Come al solito parlo di me, di come metto in relazione le due cose, magari per un altro il rapporto è diverso. Per me è così.
Allora, vorrei cominciare partendo da un esempio che mi è capitato e da questo ragionarci sopra.
Qualche anno fa dipinsi questa cosa qui.
Brutta o bella che vi appaia fu il primo (e mi pare unico) lavoro che volli eseguire senza guardare nulla,
nè foto, nè oggetti, esterni ecc. Volevo realizzare qualcosa che fosse frutto della mia immaginazione.
Il quadro è anche abbastanza grande, si tratta di una vecchia porta che avevo preparato e dipinto.
Il soggetto rappresenterebbe la violenza dell'uomo sulla natura. C'è una montagna con una cava aperta a forma di polmoni umani, un piccolo pontile che da su un lago senza barche nel quale il tempo divide l'altra montagna che si consuma grazie alla devastazione del processo di urbanizzazione dell'uomo.
Ora che ho spiegato l'opera d'arte vi dico che fine ha fatto quel quadro.
E' stato 5 anni sulla parete sopra il mio letto, poi ho comprato un batik africano, quell'immagine mielosa su quella porta mi aveva stancato, l'ho staccata dal muro, non sapevo dove metterlo, ho preso il seghetto alternativo e l'ho fatto a pezzi.
Si è scatenato il finimondo. Mi hanno dato dell'imbecille partendo da mia madre a mia moglie, parenti, a tutti quelli che l'hanno saputo. "Lo davi a me" .
Ecco, io invece l'avevo segato senza dire niente a nessuno perché avevo il sospetto che, siccome a me non piaceva troppo, mi avrebbero detto di si per cortesia, per non dispiacermi.
Da questo ho capito che non è sufficiente il mio giudizio sulle cose che produco, la storia di questo quadro mi ha definitivamente convinto che qualsiasi cosa che faccio, per l'osservatore in generale, qualcosa dico, e quindi tanto vale crederci un po' di più.
Ne consegue che se mi convinco di essere bravo lo sono davvero. Autostima .
Crederci significa essere consapevoli che da quell'abbozzo di sfondo, pennellate sbagliate, si potrà arrivare a dare un senso a quello che si dipinge.
E' un fattore determinante, poiché come ho ricordato in precedenza, per il 95% del tempo l'opera non assomiglia a quello che abbiamo in mente di realizzare. Se non avessi la fiducia necessaria abbandonerei il lavoro senza concludere nulla.
Questo, a mio modo di vedere, è uno dei segreti della pittura: crederci fino in fondo. L'autostima è fundamentale.
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( 2.9 / 227 )Vi siete mai chiesti qual'è il colore dominante intorno a noi?
Io si, e sono arrivato alla conclusione che sia il marrone.
La terra è marrone, il cielo e il mare contengono marrone. E' un po' dappertutto, di diverse tonalità e varianti ma si ritrova un po' ovunque.
C'è una ragione ben precisa. Se spremete a caso un pò dei vostri tubetti ad olio e li mischiate otterrete sempre una specie di marrone. Così fa la natura, dove c'è concentrazione di colori percepiamo questa mescola di un colore marrone.
Nella pittura è bene tenerlo presente perché l'errore più comune che viene fatto è di catalogare i soggetti in base al loro tono cromatico prevalente. Una mela rossa ci verrebbe da dipingerla ovviamente rossa. In realtà dovremmo sforzarci di cogliere le altre sfumature e raggiungere così un grado di autenticità più accentuato.
Nel mare ad esempio c'è un sacco di verde, giallo e marrone.
Ora, io non ho quella padronanza sufficiente per dipingere contorni perfetti, cerco quindi di esaltare il lavoro con contrasti cromatico di effetto. Per questo prediligo una tecnica più vicina all'impressionismo che al realismo. Per capirci a me non interessa che sia geometricamente perfetto, mi accontento che rilasci
delle emozioni alla vista degli effetti cromatici. Si può fare ed è anche abbastanza semplice.
Provo a descrivere qualche suggerimento tecnico per riuscirci , almeno, come faccio io è così, non è detto che sia il metodo migliore.
Nei precedenti articoli abbiamo detto che ciò che dipingiamo è la luce , e sulla base di questo progetto tutto il mio lavoro.
Prima di tutto osservo più a lungo possibile il soggetto per schematizzare, anche su un foglio di carta (se è complesso), le aree di luce e quelle in oscurità.
Attenzione a questa fase perché spesso è molto difficile distinguere l'emissione di luce di un colore, dipende molto da quelli vicini, ed è facile avere l'impressione che una zona sia più chiara rispetto ad un altra mentre è l'esatto opposto.
Per essere sicuro faccio una O con le dita e ci guardo attraverso puntando l'area escludendo così tutto il resto.
Stabilito questo procedo con il fondo, prendo il colore più o meno dominante di quell'area, lo diluisco un bel po' e poi lo stendo grossolanamente sulla tela.
Il risultato sono chiazze di colore che non dicono niente, ma su queste si svilupperà tutta l'opera.
