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Senza voce 


E' ormai una storia senza fine. Quando non sai a chi dare la colpa cita Microsoft e hai risolto tutti i tuoi problemi , nessuno (escluso l'azienda di Seattle) oserà contestare niente. Ci siamo abituati.

E' quello che succede sulla stampa internazionale che riporta l'accordo tra Microsoft e il governo cileno sul Language Pack di XP in mapudungun, idioma indigeno degli autoctoni Mapuche, un popolo tranquillo che occupa una regione ai margini del Cile (e non solo).
Dal convegno del 1 dicembre 2003 tenutosi all'Università "de la Frontera" di Temuco, tra il colosso informatico e il governo cileno, emerge l'approvazione a produrre Windows XP nella lingua locale indigena.

La cronaca passata sui media dà seguito ad una causa civile mossa nei confronti di Microsoft dalla comunità Mapuche contro il language pack. Causa vinta in questi giorni dal colosso: i Mapuche dovranno usare Windows nella loro lingua. La stampa internazione titola " Microsoft inghiotte anche il popolo Mapuche "
Conoscendo qualcosa sui Mapuche e l'orgoglio delle propria identità, qualcosa non mi tornava. possibile?
No, infatti, non è così.
La cronaca vede da sempre gli indigeni contro il governo cileno accusato di discriminazione razziale e di ghettizzazione in luoghi periferici.

Sono andato a controllare e gli atti del convegno parlano di dissenso mapuche NON nei confronti di Microsoft, ma verso il governo, che ha deciso autonomamente senza chiamare in causa la comunità procedendo con gli accordi. Accordi senz'altro bidirezionali, ai quali i mapuche rispondono con la stessa ansia di chi viene utilizzato per dubbie finalità.
Favorevolissimi nel partecipare al progresso tecnologico, a patto che si rispetti la volontà espressa degli stessi.
Mi sembra ragionevole.
Per tutti però i cattivi sono stati Microsoft che si è mangiato in un boccone gli sfortunati e insignificanti ribelli.

Fonte:
Rebelion.org
Google search

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La ricerca non ha prodotto risultati in nessun documento. 

Google nel mirino dei magistrati. Non è la prima volta e probabilmente non sarà nemmeno l'ultima.
Quello che non è chiaro è chi dovrebbe essere l'autority di un sistema così vasto e complesso. Come pretendere il garante per la geometria dei fiocchi di neve.
Il fine non giustifica i mezzi e a occhio la persecuzione di google per il video della scuola di Torino suona come una risposta superficiale a un problema ben più vasto. Nel male e nel bene, preferisco pensare che un motore di ricerca mi fornisca sempre informazioni non filtrate.
Google in casi come questo dovrebbe essere uno strumento per le indagini, non il capro espiatorio.
Continuiamo ad andare a pagina successiva e vivaddio si scopra pure tutte le magagne che questa società non finisce di produrre.
La verità fa male, la parzialità o la menzogna molto di più.

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Libertà (negata) di culto 


Mi piacerebbe molto aprire un dibattito sul livore che accompagna la costruzione della nuova moschea a Colle val d'Elsa (SI).
Primo perché ci vivo e secondo per capire meglio. Mancando il contraddittorio faccio da solo, analizzo, riporto e faccio le mie personalissime ipotesi. Poi se ci sarà modo c'è il Forum aperto.

Partiamo dai numeri (fonte Tiziana Giacobelli e Io sto con Oriana ):
- In Italia ospitiamo al momento circa un milione di musulmani.
- circa 10.000 sono gli italiani convertiti all'islam
- 130 sono le moschee ufficiali
(Falso, sono centri islamici, per lo più garages. Di moschee ce n'è una sola a Roma. per ufficiale si intende quelle in cui il religioso può rivolgersi verso la Mecca e si può fare solo a Roma)
- 123 centri culturali islamici
- 50.000 bambini iscritti nelle scuole statali italiane
- ogni anno il 10% di neonati nella Comunità Europea è musulmana
- a Bruxelles arriva al 30%
- a Marsiglia il 60%
- 13 Centri Islamici in Toscana

Le principali comunità islamiche si distinguono in:
- l'Ucoii, Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia, fondata nel 1992
- l'Ami, Associazione dei Musulmani Italiani, fondata nel 1994
- la CoReIs, Comunità religiosa islamica, fondata nel 1996


Numeri importanti, organizzazioni altrettanto rilevanti, nulla da dire.

