Io, per me, per conto mio, da individuo, senza tirare in ballo le ideologie o gruppi politici, da essere umano, da cittadino che ha creduto in un progetto, da comunista mai stato nemmeno troppo comunista, sento il dovere di chiedere umilmente
S C U S A
a tutti quelli che per un motivo o per l'altro si sono persi, se ne sono andati, hanno sbattuto la porta, si sono incazzati, hanno sperato, hanno pianto, hanno combattuto i nazisti nascosti settimane nei boschi, a quelli che non arrivano alla fine del mese, ai call centeristi a cui serve una sentenza della cassazione per riconoscerli lavoratori, partita da una denuncia individuale.
Chiedo scusa ai musulmani, agli ebrei, ai cattolici, ai neri, ai cinesi, ai talebani, ai tibetani, ai soldati americani, alla televisione, alla carta stampata.
Chiedo scusa a Veltroni, a Berlusconi, alla Santanché, a Tremonti, a Maroni, ai fascisti. Chiedo scusa se questi ultimi 80 anni di conquista dei diritti civili, oggi vanno al culo di qualcuno.
Chiedo scusa se in parlamento non c'è un laico vero e a nessuno fregherà un cazzo della 194 quando se ne parlerà.
Chiedo scusa a tutti gli analisti politici quando sottolineano che il mondo va avanti, che le cose sono cambiate, che la falce, il martello non cantano più "bella ciao", la bandiera rossa è stinta, i muri sono caduti.
Non ce ne eravamo accorti. Essere comunisti, per gli analisti, significa non essersi accorti che i tempi sono cambiati.
Siamo in piena recessione, solo noi di sinistra non ce ne siamo accorti. Scusate, analisti.
Chiedo scusa a me stesso, che ho sbagliato in questi giorni a mostrarmi convinto nel raccontare agli altri "vota la sinistra arcobaleno o non ci sarà più la sinistra in italia".
Chiedo scusa ai miei compagni, perché non sono stato convincente quanto un pulmino verde in televisione.
Io chiedo scusa a tutti, perché è così mi sento, perché ho avvertito forse in modo esagerato la pressione della dittatura durante il governo berlusconi e non ho trovato altro che giusto un accordo elettorale per non alimentare questa pressione monarchica.
Chiedo scusa a tutti quando penso che il mio fallimento è un po' il fallimento di tutti.
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( 2.6 / 17 )Nella bagarre elettorale si è scritto e detto di tutto. Se a qualche piccione, salamandra, opossum, fosse sfuggito il risultato elettorale del 13, LA SINISTRA NON E' PIU' IN PARLAMENTO.
Condivido un sacco di posizioni di quelle che ho sentito,
non tutte ovviamente, ma quel che è stato detto più o meno corrisponde.
Mi sento di aggiungere un paio di cose.
Per prima, mai visto nella storia, i militanti di un partito che votano un altro partito. E' successo, ho saputo, ho verificato, che all'interno della Sinistra Arcobaleno (parlo di membri dirigenti locali) qualcuno ha votato un pò più a sinistra, o PCDL o SC. Forse qualcuno ha pensato al voto utile e nella confusione all'ultimo all'ultimo ha segnato il simbolo del PD, o della lega, chissà.
Ma poi cazzo ti lamenti, dico io.
Secondo, mi sento di condividere quello che ha detto Lerner ieri sera. L'avrei crocifisso per la faccia dell'affamato che si è saziato, lui e tutti i suoi amici del PD, ma ha detto una cosa sacrosanta. La sinistra si è presentata pretendendo di rappresentare i lavoratori mentre gli operai stavano valutando alternative più convincenti.
Semplice, lineare, drammaticamente vero.
Oggi dovremmo ripartire da qui. Chiederci prima di tutto chi stiamo rappresentando, e soprattutto assicurarsi che loro ne siano al corrente.
Tante ipotesi, pianti e rimpianti, braccia allargate. L'ultima cosa da fare però, a mio modesto modo di vedere, è quella di gettare la spugna e andarsene per conto proprio.
Condivido anche la posizione di chi dice che VINCERE le elezioni con un italia in questo stato non rientrasse negli obbiettivi del PD, giustamente, ma chi glielo fa fare.
il PD si è limitato a tirare la catena, è rimasto un attimo per assicurarsi che tutto lo scarto confluisse nel tubo della fogna, si è girato verso il lavandino e con calma si è sciacquato le mani, senza sapone. Il tempo di dare una rapida occhiata al nodo della cravatta, passarsi la mano sui capelli ed ha abbandonato il locale portandosi dietro il tintinnio dei tacchi di cuoio sul pavimento. Poi ha tirato fuori dalla tasca un bigliettino e si è ricordato la prima cosa da fare in agenda. "telefonare all'avversario e congratularsi per la vittoria"
Auguri, Italia.
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( 3.6 / 16 )Acrilico, 50x80, aprile 2008
forse lo finisco ad olio, ma non ne sono tanto sicuro..
Particolare:
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( 3.1 / 35 )Si dice città di provincia, paesone, chiuso, morto, desolato, provinciale. Se avessi dovuto scegliere, agli arbori della mia giovinezza, non ci sarei nè venuto, nè ci avrei mai vissuto. Eppure è una delle città con reddito procapite più alto, la prima nella lista dei contribuenti, la città più vivibile, più a misura d'uomo, la più sostenibile fra tutte le città d'italia.