Procedo quindi con la mescola dei colori. Qui consiglio di soffermarsi più a lungo possibile fino al raggiungimento della tonalità ricercata. Non è semplice arrivarci però vale la pena perderci un po' di tempo e tubetto in più.
Una cosa a cui presto molta attenzione è resistere alla tentazione di aggiungere dettagli . Per quelli c'è tempo. Diciamo che se il lavoro è strutturato bene, per il 95% del tempo passato a dipingere l'opera non corrisponde a quello che vediamo. Se il lavoro è strutturato bene, con il 5% del tempo rimanente si possono aggiungere dettagli e veder fiorire magicamente una vera opera d'arte. Questo 5% è corrisponde alla pura libidine dell'artista, il resto è preparazione a questo evento.
Altra cosa importante è la distanza . Mentre dipingiamo, causa di forza maggiore, guardiamo quello che produciamo da una distanza che non corrisponderà a quella dell'osservatore una volta appeso il quadro da qualche parte, quindi per la maggior parte del tempo è come se dipingessimo a occhi chiusi, ovvero non riusciamo mentalmente a distaccarci dall'area che stiamo spennellando e perdiamo così l'insieme del soggetto. E' quindi fondamentale allontanarsi quante più volte possibile, decidere cosa fare e poi procedere. Può capitare, anzi capita spesso, che una pennellata di un certo tipo non dica niente o addirittura risulti di distubro, mentre è l'uovo di colombo per il contesto generale quando si osserva da più lontano.
Infine vorrei spendere due parole proprio sulla pennellata .
Per essere grandi artisti secondo me serve una buona dose di carattere. Quello che personalmente mi rimprovero di più è l'indecisione nello stendere il colore. La pennellata che si vede avvicinandosi a un'opera del passato ci dice molto sulla personalità dell'artista.
Bisogna essere decisi, a rischio di sbagliare, ma bisogna sforzarsi di non essere titubanti.
Purtroppo questo è un aspetto che si può pianificare poco, nel senso che si può decidere ad esempio quanto lungo si vorrà fare un tratto, di fatto poi la mano esegue quello che il cuore sente, per capirci :)
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( 2.9 / 275 )
Ciò che un nokia non potrà mai cogliere: I perizomi.
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( 3 / 254 )
E' il piacere di rileggersi due o tre volte.
Oggi non mi andava di rileggermi niente, tornate domani.
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( 3 / 249 )"Non sono abituato a rosicare in pubblico, ma se mi viene impedito negli spazi privati a quel punto un posto vale l'altro"
Ghoete (Mephisto, 1734).
Arrivo or ora tutto sudato reduce di un dibattito nel quale sono stati prodotti un centinaio di post sul precariato e sulla meritocrazia.
Sono stato accusato di aver offeso, con le mie argomentazioni, l'autore del blog, (di cui non rivelerò il nome sennò mi picchia). In quel blog sono a rischio ban, già annunciato almeno 3 volte da quando lo seguo.
In altre parole mi si vuol impedire (minacciandomi) di contestare quello che dice.
Sarebbe giusto, se non usi un mezzo ad accesso pubblico per denigrare la dignità delle persone .
Tutto nasce da una affermazione alla Quentin Tarantino: "La precarietà non è una causa, ma una situazione ", ovvero sei precario perché te o meriti, il call center è il tuo posto.
Ho provato a spiegare a coso che nei call center ci finiscono anche onorevoli e illustri ragazzotti vogliosi di imparare se solo gliene fosse data la possibilità.
Mi si risponde che no, è giusto così, il sitema meritocratico dà spazio solo ai primi della classe.
" 10 e Lode è il minimo per fare qualsiasi cosa, quel che viene in più si vede dopo"
Seguono altri post di precisazione, lunghi, a conferma della stessa sostanza: il merito viene premiato, i non meritevoli nel cesso. e' giusto così.
Non viene riservata UNA parola al destino degli immeritevoli, accenna al sistema di selezione NATURALE dell'incompetente.
Per uno meritevole, UN MILIONE di fancazzisti. Ai meritevoli tanti soldi, i fancazzisti al palo.
Si sfiora il ridicolo:
"non sopporto che ai fancazzisti gli sia concesso uno stile di vita agiata"
Da notare che nei fancazzisti ci mette impiegati statali e cinquantenni presi a pedate nel culo per esaurimento commessa.
Serie A , serie B, Serie C, D, E, F, Z.
Mi si fa notare che proviene da una famiglia operaia e che solo grazie alle sue forze ce l'ha fatta.
Giustissimo, complimenti, se non getti merda su chi non ha avuto le tue opportunità sarebbe legittimo, scade questa concessione se di tutta l'erba fai un fascio, se generalizzi sul principio meritocratico giustificando le pene del prossimo come situazione di una cattiva gestione della propria professionalità, come se per tutta l'umanità fosse possibile accedere ai mezzi per crescere.
Hai avuto il tuo culo, fanne tesoro e stai zitto, eh.
A me sembra il ragionamento tipico del terrone emigrato 50 anni fa in veneto. E' il primo a vomitare veleno sugli immigrati.