Che cosa vogliamo fare, sterminarli tutti sul nascere? brevettiamo un virus musulmario?
Dove andrebbe a finire il principio di tolleranza e democrazia di cui gli italiani si fanno vanto?
Non si può fare, tanto vale conviverci.

Una delle argomentazioni più becere che si sente dire sulla questione è " Nei loro paesi non ci fanno costruire chiese ".
Punto primo è un segno di maggior rispetto alla propria religione.
Escludendo qualche eccezione nessun cristiano credo sia in grado di fare confronti con l'osservanza islamica, perderebbe mille a uno.
Punto secondo, se loro sono così cattivi e tu ti reputi migliore non puoi ripagarli con la stessa moneta.

Se siamo daccordo che il principio dell'affermazione dei popoli si fa attraverso il conflitto è giusto respingere con la forza chi mette a repentaglio la stabilità culturale del proprio paese.
Se siamo contro la pena di morte, se perseguiamo il rispetto al culto e la tolleranza razziale, se ripudiamo le armi per la determinazione imposta dobbiamo convincerci che il fenomeno dell'islamismo in italia è un processo inarrestabile e inevitabile, amaro quanto vuoi ma incontrovertibile, se vuoi essere integro e democratico.
Quello che non puoi fare è affrontare la questione islamica premettendo a qualsiasi discussione " guarda, io non sono razzista, ma ". Come non puoi schierarti contro la guerra
come ha fatto la Fallaci fino a ieri e poi sotterrare nel fango un intera categoria culturale e religiosa.

Tornando alla moschea di Colle, di cui mi sento più partecipe, ho seguito il dibattito nella nostra città di Magdi Allam , nato in Egitto dove ha studiato 20 anni in scuole cattoliche, e non può secondo me, predicare l'integrazione come se solo quella passata sulla sua pelle fosse l'unica percorribile.
Contesta, sottolineo " la costruzione di un luogo di culto ", perchè ha scoperto che a Siena vi è un alta concentrazione di appartenenti all' Ucoii , organizzazione che non riconosce il diritto allo stato di israele (qualcuno lo informi che anche buona parte di italiani lo disconosce), perche è a favore del matrimonio poligamico (posso confermare, non c'è un senese, musulmano e non, con più di una moglie) e del velo alle donne. Eh? e le suore? la cristianità non prevede i voti con il velo? mah!. ok, a lui non piace.
Vista da qui la moschea, come l'ha interpretata il Presidente della Regione Martini e il sindaco di Colle vel d'Elsa Brogioni , ma non solo loro, appare come una grandissima
opportunità culturale e di arricchimento per la città e per l'intera Toscana , con la possibilità di aperture a ulteriori dialoghi e mediazioni sul modello d'integrazione sostenibile.
Posso assicurare, per quello che vale, che conoscendo diversi musulmani a Colle e a Siena, nessuno di loro è accanito contro l'italia quanto l'italia non lo è con loro.
Per concludere se fra le formiche ogni cento anni ne nasce una albina la vedi meglio intorno al formicaio che nel gruppo sparso ai quattro venti.
Si faccia questa moschea e non se ne parli più.

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Paese che vai usanza che trovi 

Mentre in italia si discute sul livello di detenzione cannabis portato a 40 spinelli, in Olanda hanno pensato bene di concentrare la quantità massima in un solo torbone: pesa mezzo chilo ed è lungo un metro e mezzo lo spinello di polifemo più grande del mondo, fabbricato per entrare nel guinnes dei primati.
Se rollare mezzo chilo di marijuana non sarà stato certo uno scherzo mi chiedo come abbiano fatto a tenerlo acceso per fumarlo.
Però posso immaginare la festa .

