Comunicazione di servizio.
da ZeusNews 16-06-2008
Chiunque si colleghi ad internet attraverso un Router Ethernet (Alice Ethernet, Trust, ogni altro che vada sul cavo di rete e non su USB) è soggetto a questo tipo di attacco.
Per questo virus non c'è niente su windows o sugli altri sistemi che si posssa fare, nessun antivirus controlla oltre la propria scatola fisica in cui è installato.
L'unica cosa che si può e si deve fare IMMEDIATAMENTE è cambiare l'user/password di accesso al router perche spesso viene lasciato l'admin predefinito
Il virus infatti modifica i dati del router accedendo alla pagina di configurazione e cambiando le impostazioni dei server Dns, redirige il traffico Internet verso siti pericolosi.
Se si teme di essere stati infettati, si possono controllare le proprie impostazioni: su macchine Windows - suggerisce il team di TrustedSource - occorre verificare le chiavi di registro DhcpNameServer e NameServer che si raggiungono dal percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\Tcpip\Parameters.
Sintomo di infezione è infatti la visualizzazione del range di indirizzi incriminato: 85.255.*.*.
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( 3.1 / 55 )La dichiarazione di DOMENECH a Le Parisien
Le sélectionneur de l'équipe de France, éliminée hier soir de l'Euro 2008 au stade des qualifications pour les phases finales, répond actuellement aux questions des journalistes envoyés en Suisse pour suivre la compétition.
En préambule de ce rendez-vous, commencé peu après 11 heures, Domenech a redit qu'il avait pensé avant tout au Mondial de 2010. «Je pensais qu'il était bien de faire une équipe charnière.
Cette équipe a un avenir pour 2010. Le projet, c'est vraiment 2010», a-t-il insisté.
Ajoutant que l'Euro, compétition «qu'il ne faut pas négliger», doit servir «de champ d'expérience à toute une génération» pour la suite, Domenech a redit qu'il ne «regrettait rien sur l'organisation dans l'idée de transmettre à une nouvelle génération».
Che in due parole significa: "Stavo pensando ai modiali del 2010, questa esperienza è servita per il progetto 2010"
Come a dire, non me ne frega niente se siamo usciti.
Un gran bel CT
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( 2.6 / 55 )
Ecco il sunto più sintetico possibile delle 5 mozioni in discussione al prossimo Congresso di Rifondazione
Mozione 1 - Ferrero,Grassi, Mantovani; "Rilanciare Rifondazione Comunista"
Mantenere il PRC svincolato come soggetto autonomo, costruire subito l'opposizione al governo, 'rifondare' e rivedere la propria struttura mantenendo inalterate le prerogative della sua nascita. Ripartire dal territorio e dai conflitti sociali.
Mozione 2 - Vendola e Giordano: "Costituente di Sinistra"
Promuovere una Costituente di Sinistra con chi ci sta, a regime paritario e senza sudditanze. Va evitato il ripetersi dell'esperienza "Sinistra Arcobaleno" in quanto caratterizzata da logiche federali tra partiti e non come "nuovo soggetto politico" come invece deve essere "la costituente di sinistra".
-è presente un emendamento nazionale che sottolinea la separazione tra dirigenti di partito e rappresentanti nelle istituzioni - locali.
Mozione 3 - I cento Circoli.
promuovere "la costituente comunista" con tutte le forze che ci stanno. La mozione nata con il movimento degli autoconvocati di Firenze è appoggiata dall'area de "l'Ernesto".
Mozione 4 - La Svolta Operaia - Mai più federazioni di sinistra.
La proposta è di rilanciare Rifondazione Comunista attraverso la classe operaia, approfittando della capitolazione della CGIL, tornando alla sensibilizzazione della questione salari e precariato. La condizione operaia al centro del dibattito, la forza lavoro come movimento per il riallineamento sociale che si basi su tradizioni marxiste.