Questo è uguale. Non avevo una lira, sono stato precario, sfruttato, emarginato, oggi non lo sono più, ho raggiunto i miei obiettivi, voi morite di stenti tutti quanti, merde tutti.
Poi salta il tappo dalla pentola , mi viene proposta una analisi dettagliata (e correttissima, per carità) del modello democratico attuale sostenendo che l'ecosistema pesce grosso mangia pesce piccolo è un dato di fatto. Grazialcazzo questo lo sapevo anch'io, è che non lo accetto.
Questa è la mia replica:
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Il sistema meritocratico NON è la soluzione al problema occupazione, o meglio, non contribuisce nè all'economia nè allo sviluppo di un paese.
Perché.
50 anni fa 10 agricoltori producevano al giorno merce per 100 persone, oggi un agricoltore da solo produce per 1000 persone. Per fare questo serve un agricoltore bravo, tecnologiamente competente, serve uno che si meriti quel posto.
Quindi:
1) Non c'è bisogno di 9 agricoltori 10 e lode perché non esiste la necessità di produrre tutta la merce che riuscirebbero a realizzare.
2) l'agricolore è -giustamente- selezionato tra i 10. I 9 in esubero che fine fanno? nei call center, dici tu. Obbligati, dico io, non hanno altra scelta.
3) I padri dei padri e i padri dei 9 scartati hanno preparato la strada e realizzato le tecnologie che userà l'agricoltore scelto. i loro figli non possono usufruirne (ricordati che la selezione è stata fatta sulla base della domanda, almeno 9 sono sacrificati per forza)
4) I profitti dell'unico agricoltore gli consentono vita agiata, solo a lui, esclusivamente a lui.
5) i 9 agricoltori non possono acquistare i prodotti di quello scelto.
6) L'agricoltore non si verticalizza sul prodotto che gli altri 9 non possono più permettersi e cerca di 'sopravvivere'. I 9 continuano a non potersi comprare i suoi prodotti, nè quelli di prima nè quelli di adesso.
Questa è la logica della meritocrazia e del precariato che non posso accettare.
Produciamo in quantità esponenziali rispetto a quello che ci serve. Sfameremo da soli metà terzo mondo, buttiamo via di tutto, nell'ambiente, nelle fogne, nelle acque, produciamo "ACQUA"!!!!, no, ecco, devo ricordarlo io che cade dal cielo. Chissà quanti 10 e lode ci saranno voluti per partorire la commercializzazione dell'acqua, eh?
Questi si meritano gli inferi, altro che vita agiata.
In una società civile, con tutti i soldi che ci sono, con un minimo di redistribuzione del reddito potremmo campare tutti agiatamente, ma proprio tutti, fancazzisti e fikizzimi menager.
Cos'è il benessere se non conferire a chiunque uno stile di vita agiato indipendentemente da quello che produci?
Se tu hai tanta voglia di fare lo stakanovista perché credi che sia giusto così avviati, produci tanti visocronografi, poi mi spieghi a cosa servono.
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Qui la replica è stata abbastanza scontata
"comunista te e il tuo gruppaccio di sfigati, sei irritante, non voglio parlare con te, mi stai offendendo con slogan di venti anni fa "Arrampicatori sociali" (1), usi argomentazioni che sentivo quando ero bambino da sindacalisti falliti, se non la smetti banno te e tutta la valdelsa"
Saluto cordialmente. che devo fare.
Ora mi viene da pensare che davvero chi ha sbagliato sono io. Che il blog di un meritevole primo della classe, raggiungibile via google dai MILIONI immeritevoli, debba legittimamente preservare la natura di primo della classe. E' naturale che venga bannato con obiezioni incalzanti (e argomentate), a nessuno fa piacere essere contestato, meno che mai a un primo della classe.
Sono io che ho sbagliato e faccio ammenda, con mentalità di destra, su blog di destra, non si può sperare di capirsi.
(1)
Questo l'ha scritto Lui venti minuti dopo:
"La Meritocrazioa consente la scalata sociale"
(Ora vorrei capire la distanza tra questa affermazione e "Arrampicatori sociali", ma credo che se provo a chiedere mi banni sedutastante)
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( 3 / 274 )In questa sezione vorrei evitare di affrontare l'argomento da un punto di vista strettamente scientifico (iride, prisma, luce, riflesso ecc) che si ritrova un po' ovunque e invece procedere ad una analisi più semplicistica e diretta. Qualcosa che faccia capire l'importanza dei colori per poter dipingere, se ci riesco.
Un osservatore sensibile ai colori può distinguire circa 100.000 varianti. Ognuna di queste tonalità è ottenuta mescolando tre colori primari e due neutri.
I primari NON possono essere generati da altri colori.
il Blu, il Rosso e il Giallo. Il Nero e il Bianco (neutri).
Küppers ha prodotto un sistema di calcolo per circa un milione di 'fusioni' possibili, ma poiché nessun essere umano ne potrà mai distinguere più di quelli citati tanto vale focalizzare l'attenzione su sistemi di riferimento semplici da capire e da utilizzare.