Fonte: ADN Kronos

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Griffin addio 

Possiamo dire addio al cartone più grottesco e bizzarro della TV nazionale, i Griffin ( Family Guy nella versione originale)
L'autority ha multato Italia1, Rete4 , diffidato la Rai, La7, il TGCom. Insomma, ce n'è per tutti, maximulte per un totale di 650Mila euro.

" per la violazione delle norme in materia di tutela dei minori, è stata approvata una sanzione di 25.000 euro per la messa in onda su Italia 1 del cartone animato 'I Griffin', caratterizzato dall'uso di espressioni volgari e di turpiloquio"

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Ritorno al futuro 


Sulla rete si trova di tutto, ma proprio tutto, anche un sito che archivia gli aggiornamenti dei vostri.
http://web.archive.org
basta digitare un indirizzo e il servizio elenca com'era l'impaginazione negli anni passati.
dal sito di attivazione di Beppe Grillo al primo online, al sito sperimentale della RAI, a quello di Google.
Chi non ricorda la prima interfaccia di Libero quando ancora era Infostrada, o il sito della Microsoft.
C'è da divertirsi.

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Senza parole 


Chiunque voglia bloggare questa foto è pregato di commentare dove, qui e su quello dell'autore:

http://www.flickr.com/photos/khh/36811286/

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Satira ingiusta al Vaticano 

C'è un gran vociare in questi ultimi giorni sulle critiche del Papa verso i comici italiani e la loro satira. La comunità religiosa di tutto il pianeta è solidale con il Santo Padre sulla necessità di dare un freno alle continue illazioni contro l'istituzione cristiana .
Hanno ragione, ha ragione Papa Ratzinger a indignarsi.
Non si può ridicolizzare l'immagine di una figura come quella del Papa.
Si, perché di immagine si parla.
L'immagine è molto importante nella comunicazione, è ingiusto domonizzarla, la chiesa fonda le sue basi sulla comunicazione, siamo un paese cattolico e dobbiamo rispettare l'immagine che il papa da ai suoi fedeli.
Per rendergli giustizia sono andato personalmente a cercare le foto più belle rintracciabili sul web.
ah ecco, vedi che ha ragione da vendere? Non ce ne sono, è chiaro che se la prende.
Questa è una delle più pacifiche e allineate che si possono trovare

Ecco, per dire, io non andrei così orgoglioso del mio tre quarti.
Senza entrare nel merito della fede, che al pari dell'amore acceca , un immagine come questa probabilmente a qualcuno ispira serenità, gioia, passione .
Vale la pena allora accostarla ad un altra, calcolando i tempi papali, molto recente

e riflettere un attimo sul senso della polemica mossa da Benedetto XVI e padre Georg: Hanno ragione loro, la satira non gli fa certo bene.

Tralasciando un momento il gossip di Palazzo San Pietro invito a firmare la lettera aperta al Papa contro la messa in Latino.
Mia nonna ha già comprato due DVD latino facile in tre lezioni .

