 903-121339
Tecnica di realismo classico
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 817-094038
Dipingere gli alberi
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 713-122218
Pittura e autostima
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 617-140917
Tecnica Impressionismo
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 615-134800
Teoria del colore
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 613-131318
Pittura ad olio
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 608-084830
L'arte di dipingere
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 606-100001
Arte e creatività
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 603-163236
Il talento
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 601-165039
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( 3 / 34 )Rosy Bindi vota gratis.
Se non avessi lasciato l'euro nel carrello della coop avrei votato Adinolfi.
Qui la sinistra unita c'è da prima del PD e si sta spaccando dall'unione sui programmi.
Lì, vedremo la risposta dopo il 20, stanno prenotanto posti per il bus gente che con la politica non ha mai avuto a che fare.
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( 2.5 / 43 )Hai due camere da letto? disfane una, buttaci tre cazzate a caso e chiedi il finanziamento alla regione come museo. Ti arrivano una valanga di soldi.
San Gimignano si trova sulla via di un percorso turistico fra le terre toscane che gira sulle riviste e cataloghi di mezzo mondo. Una vera chicca per gli appassionati di borghi medioevali, torri, castelli, viuzze e arte classica.
Ieri è stato inaugurato il primo museo al mondo della "Peugeot".
La Peugeot? ma cosa c'entra con la storia della città, con le bellezze e i sapori toscani?
Nulla, ma la brillante idea fa circolare molto denaro nelle tasche degli organizzatori e quindi va bene così. A due metri da qui abbiamo il museo della Peugeot. Oh, l'unico al mondo, micacazzi. Domattina prima cosa che faccio vado a visitarlo.
Sono piuttosto nascosti, ma se ne sono inventati di tutti i coloi:
C'è il museo del castagno, del bosco, del tessuto, del calcio, de gusto del cibo, del miele, del presepe, del giocattolo da bambino, del tricolore, del bijou, del coltello sardo, del ventaglio, del cielo e della terra, del fiore, del ferro, del tartufo, del bowling, dei soldatini, del sigillo, del confetto, del disco d'epoca, del figurino storico, eccetera eccetera.
TUTTO, c'è proprio tutto. In italia abbiamo un museo per ogni capello.
Però è strano, da quello che mi risulta la gente, nei momenti di relax, preferisce i centri commerciali ai musei. A chi e a cosa servono allora tutti questi siti "culturali"?
Agli organizzatori.
Ho avuto a che fare qualche anno fa con un progetto museale, per il quale l'organizzatore mi chiedeva la realizzazione di un sito ed ho scoperto quale mondo di microeconomia sia infossato dentro i progetti di rivalutazione beni culturali distrettuali, regionali e nazionali.
Il museo prima di tutto è BUSINNES, un bel po' dopo viene la cultura.
Hai trovato chiuso?
Probabilmente in quel momento parte delle risorse statali destinate all'apertura si stanno consumando per altri nobili scopi. Tornerai la prossima volta.
E' lo stato a cacciare i soldi attraverso le regioni, basta davvero poco per adibire uno spazio a museo. Si presenta il progetto, si chiedono i denari e ad approvazione avvenuta arriva il bonifico.
Facile, no?
Corri a prendere due erbaccie e fai il museo della gramigna. Però tienilo aperto, mi raccomando.
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( 3 / 65 )
A onor del vero il meccanismo mi è sembrato abbastanza farlocco.
"Prego, riempa questa scheda con i suoi dati, su quest'altra fa una croce su favorevole o contrario e poi la mette in quell'urna lì".
Poi se ne va, lasciandomi in intimità con una pila di schede bianche e l'urna.
Non so quante croci avrei potuto produrre in un paio di minuti ma una ventina penso che se avessi voluto ce l'avrei fatta.
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( 3.3 / 49 )
L'ennesima polemica sulla sicurezza (che va tanto di moda fare) scatenata dall'arresto di Piancone, a me sembra che abbia gli stessi connotati dell'annosa questione indulto, sembra che segua le stesse dinamiche del qualunquismo che si accatasta in post, articoli sui quotidiani, commenti e servizi televisivi.
L'immagine del qualunquismo di cui parlo è quasi sempre partorita da un coglione qualsiasi, a caso, che in un momento a caso parla con tono moralista su pricipi di cui non ha capito una mazza.
Segue un lieve bisbiglio accompagnato dalla timida approvazione di uno, a
cui si affianca un altro e poi un altro e un altro ancora.