Mozione 5 - Disarmiamoci. Non eleggere il segretario e aprire un percorso federativo a sinistra.
La proposta è di rinunciare all'elezione del segretario, riprendere dal territorio l'analisi delle cause della sconfitta e ripensare una strategia politica federativa di sinistra che permetta di mantenere l'identità e le parzialità di ciascun componente.
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( 2.9 / 40 )Per chi volesse scaricare le 5 mozioni più emendamenti e regolamento click destro "Salva oggetto con nome"
Mozione 1
Mozione 2
Emendamento alla mozione 2
Mozione 3
Mozione 4
Mozione 5
Regolamento Congressuale 2008
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( 2.7 / 34 )Maggio 2008, olio su tela, 40x50.
200 euri.
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( 2.6 / 30 )
Ho fatto il passo.
Ho pensionato il mio vecchio Pentium 1.7Ghz del 2000.
Ha resistito 8 anni, mai fu tanto lungimirante un pc nelle mie mani.
Ho comprato Vista, tra le altre paccate di roba che ho pagato per questo upgrade mentale.
Avevo 780MB di RAM, ne ho presi 4GB.
Avevo 4 dischi IDE per un totale di 200GB, ne ho preso uno SATA da 250GB
Avevo una AGP READON 128MB ne ho presa una PCIEx 256MB
Avevo un processore P1.700Mghz ne ho presi due da 2.4Ghz
Per mandare tutti questi popò di fili XP non bastava più, ho dovuto prendere Vista a 64Bit.
Per andare su Internet il vecchio Modem ADSL USB GlobeSpan della WISECOM è andato a male, i drivers di xp non gli garbano.
Sul web si vocifera che WiseCom è fallita, Vista 64 vuole drivers a 64 e non esistono.
Altre 54 euro di switch 4 porte ethernet wireless e via dalla finestra il vecchio USB.
beh, ora si viaggia come scheggie.
ah, insomma, scopro che Vista 64 va più piano di Vista 32 perché non sfrutta appieno o 2 Intel DUO.
ok, è comunque un bel sistema, mi garba.
Ma scopro che non ci sono tutti i codecs per i DivX su media player.
ffdshow è l'unico a 64 bit.
Tutto ciò in due giorni di test.
Mi restano 28 giorni per registrare il SO alla Microsoft.
28 giorni di valutazioni. Se dovessi basarmi sui primi due potrei tornare a Windows 98.
Annotazioni in corso di test:
31/05/08
- Monta per default le Directx10, non disponibili per XP. Se vista 64 vede tutti i 4GB di RAM (XP no), Dx10 ne vede solo 2. amen.
- La traduzione italiana di alcuni messaggi sono a dir poco grotteschi. Del tipo cosa avrà voluto dire: "Vuoi eliminare a uninstall i giochi risparmi?"
29/06/2008
Vista 64 è un cesso. questa è la sentenza a un mese di prove.
- Raccoglie, non si sa per quale motivo, dodici miliardi di cartelle inutili sotto l'albero Desktop.
- La funzione cerca non funziona. o almeno non funziona 'cerca ovunque' file modificati/creati in data = a x. non trova niente.
- Apri file, se selezioni il combobox "Cerca In" in alto, quello che sfogliava le cartelle in XP, si inchioda, pensa mezz'ora e poi mostra la cronologia di internet, del quale non te ne fai di un cazzo. mai.
il pulsante 'Cartelle' ti apre una finestrina minuscola con un fiume di cartelle che scappano dal mouse.
- Vista 64 bit è l'ultimo sistema operativo, ma poprio ultimo, indicato per chi sviluppa software. Gli stessi prodotti Microsoft, regolarmente licenziati, non ci girano. VB2005, VB6, VS2002, non ci vanno. VB6 con uno stratagemma ci si fa girare, ma è una sudata ed è inutilizzabile, non vede metà ocx di terze parti.
l'unico che ci gira decentemente è VBExp2008.
come ho detto, un vero cesso.
