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Follonica (GR) 


Per due settimane.
Non chiamate, non risponderò.



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A tutto c'è una spiegazione. 


Mi scappa una riflessione, soprattutto dopo il dibattito tenuto da CloroAlClero e poi passato alle armi da KK.

A grandi linee la politica berlusconiana può essere definita come una azienda che si preoccupa di non far trapelare i debiti ai suoi azionisti manifestando sfoggio e ricchezza apparente.
La politica di Prodi invece quella di una piccola e insignificante filiale subordinata al 100% a quella centrale. Niente di più lineare, niente di più logico. La centrale si chiama Parlamento Europeo. Qui si regolamenta di tutto, dal bilancio della BCE alle politiche comunitarie, all'approvazione di qualsiasi emendamento del Consiglio dell'Unione Europea.

Ma perché è importante tutta questa subordinazione dell'italia?

Forse non tutti sanno che abbiamo 78 seggi su 785 , gli stessi di Francia e Inghilterra. Solo la Germania ne ha qualcuno di più, 99, con i quali è meglio rappresentata di noi.
Ciò significa che i nostri parlamentari hanno un potere ENORME , oserei dire SPROPORZIONATO ai mezzi di cui disponiamo: Seconda forza del parlamento europeo, tonnellate di monnezza da smaltire .

Bene, sono comunque cose che fanno piacere, meglio in cima alla lista dove si legifera piuttosto che in fondo, ma visto che abbiamo tutti sti seggi sono stato colto da curiosità morbosa di sapere quali fossero state le modalità di assegnazione, se ci fossero questioni di merito in ballo e in modo particolare ero interessato a capire quali, esattamente. In cosa l'italia merita più seggi rispetto alla Svezia che ne ha solo 19?
Con un certo stupore ho scoperto che il numero di seggi, contrariamente a qualsiasi principio democratico, sono assegnati arbitrariamente per numero di abitanti degli stati appartenenti. Più abitanti, più seggi, non importa se trogloditi o democraticamente sensibili all'ambiente o alle politiche sociali. Non c'è termometro.

Ciò significa che se per caso ai primi quattro della lista stesse bene abolire il riciclaggio della monnezza la pulitissima Svezia dovrebbe adeguarsi ai voleri dei mafiosi più potenti.

Si, ho detto mafiosi, perché su queste dinamiche mi salta all'occhio che la percentuale delle assegnazioni dei seggi è data da un nordest che non vuole pagare le tasse e di democratico in fatto di immigrazione lascia un po' a desiderare, da un sud mixato fra camorra, mafia, ndrangheta e sacra corona unita, da una popolazione così bigotta in uno stato solo sulla carta laico, che occupiamo la seconda posizione in un parlamento così importante mi sembra eccessivo, o quantomeno, se guardo il resto dell'europa, mi sembra decisamente immeritato.

Insomma, l'italia in italia non conta un cazzo ma in Europa moltissimo . E quando mai l'italia ha avuto un posto di prestigio così importante? Dai tempi di Mussolini. Solo che il panorama europeo dell'epoca era un po' diverso.

Oggi c'è una Germania che economicamente si può permettere il bello e il cattivo tempo, una Francia piuttosto stabile, una Spagna che avanza a doppio passo.
L'italia rincorre , ha uno spropositato potere esecutivo sulle dinamiche degli stati membri e sul proprio non può quasi nulla, perché gli italiani sono italiani, e tedeschi non lo diventeranno MAI .

Allora tutto torna, si capisce perché in Italia si preferisce aumentare le tasse, si preferisce non interferire con le missioni nei teatri di guerra, si preferisce trasferire il controllo del pacchetto INPS a finanziarie e vincolare le pensioni su meccanismi in cui allo stato costi il meno possibile. PERCHE' CONVIENE ALLA POLITICA, ANCOR PRIMA CHE ALL'ECONOMIA

Una delle frasi più emblematiche, partorita di recente che mi hanno colpito è questa, non ricordo chi l'ha detta "Il tesoretto, o tutti i soldi che usciranno fuori devono servire per far crescere il paese, non possono essere redistribuiti sulla popolazione".
E cosa significa se non: "Dobbiamo ben figurare con i nostri alleati, perché la nostra posizione ce lo impone" . Ridicolo .
Napoli resta sommersa dalla spazzatura, a scuola si fanno video shock, entrano tonnellate di coca al giorno, d'agosto vengono meno il 30% di pensionati in più, acqua, casa, lavoro, diventano beni per privilegiati. Ma si pensa sempre all'Europa. Che lo faccia il politico può essere comprensibile, che lo faccia il Rutelliano non ci sto.