Mescolando in parti uguali i colori primari si ottengono i colori secondari.
Blu+Rosso = Viola
Blu+Giallo = Verde
Rosso+Giallo = Arancione
Mescolando i primari con i secondari si ottengono colori "intermedi" o "terziari"
Ogni colore primario NON può essere più di quello che è, nel senso che un rosso non può diventare più rosso di quello che è.
L'aggiunta di bianco ne spegne la forza di irradiazione mentre aggiungendo il nero si accentua il vigore sul contrasto.
Occorre poi distinguere le due gamme principali dei colori:
gamma fredda: viola, blu e verde
gamma calda: giallo, arancio e rosso
ovvero l'occhio trova su ogni gamma fluidità e complementarietà tra i colori di appartenenza, mentre ne percepisce il contrasto se le due gamme vengono accostate.
In altre parole se su un fondo viola fate un quadrato blu al centro la percezione sarà quella di una espressività piuttosto debole. Se il quadrato lo fate giallo verrà percepito come un elemento di disturbo o comunque di dominanza rispetto allo sfondo.
L'accostamento delle due gamme genera quindi un contrasto. Imparare a distribuire i contrasti su una tela è quanto di meglio si possa fare.
Ciascun colore ha il suo opposto, ovvero il colore che una volta accostato gli conferisce il maggior risalto.
Complementare del rosso è il verde, del blu l'arancione, del giallo il viola.
Ora, come tutti sappiamo il colore non è altro che il riflesso della luce. A questo proposito è opportuno per l'artista strutturare bene il quadro pensando prima di tutto alle aree in cui irradiare più luce
rispetto ad altre. Le aree con i colori caldi appaiono più piccoli rispetto a quelli freddi. Se dividete una tela in due, metà gialla e metà blu, l'occhio percepirà quella blu un po' più grande.
In teoria (e forse anche in pratica) il primo colpo d'occhio che un immagine restituisce non è il colore bensì la distribuzione della luce, non a caso l'arte è ricca di opere monocromatiche, quindi è fondamentale scegliere i colori in base al grado di luminosità piuttosto che al colore stesso.
Per capirci non importa che una fragola sia rossa perché si capisca che è una fragola . Nella pittura questa logica è permessa, ed è anche il segreto che sta dietro a molte opere importanti. Alcuni contrasti decisamente irreali, inesistenti in natura, ci appaiono comunque familiari perché percepiamo la luce emessa dal colore piuttosto che della loro composizione.
Un trucco per sbizzarrirsi 'artisticamente' giocando con luci e colori:
Immaginate di convertire mentalmente il colore nella sua tonalità di grigio. Un giallo ad esempio apparirà di una tonalità grigia identica a quella di un verde chiaro o un arancione chiaro. Un viola a un verde, un azzurro, un rosso ecc. Tutti i colori possono essere convertiti in scala di grigi, dal nero al bianco (molti programmi lo fanno)
Essendo un informatico posso semplificare il concetto nel modo seguente:
Sul pc, dal bianco al nero il grayscale è composto da 256 tonalità. Ciascuna tonalità emette un grado di luce ed è identificata da un numero: Nero = 0, Bianco = 256.
Nessun colore può emettere luce più di 256 e meno di 0, ne consegue che individuare il grado corrispondente ad ogni colore è fondamentale per rappresentare la luce.
Cogliere bene questo aspetto è determinante, in quanto è la luce che dona profondità e rotondità alla scena. Non il colore in se.
Per fare qualche prova è sufficiente dipingere una montagna, che in natura appare verde, utilizzate una altro colore qualsiasi della stessa intensità. Se riuscirete a rispettatare la logica della luminosità il risultato sarà sorprendente :)
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( 2.9 / 269 )Quando si decide di rinunciare a qualcosa è bene sapere ciò che si lascia.
Ed eccoci qua. qui c'è tutto.
Questa è la massima forza che possiamo avere per determinare o cambiare le cose nel nostro paese.
Questo è il massimo che possiamo fare per i nostri elettori e i nostri cittadini.
Il dubbio che qualcuno può avere è se quello che facciamo rispetti o meno quei principi e quei valori che si ritrovano nella sinistra storica.
Questi sono i nostri soldati nella battaglia alle ingiustizie sociali.
Aprite le loro pagine personali, google, prendete chiunque, a caso, leggete cosa scrivono, dove vanno, cosa fanno, quando e come lo fanno, le loro proposte, le loro battaglie nel silenzio.
Giudicate voi se quello che fanno E' DI SINISTRA o meno.
Giudicate voi se solo dalle piazze e dalle manifestazioni tutto questo 'poco' potremmo farlo.
Giudicate voi se vale la pena estinguerci in partiti ad personam.
Pagine personali.