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( 2.8 / 41 )Con i tempi che corrono è necessario riorganizzare il proprio stile di vita e correre ai ripari.
Bisogna assicurarsi la minchia, o ce la fottono.
Lo dice uno studio dell'università di torvergata Roma uno, linea celeste.
I vecchi partiti non esistono più, incalzano quindicenni femmine che fanno politica da 16 anni (oh, lo dicono loro, sarà vero).
Dai neo eletti alla Caruso siamo passati ai Barbareschi, che se il primo ha fatto qualche figura di merda il secondo non sa nemmeno di cosa parla.
Lo dice Alemanno, che è il sindaco del circo massimo, lo dicono i cittadini.
Più si impenna l'oro nero più si ammoscia la minchia, al quaeda fionda due aerei sulle torri gemelle, si bombarda l'iraq, causa effetto, è normale, lo dice Alemanno. Ma anche Zingaretti. Ma anche Cacciari. Via i ROMeni dalle strade, via i poveri da Piazza S.Marco. Bruciati tutti.
Quindi assicuratevi le palle perché col giro di vite che ci sarà nel paese è possibile che qualcuno si trasformi in un soprano con la vocina di un micio.
Serve maggiore sicurezza. Bossi giura fedeltà alla bandiera, Bondi al ministero delle rovine.
I talebani sono tra noi, e votano pure.
Io mi assicuro il batacchio, e chi s'è visto s'è visto.
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( 2.8 / 34 )Riporto un dialogo avvenuto poco fa qui in Tribunale.
"Sai che torna Santino?"
"Santino chi?"
"Quello che stava al Civile e che è andato a Roma un paio di anni fa"
"Ah, si, al Ministero della Giustizia"
"Si si, lui, lo rimandano qui"
"Perché?"
"Eh!, Berlusconi. Ci vuole tutti i suoi"
"Minchia, pure i dattilografi"
"Bah!, e pensare che aveva anche comprato casa.."
"..poi lui è romano.. che bastardata"
"Incredibile. Ma come l'hai saputo"
"Ha telefonato qui, per mettersi daccordo dove andare.. in quale ufficio"
"Dio che merde, però"
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( 3.4 / 11 )C'è un luogo comune che vede tutti i call centeristi oggetto di compassionevole pietà da parte dell'opinione pubblica sensibile al tema precariato.
Si sa, ormai è uscita da tempo allo scoperto, grazie all'intervento di autorevoli comici, intellettuali e analisti di ogni genere, una realtà professionale, se così si può chiamare, di indubbia immoralità. Come si fa a non indignarsi contro condizioni di lavoro tanto aberranti.
E allora, armati da questa collaudatissima sensibilità del cittadino medio, ognuno di noi ha progettato dentro di se una strategia comunicativa nell'affrontare il povero disgraziato che ti fa l'offerta di un canale televisivo, di un depuratore d'acqua, di un pacchetto telefonico, di un viaggio ai caraibi se presiedi ad una loro promozione e via discorrendo.
Siamo un popolo solidale, non ci mettiamo mai la faccia ma solidalizziamo anche con le tartarughe ninja. Ci fa stare bene.
Sentiamo il dovere morale di conciliare il rifiuto dell'offerta con il rispetto dell'operatore che deve campare. Ognuno si inventa un suo metodo, spesso diventa anche oggetto di discussione al bar su quello più figo.
Sappiate che anche l'azienda ha una strategia tutta sua subdola e meschina per sfruttare questa carità del cittadino.
I più spietati se ne fottono e non li fanno arrivare nemmeno ai due minuti remunerati, ma sono pochi, la maggior parte sono quelli più buoni che si ascoltano tutta la manfrina e poi cordialmente ringraziano, consci di aver compiuto la buona azione quotidiana.