Nel giro di niente si può contare una folla schierata dalla parte del coglione. A questo punto, che abbia detto una cazzata o meno non frega più a nessuno. Nessuno si pone nemmeno più il problema, quella cosa ha la sua dignità perché è condivisa a maggioranza.
Lo dico perché ho la convinzione che ogni giudizio, su qualsiasi cosa, debba avere la sua misura di riferimento, e come al solito è assente da questa polemica.
La domanda che si pone la popolazione di fronte alla falla sulla sicurezza messa in evidenza dalla semilibertà del terrorista Piancone ha una risposta sola: Doveva essere in carcere.
Grazialcazzo, anche per me doveva essere ingabbiato, ma in un sistema giudiziario che ha tutte le colpe del mondo meno quella del codice di procedura penale (invidiato da mezzo pianeta) non si può pensare che, perché c'è in giro un terrorista, debba essere partorita un ulteriore norma restrittiva ai detenuti. Mantenere una persona in carcere ha un costo, ha bisogno di spazio, gente che lo sorvegli, risorse a disposizione. Se esistono le condizioni, purtroppo non si può fare a meno di correre il rischio, secondo me è naturale, normale, giusto che sia così.
Riepiloghiamo: questo signore, o per meglio dire questo criminale, ha ucciso 6 persone. E' stato condannato a 4 ergastoli e come si dice in questi casi è stata buttata via la chiave.
Dopo 25 anni lo ritroviamo in una banca con 4 pistole. Terribile, ne sono consapevole. Ma che fai, è verosimile raggiungere un livello di perfezione giudiziaria che tenga TUTTI i criminali dentro e TUTTA la gente onesta fuori? No, a mio avviso è un utopia, quindi è inutile accanirsi sui singoli casi. La sicurezza TOTALE esiste solo in corea del nord, forse. Qui esistono margini di insicurezza e se vogliamo mantenere QUESTO tenore di vita dobbiamo farci l'abitudine, invece di armarsi contro il sospetto negro. Prendere o lasciare, democrazia o regime.
Questo tizio ha fatto 25 anni, VENTICINQUE ANNI, non SEI MESI, passati dietro le sbarre seguendo un comportamento esemplare, senza far registrare nessuna inclinazione a violenza, ad associazionismo reazionario o rivoltoso. Uno che probabilmente si alzava la mattina e giocava a dama con il secondino, che chiedeva le sigarette e aspettava con disciplina che gli arrivassero.
Il sistema penitenziario non permette il minimo errore, insieme al condannato vivono e lavorano psicologi, assistenti sociali, medici, guardie, un mare di gente che al minimo accenno ti revocano il permesso di scorreggiare.
In un sistema penitenziario che non sia Guantanamo, DEVE esistere il 'premio' alla disciplina, fondamentale in quanto tale e in quanto vitale per la sopravvivenza della struttura, o il prezzo da pagare sono le rivolte brasiliane che abbiamo visto di recente.
Erika, Pietro Maso, i loro psicologi possono certificare in qualsiasi momento che sono soggetti pericolosi, che il loro profilo corrisponde a malati di mente, "incapaci di provare emozioni". Tutti gli addetti ai lavori sanno che per loro, scartare una caramella o sparare al fratello, equivale alla stessa emozione.
Eppure Erika tra una decina di anni uscirà di carcere. 3 anni prima del previsto grazie all'indulto. Mi chiedo da sempre quale sia la differenza per gli indignati contro l'indulto.
C'è un albanese, un perisocloso albanese, sfuggito alle guardie carcerarie su un autogrill a incisa valdarno nell'agosto passato. Di lui non si sa più niente, evaporato, sparito, ma tutti continuano a vivere, a zappare gli orti, a stendere i panni, a frequentare puttane e a chattare su messanger. Però parlano di sicurezza e a quanto sono rompicazzo i lavavetri e sudici i ROM. E' questo che mi da fastidio, non il caso Piancone in se.
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Questa è l'ultima fatica. fatica si fa per dire.
Ho preso spunto da una foto e volevo provare quel tipo di soggetto che si trova spesso fatto con le vernici nelle strade per turisti.
Volevo vedere l'effetto che faceva ad olio, e che tipo di impatto avesse dato.
Sono abbastanza soddisfatto, sono contento della distribuzione dei colori e della profondità della scena, anche se il dettaglio e la mano non è ancora quella che vorrei.
Ci stiamo lavorando.
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( 3.2 / 51 )Questo lo cercano.
Questo -forse- non lo cercano nemmeno più.
Questi ci sono ma non si vedono
Questo sembrava e non sembrava
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