Detto questo non sono assolutamente antieuropeista, ma in una scala di priorità, mi aspetterei che prima venisse la popolazione italiana in italia e poi i rapporti con gli stati membri. Qui si sta facendo l'esatto contrario.

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NeverLand 


Nella sezione dell'Italia dei Valori c'è un ufficio Rapporti con Internet.
I militanti cercano e creano canali di comunicazione con il nuovo mondo. Stabiliscono, a nome del segretario, legami con il virtual, con i giovani (sie, i giovani fanno lanparty e pippe, chi comunica su internet sono gli ottantini). Di Pietro ogni tanto manda qualcosa scritta audio o video, il militante lo pubblica sul blog, su youtube, svolazza in Second Life sempre a nome dell'ex magistrato.

Non tutti sanno che il vero di pietro usa questo avatar



per controllare l'operato dei militanti:





E chi non lo voterebbe.

Insomma ha comprato un isola, NeverLand (io avrei scelto ValueLand), ci ha piazzato uffici, personale e ci fa conferenze stampa , sempre con avatar gnoccgirl .


(dipietro in un momento aereo su neverland)

Lo guardi su Youtube, lo leggi sul blog, lo VIVI su Second Life . DiPietro3D in effetti mancava, se non hai almeno un avatar su Second Life oggi non sei più nessuno.

Ora mi chiedo, per carità, tanto di cappello a tanta profusione di energie per recapitare il messaggio, ma non si correrà il rischio di accontentarsi di cotante infrastrutture tridimensionali e magari scoprire che uno svincolo dell'A1 finisce la sua corsa dentro un monolocale?

Ma anche ammesso che riesca a conciliare il suo impegno istituzionale con il reclutamento di risorse per il suo partito, è giusto essere invasi dai politici anche nella nostra nicchia tecnologica e anarchica che è internet? Hanno invaso e distrutto la Tv e per riflesso la politica. Hanno quasi tutti un blog. ORA VOLANO PURE . Una volta a casa mia si diceva "se i coglioni volassero dovrei darti da mangiare con la strombola". Chissà, si vede i tempi sono maturi.


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(P)overi (D)ementi 
Via via, questi sono VERAMENTE Dei Polli . A casa. Il centrosinistra si merita l'opposizione e chi l'ha votati Berlusconi.

Si parla di Pensioni. Non ci si trova d'accordo, oh, può succedere anche nelle migliori famiglie, e cosa si fa? Un bel manifestone sul PD e su come sbarazzarsi di Rifondazione, e poi sbattendo i piedi si grida "cattivi comunisti".

Segue riassuntino di questi giorni:

Rutelli (nel manifesto del PD): "E se la maggioranza delude? Allora si passa a nuove alleanze"

Dini (a proposito di Rifondazione): "Sono dominati dalla ideologia del secolo scorso, non sono guidati dalla ragione, hanno idee vecchie. Vadano fuori dal governo. Credo che qualcuno glielo dirà al prossimo Consiglio dei ministri".

Franco Giordano: "Il presidente del Consiglio vada avanti e non si faccia frenare dalle resistenze politiche che verbalmente sono dirette contro di noi ma in realtà sono contro il sindacato, puntano a marginalizzarlo e alla fine a far saltare il governo"

Ferrero: "Sono preoccupato, questa è la vera minaccia, sulle pensioni non c’è un problema di risorse economiche, che ci sono all’interno del sistema previdenziale, come prevede l’impianto del Governo. C’è un problema politico, l’offensiva centrista una volta si concentra sull’ordinamento giudiziario, un’altra sulle pensioni e prova a destabilizzare, a mettere in discussione il Governo: penso ad esempio alle cose che dice Dini. E' noto da giorni che non stiamo sulla posizione secca dell’abolizione dello scalone, il punto è dove si situa il compromesso, se a ridosso dello scalone o a ridosso del programma dell’Unione".