Poi c'è anche chi, compassionevole e per di più interessato all'offerta la accetta anche.
Io in questo caso appartengo, o almeno appartenevo, a quest'ultima categoria.
Avevo un contratto telefonico con Telecom per la linea dati e uno comodo 'voce' con Tele2.
Canone Telecom, ADSL Telecom, buon tariffario gli scatti di Tele2, come hanno in tanti.
Il mio interesse, da tempo, era quello di spostare tutto su Tele2 appena fosse stato possibile.
A Febbraio ho scoperto che si poteva fare, perché un gentile operatore Tele2 mi fa l'offerta "NO CANONE TELECOM"
Ci penso un po' e rispondo che al momento non sono nelle condizioni di potermi permettere il distacco dell' l'adsl nei tempi di passaggio necessari per il trasferimento da un gestore all'altro perché ci sto lavorando, ma mi mostro interessanto.
Se ne riparla vergo giugno, poiché a luglio vado in ferie e si può staccare tutto .
Da Febbraio a Marzo mi martellano di offerte.
Ripeto cordialmente sempre la stessa storia. Poi si farà.
A fine Marzo uno stronzo di questi mi informa che c'è un nuovo tipo di contratto, che mi permette di non pagare più il canone pur mantenedo attiva l'adsl su Telecom. Pago a Telecom l'uso nudo e crudo della linea dati, non pago più il canone. Che bellezza.
Mi faccio assicurare una ventina di volte che non verrà toccata l'adsl e procedo alla registrazione per l'accettazione del contratto.
Succede che dopo una decina di giorni non mi connetto più. Per il 187 non sono più cliente telecom, non ho più nessun servizio.
Per farla breve sono stato inculato a sangue da un call centerista, nemmeno da Tele2, come verrebbe spontaneo pensare. Da quel povero disgraziato che fa un mestiere di merda.
Perché mai, mi sono chiesto, un operatore avrebbe interesse a truffarmi?
C'ho pensato un po' e sono arrivato alla conclusione che le ragioni possono essere due sole: o intasca dei soldi ad ogni stipula, o sono le direttive dirigenziali che invitano ad insistere raccontando anche la bugia dell'adsl che resta.
Non ho indagato, ma è abbastanza evidente che i motivie siano entrambi.
Le dinamiche sono senza dubbio quelle che seguono:
L'azienda, in riunione, promette all'operatore un incentivo, lui resta nell'anonimato e irrintracciabile dal cliente, il gestore si assume la responsabilità e il callcenterista può dire tutte le cazzate che vuole pur di ottenere il contratto.
Perché quello che accade nel giorno del panico dovuto al distacco della linea, le prospettive che altri operatori ti mettono davanti sono:
" O torna a telecom e ripaga l'attivazione (+ canone) oppure fa l'adsl con noi e non paga l'attivazione. La convenienza è palese"
Il privato s'incazza, inveisce, minaccia querele e poi una volta sbollito, in tarda serata, realizza che in fondo con internet ci scarica qualche canzonetta ogni tanto e accetta con l'amaro in bocca l'adsl di tele2, che comunque sia, effettivamente è più economica.
Tutto studiato alla perfezione e nei minimi dettagli. Persino le qualità meritocratiche degli operatori, suddivise in fascie orarie .
Se non ti funziona più l'adsl, a partire da qualsiasi ora del giorno, ogni cristiano aspetta che torni la luce. Aspetta e aspetta. Quando si accorge che anche la mattina dopo non va nulla chiama. Tele2 l'ha studiata bene.
Se provi a chiamare l'help desk di mattina rispondono solo italiani. Dalle 2 in poi solo immigrati.
I meritevoli italiani, con una dialettica decente, continuano a venderti la favola che entro un paio di giorni tutto sarà risolto e tornerà la linea grazie a loro.