Paolo Cacciari
COMMISSIONE ESAMINATRICE DEL CONCORSO "RIPROGETTARE PER TUTTI - UN PATRIMONIO ARCHITETTONICO PROIETTATO NEL FUTURO"
Francesco Caruso
XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Pietro Folena
COMITATO DI VIGILANZA SULL'ATTIVITA' DI DOCUMENTAZIONE
Francesco Forgione
VI COMMISSIONE (FINANZE)
COMMISSIONE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA MAFIOSA O SIMILARE
Titti de Simone
COMITATO PER GLI AFFARI DEL PERSONALE
Wladimiro Guadagno detto Vladimir Luxuria
Fausto Bertinotti
CAMERA DEI DEPUTATI
CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO
GIUNTA PER IL REGOLAMENTO
Alberto Burgio
XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
GIUNTA PER IL REGOLAMENTO
COMMISSIONE ESAMINATRICE DEL "PREMIO LUCIO COLLETTI"
Maurizio Acerbo
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
Salvatore Cannavo'
IV COMMISSIONE (DIFESA)
Anna Maria Cardano
XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
Luigi Cogodi
II COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
CONSIGLIO DI GIURISDIZIONE
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LA SEMPLIFICAZIONE DELLA LEGISLAZIONE
Peppe De Cristoforo
XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
Elettra Deiana
IV COMMISSIONE (DIFESA)
DELEGAZIONE ITALIANA PRESSO L'ASSEMBLEA PARLAMENTARE DELLA NATO
KHALIL Alì detto Alì Raschid
III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
DELEGAZIONE PARLAMENTARE PRESSO L'ASSEMBLEA DEL CONSIGLIO D'EUROPA
DELEGAZIONE PARLAMENTARE PRESSO L'ASSEMBLEA DELL'UNIONE DELL'EUROPA OCCIDENTALE
Daniela Dioguardi
XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INFANZIA
Donatella Duranti
IV COMMISSIONE (DIFESA)
Daniele Farina
II COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI
COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
Francesco Detto Ciccio Ferrara
X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
Mercedes Lourdes Frias
I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI) COMITATO PARLAMENTARE DI CONTROLLO SULL'ATTUAZIONE DELL'ACCORDO DI SCHENGEN, DI VIGILANZA SULL'ATTIVITA' DI EUROPOL, DI CONTROLLO E VIGILANZA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE
Francesco Giordano
VI COMMISSIONE (FINANZE)
Salvatore Iacomino
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI E SULLE ATTIVITÀ ILLECITE AD ESSO CONNESSE
V COMMISSIONE (BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE)
Ezio Locatelli
IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
Angela Lombardi
XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)
Ramon Mantovani
III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Gennaro Migliore
II COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI
Donatella Mungo
VI COMMISSIONE (FINANZE)
Sergio Olivieri
IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
Gian Luigi Pegolo
V COMMISSIONE (BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE)
Maria Cristina Perugia
GIUNTA DELLE ELEZIONI
Marilde Provera
X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DI DISEGNI DI LEGGE DI CONVERSIONE DI DECRETI LEGGE
Andrea Ricci
V COMMISSIONE (BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE)
Mario Ricci
IX COMMISSIONE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
Augusto Rocchi
XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DI DISEGNI DI LEGGE DI CONVERSIONE DI DECRETI LEGGE
Franco Russo
I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI) COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
GIUNTA DELLE ELEZIONI
Sabina Siniscalchi
III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
DELEGAZIONE PARLAMENTARE PRESSO L'ASSEMBLEA DEL CONSIGLIO D'EUROPA
DELEGAZIONE PARLAMENTARE PRESSO L'ASSEMBLEA DELL'UNIONE DELL'EUROPA OCCIDENTALE
Massimiliano Smeriglio
XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Gino Sperandio
XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)
Maurizio Zipponi
X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
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( 3 / 276 )ennò, eh? Se per ogni battaglia persa ce n'è uno che si ritira in tre balletti si perde anche la guerra.
ps. persino Google ce l'ha con noi:
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( 3 / 287 )Questa è una delle questioni più difficili da interpretare per chiunque abbia aspirazioni pittoriche.
Poiché sessuno "nasce imparato", ne consegue che oltre a doversi cimentare nello studio tecnologico della materia si pone sempre il problema di quale tipo di soggetti rappresentare, e come: Astrattismo, pop-art, realismo, paesaggistica, ritratti, impressionista, nature morte, nudi, riproduzione da fotografie, all'aria aperta e altre centinaia di varianti sul tema da scegliere.
La pittura è un pozzo senza fine, non si finisce mai di imparare ed è assolutamente sconsigliabile pretendere di eccellere in ogni settore, ciononostante è auspicabile indagare i vari campi di applicazione e sperimentare le possibilità di crescita che ne derivano dall'esperienza, senza strafare.
Solitamente si individua ciò che ci conviene di più in funzione di quanto ci costa realizzarlo.
Dipingere soggetti particolari o attraverso metodologie fuori dalla nostra portata costa una fatica enorme, in termini di stress e delusioni, mentre dipingere con naturalezza ci rende particolarmente gratificati con il minimo sforzo. Quindi il primo passo da affrontare cimentandosi nella pittura è quello di individuare ciò che ci viene meglio con il minor dispendio di energie.