Il sottosegretario all’Economia Paolo Cento: (rivolto al Pd): "Il Partito democratico non è in grado non solo di governare l’Italia, ma neanche la gran parte di comuni, province e regioni: è quindi del tutto evidente che immaginare scenari diversi dall’Unione significa prefigurare o la sconfitta per i prossimi 15 anni del centrosinistra"



Il manifestone di rutelloni
LaStampa
Dini sul Giornale

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Gran Galà 
Non ho capito perché il giavellottista, dopo aver cacciato il lunghista, non ha mandato almento il cane a vedere se doveva essere finito.

Non capisco nemmeno la polemica sul quattrocentista senza gambe. Lo sport è la misura delle capacità umane nelle sue componenti globali. Mi sembra che non siano ammessi nemmeno occhiali da vista, figuriamoci due gambe artificiali nella corsa.

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Lezioni di pittura numero 9: Dipingere gli alberi 
Dipingo ergo evolvo. Questo è il motivo per cui sono qui ora.
No, scherzi a parte, è che sto facendo l'ennesimo paesaggio con il verde dominante, alberi ecc, ho notato che dopo un paio di quadri sul tema gli alberi mi vanno via come il pane. Fluidi, perfetti come li voglio, senza titubanze.
E' una bella cosa, perché ci ho messo un po' per capire come renderli meno finti possibile.
Allora, se la pianta non è un arbusto spelacchiato ma ha una discreta chioma ha, anche in piena luce del sole, un sacco di zone d'ombra, ed è consigliabile quindi prima di tutto stendere sulla sagoma il fondo scuro, bello scuro, di un verde molto vicino al blu.
Un'altra cosa che ho capito è che sarebbe assurdo, e anche inutile, pensare di riprodurlo fedelmente, visto che ogni chioma, come le nuvole, ha una sua conformazione ben specifica. Quindi è importante capire la logica della distribuzione delle ombre piuttosto che il voler far vedere ad ogni costo ogni singola foglia.

Di solito ogni albero ha le proprie zone d'ombra disposte trasversalmente e è bene partire demarcando quelle che ad occhio appaiono più importanti. Dopodiché con colori più chiari si conferisce rotondità ai gruppi di foglie fino alla massima luminosità nelle zone esposte al sole. Le foglie nei miei alberi non si distinguono più di tanto, ma nel complesso, i tocchi piccoli e grassi di colore li rendono abbastanza credibili. piccoli ma tanti, quanti più possibile.

IMPORTANTE. NON USARE VERDE VIVO per le foglie, mai, o l'albero saprà di plastica.

La composizione ideale che uso nelle sue varianti è questa: Verde+ giallo + marroncino chiaro. Impasto con la spatola e poi procedo. quando raggiungo le zone di massima esposizione al sole aggiungo del bianco.

Se l'albero ha delle zone in cui si scorgono i rami è bene farli subito dopo lo sfondo scuro per poi nasconderli parzialmente con le foglie più chiare.

Se guardando l'albero si intravede il cielo non è necessario che lo teniate in considerazione mentre dipingete la chioma, queste chiazze possono essere 'aggiunte' alla fine. Il risultato sarà bizzarro e sorprendente.

Ultima considerazione. Di solito, da lontano, qualsiasi tronco d'albero appare nero nella parte d'ombra e chiarissimo nella parte illuminata, con uno stacco molto netto. NON sfumare il tronco, a meno che si trovi a bravissima distanza.


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JERICHO 


Chi non avesse visto l'ennesima serie tv 'alla fox' Jericho è una piccola cittadina di provincia tra Denver e Las Vegas. Un piccolo paese in cui Sindaco e Sceriffo conoscono le storie di ogni singolo cittadino e a loro volta i cittadini ci hanno mangiato almeno una volta assieme.