Quelli più sfigati del pomeriggio, semincomprensibili e, loro malgrado, non convincenti come i colleghi antimeridiani autoctoni, ti sparano direttamente la prospettiva finale citata poco fa: "signore, mi spiace ma ormai la sua linea è staccata, non ci possiamo fare niente, deve aspettare 60 giorni per il riallaccio, con noi o con telecom".
Dopo due o tre volte sono anche stato tentato, stavo per fare la cazzata di accettare adsl tele2.
Poi, un attimo prima che si avviasse la registrazione del 2° contratto, un lampo mi ha svegliato "CAZZO, MA MI HANNO APPENA PRESO PER IL CULO E IO CI FACCIO UN ALTRO CONTRATTO??!?"
MI STACCHI TUTTO. NON VOGLIO PIù NESSUN SERVIZIO, MI CANCELLI IMMEDIATAMENTE DA QUALSIASI SUO DATABASE, LEVI TUTTO E VAI A FARE IN CULO TE E TELE2 DEL CAZZO.
"Lei è indeciso, signor guerrazzi, lo sento"
"TU FORSE SENTI QUESTO CAZZO, STACCAMI TUTTO SUBITO!. click.
Ho inviato a Tele2 il documento in calce.
Ho inviato il tentativo di conciliazione al CORECOM (Comitato Regionale per le Comunazioni della Toscana) come primo atto della querela.
Ho stampato le email americane di richiesta modifiche ai progetti software in corso
Mi sono fatto fare dalla mia ditta una attestazione sul tipo di lavoro che facevo per loro da casa mia.
Ho fatto una stima dei danni che si aggira minimo intorno ai 5000 euro.
E si va davanti al giudice.
Colle di val d’Elsa, 24/04/2008
Alla C/A
Direzione Servizio Clienti Tele2
Area Amministrativa Tele2
Con la presente il sottoscritto Fabio Guerrazzi, intestatario della linea telefonica 0577-XXXXXX, informa la società Tele2 di essere stato oggetto di truffa dai vostri operatori promozionali per quanto segue:
Nei primi giorni di Marzo 2008 il sottoscritto ha accettato telefonicamente il contratto GESTORE UNICO VOCE di Tele2 con l’assicurazione che ALICE ADSL non sarebbe stata disattivata, importantissima per le attività professionali in qualità di consulente informatico della società XXXXXX Group con sede in Cleveland, OHIO.
Nell’occasione il sottoscritto ha ribadito ripetutamente all’operatore il suo interesse a passare tutto a Tele2, ADSL compresa, ma che questo non sarebbe potuto avvenire prima del mese di Luglio. L’operatore ha confermato più volte che nell’offerta GESTORE UNICO VOCE la linea ALICE ADSL non sarebbe stata influenzata dal servizio.
Dal 21 Aprile 2008 il sottoscritto scopre di essere stato TOTALMENTE disattivato da Telecom, ADSL compresa.
I contatti presi con i Vostri operatori del giorno 23 sono stati ancora più drammatici, in quanto quelli del mattino assicuravano che Tele2 avrebbe provveduto autonomamente a regolarizzare il rapporto con Telecom per riattivare la linea e quelli del pomeriggio invece assicuravano il contrario, che non esiste nessun rapporto con Telecom ed era quindi normale richiedere l’ADSL Tele2 o il riallaccio a Telecom, più o meno con gli stessi tempi di attesa per l’attivazione (intorno a un mese).
Preso atto del raggiro verbale, lo stesso giorno (la sera del 23 Aprile 2008) il sottoscritto declinava telefonicamente ogni rapporto con Tele2 e con quindi con la presente
CHIEDE L’ANNULLAMENTO IMMEDIATO del servizio GESTORE UNICO VOCE e qualsiasi altro Vostro servizio attivo su questa linea.
AUSPICA inoltre che vengano presi provvedimenti contro la scorrettezza degli operatori e contro un sistema fallace di promozione contrattuale verbale che sottintende con evidenza, a posteriori, l’inganno.