Ovviamente, se dopo svariati tentativi nessun lavoro restituisce gratificazione sufficiente a basso costo, significa che la pittura non fa per voi :)
La scelta del soggetto
Posto che l'autore abbia individuato il tipo di opere più congeniali a se stesso, esistono degli accorgimenti per facilitare la scelta dei vari soggetti.
Prima però va fatta una premessa fondamentale, una regola secondo me indissolubile:
- Qualunque cosa, dalla capocchia di uno spillo alla più banale scena quotidiana, all'ultimo sogno della notte passata, al ricordo di un odore, può essere riportata su tela in maniera DIVINA.
Ciò significa che non esistono restrizioni di sorta sulla scelta del soggetto, ma esistono dei vincoli su ciò che l'autore sente in rapporto ad esso. Per semplificare potremmo dire che il soggetto non ha colpe se lo trovate inadaguato, siete voi che non percepite emozioni traducibili in arte.
Uno degli errori più banali che si può commettere è decidere di dipingere partendo dalla voglia di farlo senza avere un idea precisa in testa "oggi voglio fare un bel quadro". Probabilemente non uscirà niente.
Prima si entra in simbiosi con il soggetto, si dipinge in testa tutto il lavoro, si suddividono le fasi, si immaginano le scale cromatiche da utilizzare, i contrasti, la prospettiva e poi si inizia.
Può darsi che sia una cosa soggettiva, ma quando mi arriva questa scintilla NON posso aspettare, al contrario resto davanti alla tela vuota senza ispirazione. Inutile provare a realizzare qualcosa.
L'ispirazione è la catarsi che si stabilisce tra realtà->percezione->realizzazione e costituisce il percorso attraverso il quale i nostri lavori diventano opere d'arte.
Poichè dipingiamo prima dei colori la luce è auspicabile cercare di cogliere ispirazione da soggetti con contrasti di luce elevati, o quantomento soggetti in cui sono maggiormente marcati.
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( 3 / 291 )Ci sono notizie e notizie. La maggior parte inutili, alcune addirittura dannose, false, altre soprendenti.
Questa è una di quelle.
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( 2.8 / 271 )
Nel senso che vale la pena seguire il fenomeno perché si suiciderà molto presto . E vale la pena seguire passo passo il bieco lavoro che i media stanno mettendo in piedi sul personaggio.
Chi durante i tg non ha pensato in questi giorni "ma chi se ne fotte di questa sciroccata se la ingabbiano perché è scema?"
Lo so, un po' tutti, ma vale la pena soffermarsi a riflettere sul messaggio mediatico di massa che sta dietro a questi servizi apparentemente inutili.
Questa ragazzina è nel pieno stritolamento del businnes star system americano, non fa un cazzo, non sa fare un cazzo, è piena di soldi e moderatamente appetibile per le fantasie sessuali dei giovanotti in erba.
Modello dominante nell'immaginario collettivo della nostra gioventù: Tanti soldi, niente lavoro, bella vita.
Modello scatolato in una ragazzina schizzata talmente in alto immeritatamente che è inevitabile che appena viene giù dal pero cada in una fossa su un pietrone.
E Vabbè, non è di questo che voglio parlare.
Succede che arrestino questa fortunata biondina per una cazzata tipica della sua età.
I TG (anche i nostri) raccontano la soap opera delle disavventure fornendo cronologia degli eventi.
- Paris Hilton viene arrestata
- 5 giorni di carcere
- revocano la carcerazione
- Il suo avvocato dice che Paris è rimasta scioccata dall'esperienza
- Lei racconta ai microfoni del freddo patito
- Revocano la revoca
- Torna in carcere fra le lacrime
Ora, direte voi, e chi se ne frega non ce lo mettiamo?.
Giusto, se non fosse per come sono state date queste notizie.
In America si sa, non si possono filmare i processi, ci sono i disegnini. I TG nn hanno le immagini.
Cosa mandano mentre leggono le agenzie delle lacrime di Paris? Le sue sfilate di moda, le sue apparizioni cult ad effetto, truccata, pettinata, sorridente.
Invece per dovere di cronaca uno si aspetta che sfilino immagini di donne carcerate mezze pazze sdentate e sconvolte dalla prigionia. Se fosse stata una barbona qualsiasi l'avrebbero fatto, no?
No, il modello deve rimanere intatto. Anzi, se possibile deve incoronare la bella e fortunata Hilton anche dannata . Ciliegina sulla torta: Bella, ricca, famosa, trasgressiva, dannata e indistruttibile.
Indistruttibile un cazzo . Questa ragazzina piange in carcere come fa qualche altro milione di ragazze sventurate. Questa ragazzina muore di freddo nelle celle 2 per 2 esattamente come qualche altro milione di ragazzine dannate, pezzenti e sventurate.
Eh no, il modello non deve essere intaccato . Del resto l'esperienza insegna, kate Moss ha fatto impennare i guadagni delle sue agenzie proprio dopo che è stata arrestata. Conviene a tutti, meno che al modello, ma in generale conviene a tutti. Tutti possono tirare su un po' di coca e sentirsi Maradona o Kate Moss, tutti possono ubriacarsi e sfrecciare in macchina senza patente come la Hilton.