Un posto come migliaia di altri posti. Una sera in cui tutto si consuma nella stessa quiete di sempre all'orizzonte si scorge un fungo atomico . Si scopre da li a breve che tutte le più grandi città del mondo sono saltate in aria. Jericho è intatta, ma isolata .

Da questo evento si dipana la classica storiella dei mistero sugli autori, sulle motivazioni, sulla sorte degli altri, su come comunicare, su come sopravvivere. Lo spettatore si aspetta rivelazioni, su questa linea, che sviluppino l'accattivante logica del giallo: tassello dopo tassello immaginare e ricostruire cosa è successo .
Se non erro quella trasmessa Martedi scorso è stata la quinta puntata, unica, e solo nella seconda parte, a dire effettivamente qualcosa sulle bombe. Il resto del tempo mostra le dinamiche dei cittadini nei rapporti tra di loro.

Probabilmente gli autori, più che alle bombe, hanno pensato di mettere in scena questo tipo di soggetto: Prendi una cittadina qualunque, fai in modo che TUTTI gli abitanti condividano un unico, identico, sproporzionato problema: Cosa succederebbe?

NULLA . a Jericho non succede nulla. Gli amanti continuano ad amarsi, gli stronzi continuano a fare gli stronzi, il sindaco fa il sindaco, lo sceriffo lo sceriffo, la gnocca la gnocca, il barbone il barbone, il fighetto reduce dall'iraq fa il rambo della situazione, tutti belli e tutti buoni.
" La democrazia vince sempre ". Questa è una frase che viene ripetuta abbastanza spesso.

Mi sono posto questa domanda perché, al di là di una identificazione abbastanza spicciola e borghese con questi protagonisti sventurati, se prendessimo una qualsiasi realtà simile in italia ho l'impressione che le cose andrebbero diversamente.

Prendiamo una cittadina a caso, piccola, con servizi efficienti e con uno stile di vita abbastanza agiato: Colle di val d'Elsa .

Sappiamo che Siena, Arezzo, Grosseto, Firenze e Pisa sono saltate in aria. Sappiamo che un unico ospedale divide Colle e Poggibonsi, sappiamo che in giro ci sono centinaia di albanesi che la povertà la conoscono e non ci metterebbero nulla a darsi alla macchia come mercenari . Sappiamo che gli islamici che vivono in città non hanno il diritto di condividere le nostre risorse che sono scarse anche per noi, sappiamo che 5000 euro al mq per un tetto è una porcata e in questo momento TUTTI devono avere il riparo più confortevole possibile.

Quale giallo potrebbe dipanarsi da questa situazione? Non è molto difficile.

Per questioni di sicurezza si scaverebbe subito una grande fossa e si darebbe la caccia al NEGRO, daremmo battaglia a Poggibonsi per il controllo dell'ospedale, faremmo fuori chi non è disposto a cedere la propria ricchezza per il bene della comunità.

SAREBBE GUERRA.

però democratica, eh.

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PEZZI DI MERDA 


Sono quei pezzi giornalistici che creano confusione, opinione pubblica, casino e appunto, in ultima analisi tanta e tanta merda all'indirizzo di qualcuno .

All'ordine del giorno nelle aule parlamentari c'è lo SCALONE , si mette in discussione uno dei punti cardine che insieme a quello delle politiche internazionali hanno permesso di andare alle elezioni del 2006 con un gruppo compatto di sinistra. Sinistra radicale di minoranza 'comprata' con la promessa di abbattere lo scalone.

E invece sembra di no, non va più bene, è giusto così. Lo scalone, come principio economico e sociale è corretto, il massimo che si può fare è ritoccarlo un po' nella forma, niente di più.

Bene, e Rifondazione cosa vuoi che faccia, fa Rifondazione, fa quello per cui è stata chiamata a fare, fa quello che nemmeno i sindacati fanno più, raccoglie le lamentele di quelli che sono all'ultima poppa per andare in pensione e vedono indietreggiare la barca comitato senza motivo. Sottolinea che viene meno l'accordo che all'origine era stato dato per indissolubile.