Fabio


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Indultiamoci tutti 

Pur correndo il rischio di apparire impopolare, tutto il casino sollevato per l'indulto a me sembra un esagerazione.
Come al solito l'opinione pubblica cavalca l'onda di quella televisiva e si guarda bene dal soffermarsi un attimo e riflettere.
Nessuno mette in dubbio che una parte dei detenuti torni a delinquere e che il provvedimento in se non risolva granché, ma ha una sua ragione di essere, soprattutto una sua giustificazione razionale.
D'Amico fa notare che nemmeno in america esiste niente di simile (vabbè, come se la giustizia americana potesse essere presa a modello). Ad ogni modo lì c'è la grazia, e trovano ridicolo un
provvedimento di stato che possa scarcerare intere categorie di imputati ( è vero, loro non li scarcerano, li gassano ).
In Italia si può fare.
Uno dei motivi principali è perché culturalmente l'Italia è meno giustizialista della maggior parte degli altri stati, quindi trovo fuori luogo il cerchiobottismo che un giorno vuole la repressione e il giorno dopo clemenza e tolleranza.
Dovremmo tutti avere le idee un po' più chiare, su questo punto; destra e sinistra, cattolici e laici.
L'indulto non va giù a nessuno. Si dice che sia passato in parlamento con ampio consenso e contestato dal 95% degli italiani.
ah, se non si è capito io sono tra quel residuo 5%.
E' vero che chi ha usufruito del beneficio d'indulto è facile che torni a delinquere, così come chi ha usufruito della condizionale, così come chi ha usufrito di forti riduzioni di pena, di chi ha usufrito permessi premio e chi per difetto di legge viene prescritto, assolto in terzo grado.
Guarda caso, solo il provvedimento svuota carceri viene contestato, perché una parte politica decide di svincolare dalle spese carcerarie chi nel giro di un paio di anni sarebbe comunque tornato sulla strada.
Quello che voglio dire è che se c'è qualcosa da contestare è la causa, non l'effetto .
Le carceri si svuotano con leggi più efficienti, ad esempio obbligando al luogo di cura i detenuti per droga
(al momento è _miseramente_ opzionale).
Invece si contesta l'effetto, diventando la legge italiana una brutta copia di quella americana, che vede perorare il sillogismo
prima ti ammanetto e poi ti chiedo cosa hai fatto . Da noi è diventato prima ti chiedo se hai usufruito dell'indulto e poi ti chiedo cosa hai fatto .
Se no, sei un delinquente comune, altrimenti sei di livello un po' più infimo.
Non si capisce il perché di questa nuova tendenza. A casa mia se sei criminale sei criminale e basta.
L'indulto mette a casa chi ci sarebbe andato nel giro di poco tempo, è inutile girarci intorno, è del tutto inutile farne un caso.
L'esempio più rappresentativo (anche se lo sono tutti!) è quello di Erika: Condannata a 27 anni, dopo vari appelli, ricorsi e istanze le è stata ridotta la pena a 17 anni.
10 anni di riduzione, non due mesi!!
L'indulto le toglie altri 3 anni, e si va a 14.
In totale Erika si farà 14 anni dietro le sbarre.
Ecco, nessuno si preoccupa dei 10 anni durante i quali potrà sbarazzarsi di tutti i parenti, gatti e galline.
Sono più pericolosi quei tre, chissà perché.
Previti libero subito? e senza indulto quanto ci sarebbe stato carcerato, venti anni?
Davvero c'è qualcuno che nutre la speranza che tenendolo ai domiciliari due o tre anni poi faccia penitenza?
Fosse stato per me, per il rivolo di acqua che porta al mulino l'indulto l'avrei evitato, ma visto che c'è non è nemmeno il caso di fasciarsi la testa più di tanto.

ah, visto che il blog è di rifondazione, per correttezza va spesa una parola: benché sia al governo la base si dissocia totalmente dall'indulto. Tutti tranne me, ovviamente

Fabio.



Pubblicato su BlogGoverno




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Vittoria politica? cronaca di una giornata particolare 

17 Novembre, manifestazione a Roma e dialogo con il governo sugli esternalizzati - informatici - della Giustizia.
Riassunto della giornata:
ore 09:30
Due gruppi, una delegazione al Ministero e un altro che manifesta insieme all'RdB. Io ero sotto il Ministero.

Esce più o meno quello che già sapevamo, il sottosegretario Castelli risponde che non ci sono i soldi, ci fa capire che in un modo o nell'altro l'assistenza non potrà essere interrotta, promette maggiori garanzie a tutela dei lavoratori introducendo revisioni sui contratti nelle prossime gare. Sull'internalizzazione è categorico, non si può fare, nè ora nè nel prossimo futuro.