A tal proposito si informa inoltre il Servizio Clienti Tele2 che la disattivazione di questa ADSL compromette lo sviluppo di un progetto software di derivazione americana e di prossima distribuzione sul territorio italiano, commissionato dalla società XXXX group Inc con sede in OHIO alla Società XXXXX Group spa con sede in Pisa, di cui il sottoscritto è l’unico responsabile.
I danni che deriveranno da tale disservizio verranno sottoposte, previa documentazione, ad entrambe le aziende per le azioni legali dovute.
Fabio Guerrazzi
In ultima analisi come si combatte il fenomeno? Io mi sono fatto un idea, non so se sia la più giusta ma secondo me sarebbe efficace. Poiché l'azienda fa questo tipo di truffe sfruttando proprio il pietismo verso gli operatori, si annullano tutte le strategie di comunicazione fra noi e i callcenteristi e quando chiamano non gli si fa dire nemmeno buongiorno. Si riattacca, subito, automaticamente. E' vero che gli operatori non guadagneranno più una lira, ma nemmeno l'azienda farà più contratti e si dovrà arrabattare per sodomizzarci in altro modo.
Intanto, come primo passo alla lotta di questa ingiustizia, consiglio di smettere di ascoltare gli operatori. Poi si vede cosa succede.
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( 3.3 / 23 )Io, per me, per conto mio, da individuo, senza tirare in ballo le ideologie o gruppi politici, da essere umano, da cittadino che ha creduto in un progetto, da comunista mai stato nemmeno troppo comunista, sento il dovere di chiedere umilmente
S C U S A
a tutti quelli che per un motivo o per l'altro si sono persi, se ne sono andati, hanno sbattuto la porta, si sono incazzati, hanno sperato, hanno pianto, hanno combattuto i nazisti nascosti settimane nei boschi, a quelli che non arrivano alla fine del mese, ai call centeristi a cui serve una sentenza della cassazione per riconoscerli lavoratori, partita da una denuncia individuale.
Chiedo scusa ai musulmani, agli ebrei, ai cattolici, ai neri, ai cinesi, ai talebani, ai tibetani, ai soldati americani, alla televisione, alla carta stampata.
Chiedo scusa a Veltroni, a Berlusconi, alla Santanché, a Tremonti, a Maroni, ai fascisti. Chiedo scusa se questi ultimi 80 anni di conquista dei diritti civili, oggi vanno al culo di qualcuno.
Chiedo scusa se in parlamento non c'è un laico vero e a nessuno fregherà un cazzo della 194 quando se ne parlerà.
Chiedo scusa a tutti gli analisti politici quando sottolineano che il mondo va avanti, che le cose sono cambiate, che la falce, il martello non cantano più "bella ciao", la bandiera rossa è stinta, i muri sono caduti.
Non ce ne eravamo accorti. Essere comunisti, per gli analisti, significa non essersi accorti che i tempi sono cambiati.
Siamo in piena recessione, solo noi di sinistra non ce ne siamo accorti. Scusate, analisti.
Chiedo scusa a me stesso, che ho sbagliato in questi giorni a mostrarmi convinto nel raccontare agli altri "vota la sinistra arcobaleno o non ci sarà più la sinistra in italia".
Chiedo scusa ai miei compagni, perché non sono stato convincente quanto un pulmino verde in televisione.
Io chiedo scusa a tutti, perché è così mi sento, perché ho avvertito forse in modo esagerato la pressione della dittatura durante il governo berlusconi e non ho trovato altro che giusto un accordo elettorale per non alimentare questa pressione monarchica.
Chiedo scusa a tutti quando penso che il mio fallimento è un po' il fallimento di tutti.
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( 2.6 / 17 )Nella bagarre elettorale si è scritto e detto di tutto. Se a qualche piccione, salamandra, opossum, fosse sfuggito il risultato elettorale del 13, LA SINISTRA NON E' PIU' IN PARLAMENTO.