Il peggio che gli può capitare è che per gli amici saranno dannati anche loro, che fa. Fa figo.
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( 3.1 / 321 )C'è una regola non scritta che aleggia nella blogsfartera.
Dopo un po' che si ha un blog bisogna fare un post in cui si da spiegazioni sulla natura e sulla filosofia del blog stesso, le indicazioni d'uso, via, fa più blogfart.
Ecco, lo faccio anch'io:
Io scrivo su questo blog.
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( 3.1 / 313 )Dopo aver annoiato con i motivi per i quali qualcuno sente la necessità di dipinge parliamo di qualcosa di più tecnico, partendo dai materiali
Quello che serve sono pennelli, colori, solvente, 2/3 piccoli recipienti per il solvente, uno straccio, una tavolozza e qualcosa su cui realizzare il dipinto (tela o simile).
I PENNELLI
Io uso un paio di pennelli piatti di circa 3 cm (numero 6) e un numero 4 appunta con pelo naturale (animale). Con uno piatto ci realizzo le tonalità scure e con l'altro le tonalità chiare (per non dover pulire ad ogni tocco), con quello a punta fine tutti i dettagli di precisione. Il colore fermo sul pennello può restare al massimo un giorno, dopodiché va pulito o si rovinerà. Quando riponete i pennelli fate attenzione che la punta non tocchi da nessuna parte o resterà piegata rendendoli inutilizzabili.
I COLORI
I colori ad olio sono un aspetto esageratamente importante per la realizzazione dell'opera. Da sempre li artisti di tutto il mondo si danno battaglia dibattendo sul tipo di pastosità, sulla lucentezza, sulla trasparenza, sulla marca che un determinato colore deve avere per ottenere il miglior risultato. Esiste un mare di letteratura in merito, ognuno ha il suo consiglio e la sua preferenza da sottoporre all'altro. Se mi posso permettere, con tutto il rispetto, qualsiasi tubetto va bene, è l'artista che mano a mano che lo usa capisce la risposta che ha sulla tela e si abitua ad utilizzarlo. L'unica differenza che a voler essere pignoli si può ricercare è che alcuni tipi di coloti più grassi (con più pigmenti - di colore più vivo) screpolano prima di altri. Non nutrendo l'ambizione che i miei quadri mi collochino nella storia per me si possono anche disintegrare fra una decina d'anni.
Ci tengo a dirlo perché sono rimasto impressionato dai dibattiti sul tema, che ricordo mi scoraggiavano non poco. Ad esempio avevo un set di gialli che non copriva e leggendo in giro si faceva riferimento a cose che non sapevo nè come verificare nè dove trovare. "Sarà 'caldo' abbastanza?" boh.
Poi ho capito che ero io che mi dovevo adeguare al materiale che usavo e mischiando il mio giallo acquoso ad altro riuscivo ad ottenere la copertura che cercavo. Insomma, quante storie per un tubetto.
Altra cosa da dire comprate tubetti di bianco grandi che ne va via a iosa. Meglio se comprate i colori tutti di base, grandi. Giallo, Bianco, Blu, Rosso e Nero. Io non uso mai il nero, al massimo per le parti più scure me ne servo per rinforzare il blu, ma nero puro mai.
LA TELA
La tela è il fondo madre per tutti gli artisti di pittura ad olio, quella più ambita, ciò non toglie che si possa dipingere su qualsiasi superfice opportunamente trattata. Non mi dilungo sul trattamento perché l'ho fatto una volta sola su una vecchia porta passandoci un prodotto a base di gesso caolino (una vernice bianca) e rimando l'argomento ad altri siti in cui viene spiegato in dettaglio. Per cominciare basta una tela pretrattata piccolo/media 40x50 da una decina di euro.
SOLVENTE
Per diluire i colori uso acquaragia inodore, costa pochissimo e ci lavo pennelli e mani. Ne metto un po' in un paio di recipienti che userò per diluire i colori scuri e i colori più chiari. Facendo i primi esperimenti dopo un po' mi sono accorto che usavo i colori troppo diluiti, e questo rendeva difficile la copertura. Non inondate la tavolozza di colore, ma tenete anche presente che sulla tela il materiale ci deve andare, quindi più diluite e più spalmerete quello che c'è già.
Sempre dai primi esperimenti ero abituato a pulire perfettamente il pennello ad ogni variazione di tonalità, perché pensavo di sporcare la nuova con la vecchia. Questo comportamento fa perdere un mucchio di tempo e un mucchio di diluente. In verità poi mi sono accorto che basta togliere via quello che c'è con uno straccio premendo bene e il nuovo colore non subisce contaminazioni. Di solito con un paio di cambi dai recipienti ci arrivo fino alla fine di un quadro.
IL PREZZO
Non c'entra niente con i materiali ma è un aspetto importante che vale la pena di affrontare.
Vogliono acquistare un mio quadro, quanto lo faccio pagare?