Ci spostiamo al Senato. Incontro con Cesare Salvi della Commissione Giustizia , intorno alle 11:00.
Alle 14:00 escono i rappresentanti:
Occorre una relazione URGENTISSIMA sui numeri che dimostrino l'effettivo risparmio tra servizio internalizzato e non.
Salvi promette: se è davvero vantaggioso verifichiamo al volo e infiliamo l'emandamento in questa finanziaria.

La delegazione si sposta per un altro incontro alla Camera. Io (e altri pochi) alla stazione per tornarcene a casa.
Non so cosa sia uscito da quest'ultimo dibattito, ma tornando in macchina sulla Firenze/Siena, su Radio2 guarda caso hanno intervistato un deputato dell'UDC per sottolineare un fatto straordinario accaduto nel pomeriggio:
L'onorevole (della commissione Giustizia, purtroppo non ricordo chi) parla orgoglioso del successo ottenuto grazie ad un emendamento da lui proposto, approvato con 501 voti su 503, riguardante l'equiparazione dei reati di corruzione a quelli di mafia.
Lo speaker chiede quali benefici introduce in finanziaria.
" con questo emendamento lo stato può tornare in possesso dei beni confiscati a chi ha commesso reati di corruzione. In altre parole possiamo sbloccare i 200 e passa milioni di euro congelati alla BNL di Milano "
Lo speaker si interroga su come verranno utilizzati questi soldi:
" Una parte andranno ai servizi ospedalieri e un altra al processo telematico ".
Come come? Processo telematico?
Vorrà dire che hanno trovato i soldi per finanziare l'assistenza informatica della Giustizia?
Con un po' di ottimismo si può immaginare che i nostri rappresentanti oggi abbiano almeno influenzato quest'ultima affermazione del deputato. Questo non vorrà dire niente, ma già dai media aver sentito un politico parlare di soldi all'informatica giudiziaria, specialmente in questa giornata, mi è sembrato un successo.

Il sito del comitato ATU
Il blog del Comitato ATU


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Oaxaca, una città in preda al panico 

Non che sia particolarmente attento a tutti i drammi che capitano in giro per il mondo, dalle guerre civili, ai colpi di stato, ai kamikaze, ai rapimenti di massa (ah, i 100 impiegati rapiti a baghdad in questi giorni hanno fatto un record), ai bambini che muoiono di fame un po' ovunque.
Insomma queste cose capitano, è giusto indignarsi, si può inzuppare copiosi fazzoletti di lacrime ma la storia ci insegna che sono inevitabili, non per mancanza di sensibilità, piuttosto perché sembra che il genere umano non possa farne a meno.
Qualche scellerato che fa dei casini abnormi da qualche parte c'è sempre, è lì pronto a organizzarsi, a trucidare popoli e civiltà intere, una volta con le armi, un altra con la droga, un altra ancora negandogli il pane.
Come a dire che la mamma dei cretini è sempre incinta .
Quello che invece non dovrebbe MAI essere evitato è stanarlo e metterlo in piazza al giudizio di tutti.
Se vuoi fare casino sappi che sei in diretta mondiale a reti unificate.
Ecco, a questo proposito mi hanno incuriosito le vicende messicane che hanno visto nell'arco di tutto il 2006 una serie interminabile di eventi di cui la stampa ufficiale internazionale sembra non abbia dato sufficiente importanza.

Il baffetto nella foto si chiama Ulises Ruiz Ortiz , è membro del Partito Rivoluzionario Istituzionale, dal 2004 governatore di Oaxaca, una città-stato federale 'libera e sovrana' al sud del Messico, a maggioranza indigena.
Nel giugno del 2006, un gruppo di insegnanti appartenenti al Sindacato dei Lavoratori dell'Educazione scende in piazza manifestando pacificamente per la revisione dei salari nazionali.
Ruiz, probabilmente stanco di veder girare striscioni di protesta in mezzo al centro storico, ha pensato bene di inviare 3000 poliziotti armati fino ai denti a disperdere le folle, giustificandosi: "li ci sono i turisti, non ci possono stare i dimostranti ".
Si sono visti lanci di lacrimogeni, pallottole di gomma, schiaffi, manganellate e manette.
In risposta: pietrate (e che altro potevano fare).
Leggi l'articolo