Condivido un sacco di posizioni di quelle che ho sentito,
non tutte ovviamente, ma quel che è stato detto più o meno corrisponde.
Mi sento di aggiungere un paio di cose.
Per prima, mai visto nella storia, i militanti di un partito che votano un altro partito. E' successo, ho saputo, ho verificato, che all'interno della Sinistra Arcobaleno (parlo di membri dirigenti locali) qualcuno ha votato un pò più a sinistra, o PCDL o SC. Forse qualcuno ha pensato al voto utile e nella confusione all'ultimo all'ultimo ha segnato il simbolo del PD, o della lega, chissà.
Ma poi cazzo ti lamenti, dico io.
Secondo, mi sento di condividere quello che ha detto Lerner ieri sera. L'avrei crocifisso per la faccia dell'affamato che si è saziato, lui e tutti i suoi amici del PD, ma ha detto una cosa sacrosanta. La sinistra si è presentata pretendendo di rappresentare i lavoratori mentre gli operai stavano valutando alternative più convincenti.
Semplice, lineare, drammaticamente vero.
Oggi dovremmo ripartire da qui. Chiederci prima di tutto chi stiamo rappresentando, e soprattutto assicurarsi che loro ne siano al corrente.
Tante ipotesi, pianti e rimpianti, braccia allargate. L'ultima cosa da fare però, a mio modesto modo di vedere, è quella di gettare la spugna e andarsene per conto proprio.
Condivido anche la posizione di chi dice che VINCERE le elezioni con un italia in questo stato non rientrasse negli obbiettivi del PD, giustamente, ma chi glielo fa fare.
il PD si è limitato a tirare la catena, è rimasto un attimo per assicurarsi che tutto lo scarto confluisse nel tubo della fogna, si è girato verso il lavandino e con calma si è sciacquato le mani, senza sapone. Il tempo di dare una rapida occhiata al nodo della cravatta, passarsi la mano sui capelli ed ha abbandonato il locale portandosi dietro il tintinnio dei tacchi di cuoio sul pavimento. Poi ha tirato fuori dalla tasca un bigliettino e si è ricordato la prima cosa da fare in agenda. "telefonare all'avversario e congratularsi per la vittoria"
Auguri, Italia.
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( 3.6 / 16 )Acrilico, 50x80, aprile 2008
forse lo finisco ad olio, ma non ne sono tanto sicuro..
Particolare:
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( 3.1 / 35 )Si dice città di provincia, paesone, chiuso, morto, desolato, provinciale. Se avessi dovuto scegliere, agli arbori della mia giovinezza, non ci sarei nè venuto, nè ci avrei mai vissuto. Eppure è una delle città con reddito procapite più alto, la prima nella lista dei contribuenti, la città più vivibile, più a misura d'uomo, la più sostenibile fra tutte le città d'italia.
Uno se lo chiede, uno che vive a roma, a milano, a napoli, a catania se lo chiede, quando sente le classifiche del sole 24 ore. Si chiede quale sia la differenza tra vivere in un posto di merda piuttosto che in un altro, se le leggi provinciali, regionali, nazionali, sono grossomodo le stesse per chiunque.
Ebbene qui si trova la risposta. Non ci si arriva subito, perché chiunque venga a Siena la prima cosa che nota è che non c'è un cazzo e che gran parte di quello a cui era abituato gli manca. E' successo a me, succede a tutti, non so cosa capita a chi ci nasce, come mio figlio, ma glielo chiederò appena capirà la domanda.
Qui alzi gli occhi e non c'è una crepa nei muri, capisci? non c'è una casa stinta, che sappia di vecchio nel senso di trascurato, trasandato o malconcio. Non ci sono barboni, non ci sono mendicanti, non ci sono graffiti sui ponti. Qui se una striscia sulla strada si vede poco chiamano i vigili in venti. Lì, ovunque tu sia, te ne sbatti i coglioni come ho fatto io per decenni.
