Che dire, il blogger più quotato del mondo giovedì scorso propone Linux e OpenSource per le amministrazioni statali. La questione Microsoft vs Linux è una guerra di religione tra informatici vecchia più dei due OS stessi, a volte anche priva di argomentazioni serie; si fa guerra e basta, perché a molti nerd brufolosi piace discutere del sesso degli angeli.
Benché l'idea di Grillo sugli impianti gratuiti abbia il suo gran bel fascino, resta inutile e inapplicabile , almeno per quanto riguarda la questione opensource.
Chi è del settore lo sa benissimo, Linux è già parte integrante di una discreta fetta degli apparati in uso, sia nel privato che nel pubblico: tutti gli switch, routers, firewall e server di posta sono già di dominio del pinguino.
Linux occupa brillantemente il suo settore e Microsoft si tiene strette le workstations, i client e i pc di casa. In teoria nessuno avrebbe niente da ridire.
Invece no, la gente cerca di fare teologia sulla bontà di uno piuttosto che dell'altro e finisce per fare una gran confusione.
L'Opensource di cui parla Grillo suppongo si riferisca a OpenOffice e a client di rete Linux, piattaforma da sostituire al monopolio Microsoft, secondo lui. Due sistemi operativi che poggiano sullo stesso hardware, su processori Intel raffreddati da una misera ventolina che dopo tre alitate di polvere regolarmente si inchiodano nel giro di un anno. Per intenderci Linux crasha tanto quanto Windows, chi conosce bene entrambi i sistemi lo sa benissimo.
Due paroline vanno spese sul monopolio. Ritengo che debba essere chiarito una volta per tutte che avere due, tre, quattro o cinquanta sistemi operativi equivalga ad uno spreco di risorse infinito. Al di là della libera scelta di usare un prodotto piuttosto che un altro (legittimo) è necessario tenere presente che stiamo parlando di prodotti a livello planetario. MS-DOS, Windows e tutte le versioni introdotte sul mercato hanno permesso l'alfabetizzazione della terra, hanno portato il concetto digitale in ogni angolo del pianeta, questo anche i linuxari non possono negarlo.
E allora, avevamo la grande occasione di parlare tutti quanti la stessa lingua, dalla cina alla patagonia, l'abbiamo sprecata facendoci la guerra ideologica a vicenda. Nota bene, a me non frega una mazza se sia linux o windows ad occupare il pianeta, a me basta che rintracciamo una strada comune e la perseguiamo tutti insieme.
Linux sta facendo frammentazione culturale, più che economica, e questo a mio modesto parere è un errore, ma evidentemente dividere è una peculiarità del genere umano a cui probabilmente non può sottrarsi.
Tornando all'opensource nelle amministrazioni non si può semplicemente perché nessuno si la prende la responsabilità dell'efficenza del progetto. Lo stato ha bisogno del suo fottuto capro espiatorio in caso di inconvenienti o guasti.
Chi pensate sia in grado di offrire garanzie su software con sorgenti accessibili a chiunque?
Ecco, nessuno.
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( 2.9 / 182 )La storia delle contrattazioni tra stato e aziende private che scadono senza rinnovo la dice lunga sulla qualità delle strategie politiche degli ultimi decenni.
<< Privatizzare a tutti i costi! Questa è l'unica strada percorribile per ridurre le spese!!>> echeggia da ormai troppo tempo in tutte le aule parlamentari (oh, su questo sembrano proprio tutti d'accordo).
Chi non ricorda il premier Berlusconi orgoglioso per le opere di digitalizzazione del servizio pubblico (che a me, tra l'altro, ha sempre suonato come "prestidigitalizzazione" al pari del milione di posti di lavoro).
beh, va detto che col senno di poi non aveva tutti i torti, le strutture informatiche sono state capillarizzate, la rete dati ampliata in un grande troncone nazionale ( RUPA ) che collega quasi tutte le amministrazioni, strutture messe a regime di ottimizzazione risorse, con un discreto risultato in termini di efficienza sul territorio.
Va detto.
Va anche ricordato però, che i privati coinvolti nell'opera si sono sempre chiesti (dagli arbori) il motivo di reale praticità nella gara d'appalto rispetto all'assunzione del servizio interno ministeriale: gli conviene di più la ditta esterna piuttosto che assumere personale qualificato?
Sempre col senno di poi sembra di si, perché con questo è possibile estendere la legge Biagi fino ai massimi sistemi, dove la famosissima e brillantissima pratica del calcio in culo si può attuare sia sul singolo lavoratore che su una S.P.A.
Benissimo, se qui il concetto "non produci = te ne vai" avrebbe una sua barbara giustificazione, cosa succederebbe se pur producendo ti prendessero a pedate ugualmente?