Il risultato fu di 3 morti, tra i quali un bambino che sarebbe morto per asfissia inalando lacrimogeni, e di più di venti feriti.
Da allora Ruiz ha perso totalmente il controllo (o la testa).
La polizia è entrata con la forza nelle maggiori sedi di radio e televisione, ha soppresso qualsiasi forma di protesta e di controinformazione, ha ucciso diversi reporter (stranieri!) e seminato il panico in tutto il paese, arrestando tutti e tutto.

La storia è abbastanza complessa, ma vale la pena approfondire.

Tutta la cronaca, video e foto


Fabio.



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Houston, houston, l'abbiamo perso... 

Mi viene da sorridere, guarda te dove buttano i soldi gli americani.
Sulla terra manca l'acqua potabile, ci scanniamo per il petrolio, manca pane, riso, carta igienica, e dove li vanno a cercare, su Marte? siamo proprio nel 2007.
L'anno in cui i vecchi film di fantascienza prendono vita e diventano realtà.
Si, ma al cinema non si è mai visto perdere l'Enterprise del capitano Kirk.

Riporto la notizia dell'AlaskaNetwork (tradotta alla meglio dal sottoscritto) su un pezzo di ferro che sta girovagando senza meta intorno al pianeta rosso da sei giorni (i sei giorni erano l'11 Novembre: ora probabilmente starà girando intorno a nettuno):

La Mars Global Surveyor della NASA non riesce ad avere contatti con la terra da sei giorni . Venerdi gli ingegneri hanno provato a ristabilire la comunicazione con la nave di controllo dopo averlo perso durante la procedure di riallineamento solare.
"Non direi che la missione sia fallita," ha fatto sapere Tom Thorpe, responsabile del progetto al laboratorio di propulsione della NASA.
La NASA afferma che se la comunicazione non sarà ristabilita, può essere necessario diagnosticare il problema inviando un altra nave spaziale, il Mars Reconnaissance Orbiter , utilizzato dal MGS per le fotografie di Marte. L'MGS ha recentemente festeggiato il decimo anniversario di attività nello spazio. È stato lanciato il 7 novembre 1996 ed è entrato nell'orbita di Marte dal settembre del 1997 fino al 2000.
Da allora la NASA ha esteso ripetutamente la relativa missione.

Da sei giorni la NASA non sa più che fine ha fatto.

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Sale la tensione fra Tel-Aviv, Roma e Parigi 


Aumenta la tensione tra Tel-Aviv da una parte, Roma e Parigi dall'altra sulla questione libanese.
Il 16 Ottobre 2006, il Ministro della difesa Arturo Parisi avrebbe autorizzato la vendita al Libano di Aster 15 , batterie antimissile mare-aria.
Questa informazione è confermata dall'ex presidente Francesco Cossiga , in contrapposizione con quanto sostenuto dal figlio Giuseppe Cossiga (deputato di Forza Italia) riguardo alla votazione sui finanziamenti al contingente italiano nell'UNIFIL.
Fino a questo momento Israele era stato allertato per impedire all'esercito libanese di dotarsi di una difesa Antiaerea degna di nome.
È grazie a questa situazione particolare che Ehud Olmert aveva potuto ordinare l'offensiva di luglio.



l' Aster 15 sarebbe il più potente antimissile del mondo: potrebbe perseguire e distruggere un obiettivo in movimento che viaggia fino a velocità di 250 metri al secondo.
Sono prodotti dalle compagnie francesi A-erospatial e Thomson-CSF e
dotati di un sistema di guida prodotto da Alenia/Finmeccanica .
In più i funzionari libanesi confermano di esercitare pressioni sui contatti francesi, italiani e tedeschi per ottenere le nuove armi.