La differenza la fa crescere in un posto accettandolo passivamente o viverlo pretendendo il meglio. Un concetto banale, semplice, diretto. Se tutti si interessassero delle sorti del proprio territorio le cose andrebbero diversamente, non c'è nulla da fare, se vivi in un posto di merda un po' è anche colpa tua e te lo meriti.
Sono nato e cresciuto in un agglomerato urbano il cui calore mi è mancato per anni. Oggi mi rendo conto che vivere dove non c'è un cazzo non è diverso dal vivere in un posto in cui c'è tutto. Comunquie sia ti sposti, quella dell'orgoglio di massa è una cazzata a cui si aggrappa chi sa di vivere in un posto del cazzo.
Perché dico tutto questo? perché sono stato tre giorni a Roma ed ho visto un posto da schifo, caput mundi un paio di palle. Metropolitane del seicento, sdentata, aggrinzita, moribonda.
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( 3 / 26 )il 13 si vota, bischeri armati di flemma autoreferenziale credibile solo ai propri maggiordomi e giardinieri brillano nello stagno del già detto e già saputo.
Metà popolazione italiana, a giusta ragione, gongola fra l'incertezza della preferenza.
Nel caso, non voto proprio un cazzo , dice, emettendo il verdetto più grave, irreparabile, e inconcepibile dello scenario attuale.
Loro, quelli che di mestiere fanno i pezzi di merda, lo sanno, ne sono consapevoli e lavorano per quelli che non voto proprio un cazzo.
Ma perché votare il cazzo se per tutti è assodato che convenie sempre di più votare il meno coglione?
C'è una ragione ben precisa a questa ondata di egemonia ideologica.
Un tempo chi si sentiva attratto dalla politica montava sulla bianchina, si organizzava con altri tre sciagurati e andava a roma per ascoltare quello che aveva da dire Berlinguer.
Poi tornava gasato.
Gli altri, che se ne strafottevano altamente dallo sprecare domeniche in bianchina, si fidavano del gasato e votavano..come si dice.. per partito preso.
Beh insomma, le cose sono cambiate di un capello. La differenza è che il capello oggi si misura in lunghezza e non in spessore.
orbene, tutta questa platea televisiva continua per questi beceri alla mercé di tutti gli spassionati cosa vuoi che sortisca come risultato? che appaiono tutti uguali.
oh, e non è mica lo sprovveduto disinteressato osservatore che si confonde e prende tutti per identici, è che i beceri dicono davvero tutti le stesse cose!
quel che c'è di diverso dai tempi della bianchina è che prima nessuno ne sapeva niente, perché esisteva la concezione della delega, oggi cani e porci si rendono conto di come funziona una campagna elettorale. Sanno ad esempio che perorare cazzate non è un reato, perché la par-condicio tv ti da uno spazio per dire quel cazzo che ti pare.
Oh, avrà detto anche una cazzata, ma essendo in regime di par condicio è legittimo che la dica. il giudizio agli elettori.
e sticazzi.
Ad ogni modo loro, i bischeri, sono e fanno le stesse cose, nello stesso modo, da sempre, la tv ha solo reso pubblica la forma. Questa è la politica, prendere o lasciare, votare o non votare, scegliere o delegare.
Lasciare e non votare significa aver capito il meccanismo ma non essere riuscito ad adeguarsi alla novità.
Non votare, secondo me, è sempre la scelta peggiore tra tutte le possibilità offerte.
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( 2.5 / 23 )Per ora è incompleto
Immaginate nella parte bianca un pentagramma, non ho avuto il tempo di farcelo, appena posso ce lo metto e aggiorno.
Intanto lo mostro perché è li che mi secca e se non lo vede nessuno mi va a male.
olio su tela, 50x80
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