Ora, per qualche cittadino può legittimamente esistere il dubbio che contestare lo scalone sia sbagliato, qualcuno può pensare che Rifondazione sostenendo la causa dei pensionati o aspiranti tali sia dalla parte del torto, ma non vi sono dubbi sul fatto che qualcuno lo stia prendendo per il culo nel peggiore dei modi, con la propaganda fatta dai colleghi più autorevoli in virtù di un numero di elettori più ampio.


Si aprono i telegiornali con pezzi da antologia della coercizione della massa. Non è il governo a volere lo scalone, lo chiede l'Europa. Capito? Cara Rifondazione, abbiamo le mani legate, noi non contiamo nulla, non è colpa nostra e dovete sottoscrivere lo scalone o le scalette. Se non lo farete SARA' DI NUOVO COLPA VOSTRA se ci saranno crisi di governo.

Tutti buoni i veltroniani: "Se potessimo anche noi toglieremmo lo scalone, è che non si può.. " (alzando gli occhi al cielo) ".. poteri più in alto di noi ce lo impediscono"

Era successo con il voto per il rifinanziamento al contingente in Afghanistan, fu così sulle 35 ore nel 2001, e di nuovo sullo scalone. C'è sempre qualcuno più in alto che lega le mani a questi qui. Ma loro qualche volta, in qualcosa, avranno il potere decisionale o no? Cosa ci stanno a fare li?

Ed ecco quindi dove si celano i pezzi di merda. Facciamo finta che il TG1 sia l'organo di informazione pubblica dell'operato del governo, facciamo finta che democraticamente lo rappresenti interamente, Rifondazione compresa. Poniamo che dica ai cittadini italiani che l'Europa vuole lo scalone (ma cosa cazzo vuole l'europa dalla mia pensione?), poi mettiamo che facciano vedere Giordano che si agita e tiriamo le somme.

Qualsiasi cosa succeda sulla questione nell'opinione pubblica rimarrà inciso a fuoco che Rifondazione è una merda e che non sa stare al Governo, che invece i moderati di centrosinistra sono cosa pia e giusta per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei.

Ecco, a mio giudizio questi sono pezzi (giornalistici) di merda, buttati giù per creare linee di pensiero con la maschera del servizio informativo.

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Cassano day 


Ho letto da qualche parte che in casa rossonera hanno messo alle votazioni lo spogliatoio per conoscere la volontà di acquistare o meno Cassano. Essendo però quasi tutti in vacanza la scheda elettorale gli è stata inviata a casa.

Elezioni. Scheda. Invio. Vacanze.

Chissà come mi è tornato alla mente il riconteggio.


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BUNKER 
Mi sono imbattuto per caso in questo sito che parla di pittura, a mio avviso un po' contorto ma interessante. Estraggo alcuni passaggi degni di nota.

La figura è l'ospite del supporto
Lo sfondo vive negli interstizi della figura.
La figura è uno o più desideri in movimento




Il denaro (/segno / superficie /) può esistere ed è storicamente esistito prima che esistesse il capitale, le banche, il lavoro salariato ecc. (/la semiotica, la linguistica, la logica formale ecc / ; / l'arte, i musei, l'artista ecc. /). In questo senso si può quindi dire che la categoria più semplice può esprimere i rapporti predominanti in un insieme meno sviluppato oppure i rapporti subordinati in un insieme più sviluppato; rapporti che storicamente esistevano già prima che l'insieme si sviluppasse nella direzione che è espressa in una categoria più concreta. In questo senso il cammino del pensiero astratto, che sale dal più semplice al complesso, corrisponde al processo storico reale

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L'Unione a Sinistra 
Ieri sera, alla nostra Festa di Liberazione, abbiamo tenuto un dibattito sul tema dal quale emerge una situazione dir poco sconcertante, da mani nei capelli.

PdCI, RC e Sinistra Democratica tentano di analizzare il percorso da fare per coalizzarsi come soggetto di sinistra.

Siamo lontani, non c'è niente da fare.

RC e CI sembrano parlare più o meno la stessa lingua: è il momento di discutere di contenuti, confrontiamoci sulle questioni e lasciamo perdere tutto il resto, la nostra forza di coesione si basa sulla condivisione di alcuni punti strategici quali scalone, guerra, precariato.