Il Generale francese Alain Pellegrini, comandante in capo attuale del FINUL, il 19 ottobre scorso ha dichiarato:
"se i mezzi diplomatici non sono abbastanza sufficienti" per mettere un termine ai sorvoli israeliani sul Libano, "forse potrebbero essere usati altri mezzi".
Il 20 ottobre, Michele Alliot-Marie, Ministro francese della difesa, ha spiegato a Washington che i sorvoli israeliani sono "estremamente pericolosi" poichè potrebbero essere considerati, dai libanesi, manovre ostili, ovvero potrebbero causare la controffensiva antiaerea dell'esercito libanese e delle stesse forze FINUL .
Ha chiesto inoltre alla sua controparte, il segretario di stato Donald Rumsfeld, di esercitare pressioni sui suoi amici israeliani in modo che questi sorvoli cessino immediatamente.
Da più di 20 anni, Tsahal sta violando lo spazio aereo libanese.

Fonte: VoltaireNET (Francia)


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Ignobel 2006 


Da 15 anni l'università di Harvard assegna un nobel alternativo (non è uno scherzo) su ricerche che NON POSSONO E NON DEVONO ESSERE RIPETUTE.

Quest'anno gli IGnobel sono andati a:

per la CHIMICA
all'American Institute of chemical Engineers Journal per aver condotto uno studio sulla velocità di nuoto di persone immerse nello sciroppo.

per la FISICA
all'University of Queensland, in Australia, per un esperimento iniziato nel 1927 e ancora in corso su un blocco di catrame congelato da cui, ogni nove anni circa, si stacca una goccia

per la PACE
ad Howard Stapleton di Merthyr Tydfil, Galles, per l’invenzione di un deterrente elettromeccanico che produce rumori molesti udibili dagli adolescenti e non dagli adulti. utile nei parchi se si desidera frequentati da soli adulti

per la FISICA (2°)
a Basile Audoly dell’università Pierre e Marie Curie, Parigi, per la scoperta del perché, quando vengono piegati, gli spaghetti crudi tendono a rompersi in più di due pezzi.

per la CHIMICA (2°)
ad Antonio Mulet, José Javier Benedito e José Bon dell’università di Valencia e Carmen Rosselló dell’università delle Isole Baleari, Palma de Mallorca, per lo studio della velocità ultrasonica del formaggio Cheddar in funzione della temperatura.

per la BIOLOGIA
a Bart Knols (dell’università agricola di Wageningen, Paesi Bassi) per aver dimostrato che la femmina dell’Anopheles gambiae, la zanzara portatrice della malaria, è parimenti attratta dall’odore del formaggio Limburger e da quello dei piedi umani.

per l'ORNITOLOGIA
ad Ivan R. Schwab, dell’università della California a Davis, per aver indagato e spiegato come mai i picchi non soffrono di mal di testa.

per la NUTRIZIONE
a Wasmia Al-Houty dell’università del Kuwait, per aver dimostrato che gli scarabei stercorari sono schizzinosi sul cibo, pur giocando tutto il giorno con pupù secca.

questi erano gli ingobel 2006.
nelle altre edizioni abbiamo visto anche:
- studi su nuove tecniche per il riporto di capelli (2004)
- studi condotti sull'opportunità di mangiare cibo caduto a terra entro 5 secondi. (2004)
- studi sulle ferite prodotte da caduta di noci di cocco (2004)
- mutanda a tenuta stagna dotata di filtri che rimuovono i cattivi odori delle flatulenze (2001)
- uno studio indiano che dimostra come infilarsi le dita nel naso sia un'attività diffusa nell'adolescenza (2001)
- calcolo sul miglior modo di inzuppare un biscotto nel latte (1999)
- il Colorado Board of education, ha dimostrato che i bambini non devono cadere. (1999)
- Dr. Arvid Vatle di Stord, Norvegia, per la cura con la quale ha collezionato, analizzato, e classificato quale tipo di contenitori hanno usato i suoi pazienti per portargli campioni d'urina. (1999)
- per la PACE a Charl Fourie, South Africa, per la produzione di un dispositivo anti-intrusione per automobile composto di un circuito di rilevamento e un lanciafiamme.
- per OSTETRICIA, a George and Charlotte Blonsky di New York City, per l'invenzione di un'apparecchiatura (Brevetto US #3,216,423) atta ad aiutare le partorienti -- la donna è legata su una specie di giostra circolare che viene fatta ruotare ad alta velocità, favorendo con la forza centrifuga l'espulsione del nascituro (sconsigliata alle donne che soffrono di capogiri).