Succederebbe la prestidigitalizzazione prenderebbe il sapore di opportunità per singole legislature: il servizio pubblico funziona finché lo amministro io, con i miei appalti privati, con le mie pedine, con i miei interessi.
La privatizzazione Biagi, e lo stato dura una legislatura.
Toh! che fortuna!
http://www.palazzochigi.it/GovernoInfor ... atura.html
Hanno segato anche la pagina web informativa. Cancellata!
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( 3.1 / 160 )Il contratto che regola l'assistenza informatica nei palazzi di giustizia di tutta italia sta finendo. Il 30 Novembre 2006 decade ogni forma di collaborazione con gli enti privati che hanno fornito assistenza dal 1989 ad oggi. Il Ministero della Giustizia non ha rinnovato le gare di appalto e non ha fornito garanzie sulla continuità. Quali siano le conseguenze è facile immaginarselo, visto che più del 90% dei registi dei tribunali sono informatizzati. Il 2 Novembre in alcune regioni, il piemonte, la val d'aosta e altre, non si presenteranno più i tecnici ATU (Assistenza tecnica unificata) e nessun problema informatico sarà preso in carico da alcuno.
Il termometro dei bilanci e dell'organizzazione che sta dissestando il servizio giuridico è presto individuabile: sono 18 milioni di Euro, che il ministero deve ancora corrispondere alle aziende ATU.
In alcune regioni, come la Toscana, sono stati presi accordi con le amministrazioni locali per proseguire, senza contratto, la permanenza negli uffici e garantire il servizio. Lo hanno chiamato "servizio a debito", ovvero fino a quando non si deciderà a riaprire le gare di appalto (presumibilmente non prima dell'estate 2007) le aziende che offrono il servizio lo faranno a titolo di favore, con l'incognita di quello che succederà in futuro.
18 milioni di euro da incassare per lavoro sotto regolare contratto, figuriamoci se con "capitolo a debito" verrà saldato con leggerezza.
Indipendentemente da queste contraddizioni, il governo nella finanziaria non ha speso una sola parola sull'emergenza informatica del settore Giustizia, e quel che è peggio, non ha dato garanzia di effettivo impegno per risolvere il problema.
Cosa succederà è difficile dirlo, ma possiamo facilmente attribuire a tutta la vicenda l'ennesima "cosa all'italiana".
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( 2.9 / 212 )Fondamentalmente chi aderisce ad un partito lo fa per almeno una di due ragioni: ideologia aderente alla linea che il partito persegue o più semplicemente per empatia con il gruppo di persone che la sostiene. Ce ne sarebbe un altra, l'ambizione alla posizione di potere (minimo o massimo che sia) che però è inutile menzionare per le complicazioni che ne derivano, essendo un partito politico di per se l'emblema di tutte le gerarchie dalla notte dei tempi.
Si può aderire ad un progetto, si può credere che le cose si trasformino, si può supporre che l'idea di un mondo migliore esista davvero, è lecito pensare che nella migliore delle ipotesi sentirsi artefice di quello che ci accade intorno possa divenire gratificante. per questo e per altri mille motivi aderire ad un partito politico, prendersi la responsabilità di possedere e seguire una posizione netta sugli eventi che ci coinvolgono può alimentare speranze.
Tutto questo è indipendente dalla corrente politica che uno sente dentro di se, al massimo si possono trovare convergenzze ideologiche più o meno aderenti, ma quello che ognuno di noi si porta dentro è unico e raramente appagabile da qualsiasi confronto diretto. Allora perché proprio rifondazione comunista, messa al bando dall'ingresso al governo, messa in discussione da un presidente della camera che sembra ringraziare tutti per la posizione di prestigio in cui si è collocato. Perché rifondazione. Perché non l'italia dei valori, perché non i DS che garantirebbero posizioni prestigiose nelle stanze dei bottoni.
Non so voi, ma l'ideologia della semplicità è quella che mi sostiene e mi rappresenta di più, è per questo che ho deciso di appartenere a questo gruppo. Si è comunisti davvero? non lo so, ma ha davvero senso saperlo? per me è importante credere che ci sia gente che schifa la guerra, le manovre di potere, i meccanismi macro-economici e l'intolleranza verso l'integrazione razziale. Si, si può votare rifondazione e per giunta tesseracisi semplicemente perché si condivide l'idea che la guerra è uno schifo, e che tutti gli esseri umani dovrebbero avere il diritto di fare quel cazzo che vogliono nel rispetto di chi li ospita e di chi gli sta intorno. Si può votare rifondazione comunista, si può ancora sperare che i diritti siano un bene comune e non a discrezione dell'opportunità come molte altre correnti vorrebbero far crdere.
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