CI ipotizza una confederazione di partiti, sottolinea l'importanza dell'esistenza dei partiti in un sistema democratico, non rinuncia all'identità comunista per non perdere ciò che di buono ha fatto nel 900 e per mantenere una connotazione preposta alla lotta politica.

RC concorde riporta l'attenzione ai punti strategici, alle disattese del centrosinistra rispetto a quello che ha sottoscritto nel programma elettorale, al bisogno di resistere all'interno del governo per ottenere quanto più possibile in termini di giustizia sociale.

SD punta il dito sulla questione ideologica. Che il comunismo non c'è più, che dobbiamo smetterla con gli aggettivi e guardare al futuro come ha fatto il socialismo europeo in francia, che dobbiamo tutti abbandonare quel tipo di dialettica che ha fallito. Eliminiamo qualsiasi simbolo di richiamo storico, uniamoci in un unica e ben definita sinistra che condivida gli stessi punti.

(il relatore SD sorride quando un compagno durante il suo intervento usa il termine "padrone")

Non ci siamo , alla SD viene contestato lo stesso tipo di atteggiamento che fu alla nascita del PDS, che guarda caso oggi si chiama PD.
"In questo modo ci spianiamo la strada per entrare nel PD nel giro di un paio di anni" replica CI. "abbandonare l'identità comunista significherebbe rinunciare dichiaratamente ad una storia che ci appartiene profondamente, fatta di lotte e di conquiste sociali, vendersi per un progetto che è destinato ad essere inglobato in quello che abbiamo sempre combattuto è impensabile, i nodi verrebbero comunque al pettine".

Prende la parola Arcangelo, ex partigiano novantenne "noi gliel'abbiamo fatta vedere a quelli delle destre, fatelo anche voi, per favore"

Applausi e commozione.

Conclusioni: non siamo arrivati a nulla.


Ora tocca a me, faccio io una breve considerazione. Il principio democratico che conosciamo si basa sulla concertazione tra le parti affinché vengano lesi il minor numero di interessi. Succede ovunque ci sia una democrazia. Da noi, nonostante permanga lo stato laico non si può non tener conto delle posizioni della chiesa, nonostante una grossa fetta di italiani e pariti siano contrari alla guerra non si può non tener conto delle manovre internazionali americane. Nonostante costi tutto di più e non aumentino gli stipendi da 10 anni non possiamo non tener conto delle dinamiche economiche europee. Questo in virtù di un principio democratico, non saprei dire quanto a livello generico ma posso dare per scontato che per democrazia italiana si intenda questo. Tutti punti che la sinistra combatte da sempre.
Quindi o sei di sinistra o sei democratico. Sinistra Democratica qui, in italia, oggi, mi suona un ossimoro.
Non posso riconoscermi in un gruppo che vuol tagliare i rami ideologici storici per poter concertare senza sporcarsi le mani più di tanto. Ci sono delle urgenze che possono essere portate avanti solo se esiste una controparte con identità netta e ben definita. L'alternativa proposta da SD è rischiosissima, una volta dentro il sistema non se ne uscirebbe più e finiremmo tutti come in america, due grandi coalizioni che fanno più o meno le stesse politiche, il povero sarebbe sempre più povero e il ricco sempre più ricco.

Quindi che dire, lasciamo ad ognuno la libertà di esprimere tutti gli aggettivi che gli pare e rivendicare tutto il comunismo che vuole, smettiamola di fare il capello in quattro su questioni ideologiche, analizziamo i contenuti e lavoriamo esclusivamente su questo altrimenti non ne usciamo più.

C'è ancora molta strada da fare..










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Walter Fusi 


L'astrattismo è l'autoreferenzialità massima della pittura: è l'artista che parla agli altri artisti.




Walter Fusi è un colligiano che per caso ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa. E' il pittore vivente più titolato della provincia di Siena e una delle massime autorità italiane in fatto di astrattismo, ha esposto in tutto il mondo, da NewYork a Londra, a Parigi o Mosca.
In quell'occasione mi fu regalato il suo catalogo che sfogliai con sufficienza a causa della mia distanza da quel filone artistico. Ieri l'ho ripreso in mano e ne sono rimasto folgorato.