Queste erano solo alcuni prestigiosi riconoscimenti a VERI studi scientifici e realmente pubblicati sulle riviste di settore.


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Alice finisce in Tribunale 

Ancora una condanna da parte dell'Antitrust a Telecom Italia per pubblicità ingannevole : questa volta si tratta della promozione di Alice 20 Mega.

Secondo l'Authority, il messaggio pubblicitario era ingannevole riguardo all'esenzione dai costi di attivazione, poiché non veniva specificato che riguardava solo i nuovi utenti Alice e non quelli già abbonati che volevano passare da un tipo di Alice (per esempio 640 flat o free) a un altro.

L'altro punto contestato, e costato a Telecom Italia i fatidici (e soliti) 51 mila euro di multa, era la velocità di connessione, solo promessa e mai realmente garantita.

La storia

15 Maggio 2006
L'Aiip (Associazione Italiana Internet Provider) ragguppa la stragrande maggioranza degli Internet Provider italiani, tranne Telecom Italia; proprio con Telecom i fornitori alternativi di connettività sono spesso in guerra, come nel caso del lancio dell'Adsl Flat 20 Mega, la più veloce dell'offerta Alice, che supporta la Tv via Adsl.

Dopo aver chiesto il rinvio della commercializzazione, che l'Authority aveva prima spostato di un mese, ma che il 12 Maggio è comunque partita in 60 città italiane, i provider, non soddisfatti delle decisioni del Garante, ricorrono al Tar.

Il rischio che i concorrenti intravedono è un nuovo monopolio di Telecom Italia nel settore del futuro della Internet Tv. I provider affermano infatti in un comunicato:

"Riteniamo che non si consenta agli altri operatori di formulare offerte personalizzate, con livelli di servizio e di prezzo diversi da quelli fissati e predeterminati da Telecom Italia.
Paradossalmente, nemmeno quelli che hanno investito in infrastrutture di rete, potrebbero vendere servizi di connettività all'ingrosso agli altri operatori, con evidente nocumento economico e soprattutto a scapito di un mercato aperto alla libera concorrenza e al pluralismo."


5 Maggio 2006
L'associazione Antidigitaldivide non è nuova a iniziative clamorose contro Telecom Italia sui temi della copertura e delle tariffe Adsl.

Questa volta tocca allo spot dell'Alice 20 Megabit/s, l'ultima nata e la più veloce della famiglia Alice. Questa associazione ha richiesto all'AIP (Istituto per l'autodisciplina pubblicitaria) il ritiro immediato della citata campagna pubblicitaria, "poiché lesiva della dignità degli utenti internet a banda stretta (56k), impossibilitati a usufruire della larga banda non per loro scelta, ma perché residenti in zone non raggiunte da tale servizio, espletato in primis in Italia proprio dall'azienda concessionaria del servizio universale e committente della campagna pubblicitaria stessa".

La campagna sarebbe colpevole, soprattutto, di porre in evidenza il divario tra una connessione analogica 56 K e una connessione da 20 Megabit/s, paragonandola al balzo evolutivo compiuto dall'uomo dalla preistoria a oggi.

Questo parametro porrebbe chi utilizza una connessione analogica, a un livello infinitamente inferiore rispetto ai fortunati che accederanno al nuovo servizio, "una propaganda inopportuna che crea discriminazione e disagio".
Telecom Italia dovrebbe preoccuparsi di ridurre ed eliminare questa discriminazione tra utenti, non di esaltarla.




Fonte ZeusNews


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