E' molto semplice, esistono due prezzi: uno affettivo e uno commerciale. Se l'opera è una di quelle che ti rappresentano nelle esposizioni, se è una da cui hai scelto di non separarti indica una cifra al di sotto della quale non intendi scendere. Ti consiglio di esagerare, qualcuno disposto a pagare tanti soldi per la bellezza c'è sempre, potresti rimanere sorpreso. Considera che all'acquirente un tuo lavoro, che tu giudichi mediocre, può evocare qualcosa a cui tu non hai mai pensato, egli può immaginarlo in un contesto o in un arredamento in cui rende molto di più di un van gogh.
Se non hai un interesse particolare a tenerlo, se devi fare un lavoro su commissione, se sei TU che cerchi di venderlo, il valore commerciale deve solo far rientrare un po' di soldi usciti per realizzare tutti quelli che non hai venduto. Per capirsi io ne ho fatti una trentina (10 decenti, và) e ne ho venduti due a 150.000 lire l'uno (prima del 2000). Di uno avrei potuto chiedere non si sa quanto, lo voleva a tutti i costi, l'altro mi è stato chiesto su commissione.
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Galleria personale
Capitolo 1: IL TALENTO
Capitolo 2: ARTE E CREATIVITA'
Capitolo 3: L'ARTE DI DIPINGERE
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( 3 / 296 )via Serpentina di Schietti (attenzione di merito)
Per favore ci dai un consiglio per decidere cosa fare con il nostro TFR?
IL TFR è UN PROBLEMA PER CHI HA IL LAVORO.
Il dibattito sul TFR è una deviazione dal vero problema.
Il vero problema è che non ci sarà mai più lavoro per tutti e che i robot presto finiranno di sostituire gli umani.
Prova a riflettere:
Se i negozi di tutto il mondo sono pieni di oggetti e miliardi di persone non hanno i soldi per comperarli :
a) manca il lavoro
b) mancano gli oggetti
c) mancano i soldi
Se i ristoranti sono vuoti e buttano via frigoriferi pieni di cibo :
a) manca la fame
b) mancano i cuochi
c) mancano i soldi per andare a ristorante
Se centinaia di migliaia di dentisti non hanno pazienti :
a) ci sono pochi malati
b) ci son troppi dentisti
c) mancano i soldi per curarsi
Soldi per tutti!!! Ora subito!
A sufficienza per vivere, curarsi, istruirsi, muoversi e anche divertirsi !
REDDITO SOCIALE DI BASE PER TUTTI, RIFLETTI: SE UN TRATTORE FA IL LAVORO DI MILLE CONTADINI E UN COMPUTER DI DIECIMILA IMPIEGATI, PERCHE' SI DOVREBBE ANCORA LAVORARE PER SOPRAVVIVERE?
Vogliamo il servizio civile obbligatorio retribuito per suddividere fra tutti le mansioni che non vuole fare più nessuno.
Vogliamo il reddito sociale di base che garantisca a tutti la sopravvivenza.
E poi gli altri che si dedichino ai propri hobby, da soli o con il proprio comitato autonomo. Magari riescono anche a guadagnare qualcosa.
Ma purtroppo stanno attuando una selezione razziale estrema per eliminare oltre 3 miliardi di esseri umani. La prova è la Serpentina. Un miliardo e quattrocento milioni di persone sono senza acqua potabile, ma nessuno è disposto a dare acqua ed energia gratis.
La selezione razziale, l'eugenetica, è ancora presente e agisce per vie diverse peggiori di quelle di Hitler e Reagan.
Non vengono più selezionati solo gli appartenenti ad una certa etnia con certe caratteristiche somatiche.
La selezione fra il popolo avviene soprattutto per vie comportamentali e caratteriali, in modo che migliaia siano in lotta per accoppiarsi con uno-una dei loro, mentre tutti gli altri muoiano nella povertà estrema.
SE NON SEI DEI LORO NON TI LASCIANO ACCOPPIARE E RIPRODURRE.
RIFLETTI, PROVA A RAGIONARE, PROVA A COMPARARE I DATI A TUA DISPOSIZIONE SCARTANDO TUTTI QUELLI IN CONTRADDIZIONE E PROVA A VEDERE COSA RIMANE.
LE DONNE SONO TUTTE NELLE LORO MANI, E TU INVECE SEI SENZA LAVORO, SENZA CASA, SENZA SOLDI, SENZA FUTURO.
CENTO PUTTANE DI MERDA CHE VOGLIONO CASE, ALBERGHI, STAZIONI E SOCIETA' ELETTRICHE, PER UN CLIENTE DEI LORO CON LE VALIGE PIENE DI DENARO DA RICICLARE.
CENTO PRETENDENTI SENZA LAVORO , SENZA CASA, SENZA FUTURO, PER UNA RAGAZZA DISPONIBILE AD UNA VERA STORIA DI AMORE.
Prova a pensare ad una ragazza da marito, interessata in una salda unione per avere dei figli, cosa comprende.
Le future mamme non possono volere per sè mariti diffamati, emarginati, senza lavoro fisso, senza pensione, senza TFR.
Prova a pensarci bene.
Prova a pensare al vero motivo perchè sei senza lavoro fisso.
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( 3 / 295 )Ma chi se ne fotte.
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