Vorrei descrivere cosa ci ho capito.

Intanto mi sembra di capire che il suo messaggio sia rivolto essenzialmente agli addetti ai lavori, artisti e intellettuali d'arte, sottoponendo a lente di ingrandimento e scomponendo i valori espressivi di qualsiasi opera d'arte visiva. Anche per uno come me, contadino della pittura, è facile rendersi conto di quanto sia importante giocare con i contrasti, le luci e le geometrie per valorizzare un lavoro.

So, ad esempio, che l'impatto emotivo che restituisce un contrasto di colori azzeccato è assolutamente indipendente dal soggetto che sto tentando di rappresentare. L'astrattismo, in tutte le sue forme, tenta appunto di eliminare il soggetto dalla scena e lasciare le componenti emotive che la caratterizzano.

Quindi secondo me non c'è nulla di "astratto" in un opera astratta, bensì una chiara volontà dell'autore di scendere nel dettaglio della percezione emotiva umana, una finestra di ingrandimento sull'ovvio che diventa indistinguibile.

Così come accade osservando una cellula al microscopio: si perde il contesto a cui appartiene.

Una cellula della pelle, ad esempio, all'osservatore medio non dice nulla, non risalirà mai alla pelle, non saprà mai a quale tessuto appartiene a meno che non gli venga fatto vedere prima il suo contesto globale.

L'astrattismo parla della cellula escludendo a priori il tessuto, di cui si conosce tutto.

Ovviamente, o sei medico e hai sperimentato da solo il processo di ingrandimento o non potrai mai conoscere il tessuto osservando una sua cellula. Ecco perché l'astrattismo parla agli addetti ai lavori.

Fusi è veramente un maestro, in questa operazione. Nelle circa 200 opere nel catalogo si legge un percorso di sperimentazioni notevoli, dalle geometrie ai colori, con grande consapevolezza del messaggio da recapitare.

Un grande.

Per riassumere in un ultimo pensiero questa esperienza mi verrebbe da dire che l'astrattismo non sia altro che sperimentazione per poi fare qualcos'altro, tentativi di perfezionamenti dell'artista da tradurre successivamente in opere razionali. Opere che non realizzarà mai.


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Zecca s.p.a. 
Come una finale di coppa del mondo, in quell'ora e mezza del discorso di Veltroni tutta italia prendeva appunti e non pensava ad altro. Come da copione, per due giorni non s'è parlato d'altro .

Intanto in altri luoghi si consumavano drammi e maneggi strani.

Si potrebbe dire che Veltroni è servito per spostare l'attenzione da qualcos'altro. Ma non si può dire, perché in quel caso sarebbe stato meglio una bomba da qualche parte.

Insomma, mentre il nuovo leader del PD parlava felice, l'altro felice Padoa Schioppa presentava alla stampa il DPEF con le seguenti voci in capitolo sul piano di sviluppo futuro:
" Pronti a privatizzare Poste Italiane, Fincantieri, Tirrenia (la ferry-boat) e il poligrafico della Zecca ."

Cose che fanno piacere, via.

Mentre Walter parlava fiducioso, alla CALP ( cristalleria più grande d'europa ) si rinviava ad oggi la riunione con il collegio sindacale per decidere se cassintegrare metà dipendenti o semplicemente buttarli in mezzo alla strada.

Grazie Waltroni, in un giorno come questo serviva proprio una ventata di ottimismo sulle poltrone della politica.



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Similitudini 

Ciccio, ma Veltroni è davvero l'uomo giusto del PD?

Si, la sua faccia fa la media fra la larghezza della faccia di Rutelli e quella di Fassino







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Marx, uso del merito e scarificio nello scambio 
da Pensatoio si è sviluppato un interessante dibattito su Marx a proposito del valore d'uso e di scambio.

Mi è subito saltato all'occhio come in questo passaggio di valori ne mancasse uno fondamentale: La componente di valore umano necessario alla produzione del valore d'uso che sodddisferà il bisogno.

Non sto qui a ripetere la questione e i commenti fatti su pensatoio, è tutto lì.

Quello che mi interessa invece approfondire è l'aspetto meritocratico che si è insediato nel nostro modello sociale e che rischia di fotterci davvero il cervello a tutti quanti.

Non è una questione politica, nè religiosa. E' una questione morale

Il concetto su cui si basa il principio meritocratico è elementare, lo ripeto giusto per completezza di analisi.

Servono 10 dirigenti e 990 operai in una popolazione di 1000 individui, i più meritevoli di questi occuperanno le 10 posizioni privilegiate e i restanti faranno gli operai.

Benissimo. Pronto fin da ora a sottoscrivere questa dinamica a patto che ci si fermi qui.

Invece la novità è che una certa scuola di pensiero estende il concetto introducendo un nuovo elemento:

I 10 dirigenti, poiché meritevoli, hanno diritto ad uno stile di vita agiata. Agli altri è giusto e normale, come avviene in ogni selezione, che non sia permesso.

Lo dice la destra, lo dice il centro, lo dice la sinistra, lo dicono i preti. Lo dicono tutti tranne me.

Ciò che sorregge questa convinzione di massa è che la ricchezza di un paese come il nostro rende accessibile a tutti lo studio e gli strumenti necessari per entrare nel mondo della competitività.
Se non lo fai sei tu che sei tagliato fuori.

Niente di più sbagliato. E' la favoletta che ci raccontano per giustificare la selezione.

Fino agli anni 80 per fare carriera in una azienda servivano competenza, dedizione e fedeltà.
Da quando qualcuno ha diffuso nella gente l'idea di stato-azienda è divenuto elemento indispensabile disporre anche di una quarta caratteristica: l'ambizione, ovvero aver ben chiaro il principio meritocratico di cui sopra e sposarlo. Prima l'ambizione era un lusso di pochi, oggi deve esserlo come componente professionale obbligatoria. La competenza diventa il punto di arrivo in azienda, e nel processo di salita al vertice non serve a niente.

DEDIZIONE . Sacrificare famiglia e tempo libero per la nuova famiglia che è l'azienda e come tale debba essere considerata.

FEDELTA' . Non contrapporsi mai alle disposizioni dei dirigenti sulle modalità di conseguimento del profitto, nemmeno in presenza di condizioni oggettive ideali.

AMBIZIONE . Essere consapevoli che gli altri potrebbero maturare più in fretta e adoperarsi per impedirglielo.


COMPETENZA : quella necessaria per entrare in azienda.


Vorrei far notare che quello che è stato detto fin qui non serve a dimostrare la fallibilità del sistema meritocratico, serve solo a dimostrare quanto sia fuori luogo affermare che il merito sia la competenza. Quello a cui invece TUTTI sembrano voler credere .

Che il sistema meritocratico sia un fallimento ideologico e pratico lo dimostro subito.

Posto che io disponga della competenza necessaria per produrre il valore d'uso ma non sono disposto a sacrificare il tempo con la mia famiglia, non vado da nessuna parte.

Oppure che sia disposto a sacrificarlo ma non riesco a stabilire un legame di fiducia con il gruppo dirigente, non vado da nessuna parte.

Oppure sono disposto a tutto questo ma sono un fessacchiotto onesto e lavoratore invisibile, non vado da nessuna parte.

Oppure sono disposto a tutto e ambizioso ma non ci riesco perché proprio non riesco, non vado da nessuna parte.


If else else else else else then -> fallito.

o per errore di sintassi. --> fancazzista.


Questa è l'immagine restituita dal Nuovo Mondo Meritocratico dell'Era Berlusconi . Immagine ancora tessuta nelle menti di tutti gli italiani.

Cosa c'entra la meritocrazia con il discorso aperto su Marx e il valore di scambio? che il sistema meritocratico è il metodo perfetto per sottrarre al valore d'uso il valore umano e il sacrificio che serve per soddisfare l'esigenza.

Produco un valore d'uso e lo scambio con altro valore d'uso. In un sistema meritocratico il valore dello scambio non tiene conto del VALORE UMANO implicito nei due elementi.

Questo è il motivo per cui i laureati finiscono nei call center.








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