Uno se lo chiede, uno che vive a roma, a milano, a napoli, a catania se lo chiede, quando sente le classifiche del sole 24 ore. Si chiede quale sia la differenza tra vivere in un posto di merda piuttosto che in un altro, se le leggi provinciali, regionali, nazionali, sono grossomodo le stesse per chiunque.
Ebbene qui si trova la risposta. Non ci si arriva subito, perché chiunque venga a Siena la prima cosa che nota è che non c'è un cazzo e che gran parte di quello a cui era abituato gli manca. E' successo a me, succede a tutti, non so cosa capita a chi ci nasce, come mio figlio, ma glielo chiederò appena capirà la domanda.
Qui alzi gli occhi e non c'è una crepa nei muri, capisci? non c'è una casa stinta, che sappia di vecchio nel senso di trascurato, trasandato o malconcio. Non ci sono barboni, non ci sono mendicanti, non ci sono graffiti sui ponti. Qui se una striscia sulla strada si vede poco chiamano i vigili in venti. Lì, ovunque tu sia, te ne sbatti i coglioni come ho fatto io per decenni.
La differenza la fa crescere in un posto accettandolo passivamente o viverlo pretendendo il meglio. Un concetto banale, semplice, diretto. Se tutti si interessassero delle sorti del proprio territorio le cose andrebbero diversamente, non c'è nulla da fare, se vivi in un posto di merda un po' è anche colpa tua e te lo meriti.
Sono nato e cresciuto in un agglomerato urbano il cui calore mi è mancato per anni. Oggi mi rendo conto che vivere dove non c'è un cazzo non è diverso dal vivere in un posto in cui c'è tutto. Comunquie sia ti sposti, quella dell'orgoglio di massa è una cazzata a cui si aggrappa chi sa di vivere in un posto del cazzo.
Perché dico tutto questo? perché sono stato tre giorni a Roma ed ho visto un posto da schifo, caput mundi un paio di palle. Metropolitane del seicento, sdentata, aggrinzita, moribonda.
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( 3 / 26 )il 13 si vota, bischeri armati di flemma autoreferenziale credibile solo ai propri maggiordomi e giardinieri brillano nello stagno del già detto e già saputo.
Metà popolazione italiana, a giusta ragione, gongola fra l'incertezza della preferenza.
Nel caso, non voto proprio un cazzo , dice, emettendo il verdetto più grave, irreparabile, e inconcepibile dello scenario attuale.
Loro, quelli che di mestiere fanno i pezzi di merda, lo sanno, ne sono consapevoli e lavorano per quelli che non voto proprio un cazzo.
Ma perché votare il cazzo se per tutti è assodato che convenie sempre di più votare il meno coglione?
C'è una ragione ben precisa a questa ondata di egemonia ideologica.
Un tempo chi si sentiva attratto dalla politica montava sulla bianchina, si organizzava con altri tre sciagurati e andava a roma per ascoltare quello che aveva da dire Berlinguer.
Poi tornava gasato.
Gli altri, che se ne strafottevano altamente dallo sprecare domeniche in bianchina, si fidavano del gasato e votavano..come si dice.. per partito preso.
Beh insomma, le cose sono cambiate di un capello. La differenza è che il capello oggi si misura in lunghezza e non in spessore.
orbene, tutta questa platea televisiva continua per questi beceri alla mercé di tutti gli spassionati cosa vuoi che sortisca come risultato? che appaiono tutti uguali.
oh, e non è mica lo sprovveduto disinteressato osservatore che si confonde e prende tutti per identici, è che i beceri dicono davvero tutti le stesse cose!
quel che c'è di diverso dai tempi della bianchina è che prima nessuno ne sapeva niente, perché esisteva la concezione della delega, oggi cani e porci si rendono conto di come funziona una campagna elettorale. Sanno ad esempio che perorare cazzate non è un reato, perché la par-condicio tv ti da uno spazio per dire quel cazzo che ti pare.
Oh, avrà detto anche una cazzata, ma essendo in regime di par condicio è legittimo che la dica. il giudizio agli elettori.
e sticazzi.
Ad ogni modo loro, i bischeri, sono e fanno le stesse cose, nello stesso modo, da sempre, la tv ha solo reso pubblica la forma. Questa è la politica, prendere o lasciare, votare o non votare, scegliere o delegare.
Lasciare e non votare significa aver capito il meccanismo ma non essere riuscito ad adeguarsi alla novità.
Non votare, secondo me, è sempre la scelta peggiore tra tutte le possibilità offerte.
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( 2.5 / 23 )Per ora è incompleto
Immaginate nella parte bianca un pentagramma, non ho avuto il tempo di farcelo, appena posso ce lo metto e aggiorno.
Intanto lo mostro perché è li che mi secca e se non lo vede nessuno mi va a male.
olio su tela, 50x80
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( 2.8 / 57 )La vita dall'ignoto.
Olio su tela 40x60 - 2008
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( 3.1 / 54 )Olio e Acrilico su tela 40x50
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( 2.9 / 49 )Olio e acrilico su tela. 40x50
Un esperimento sui contrasti.
La dolcezza di un corpo femminile sulla brutalità dei contrasti dell'immagine.
Vintage '70 è frutto di una visione avuta guardando un film anni 70, per questo il titolo.
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( 3.2 / 66 )Ci sono diversi modi di dare le notizie, ma quelle scelte da Riotta hanno sempre la capacità di far sbellicare da ridere i topi marsupiali:
"GIALLO SULL'ASSASSINIO DELLA BHUTTO".
uè, zitti tutti, stiamo a sentire che dicono, sarà saltato fuori che dietro c'è la CIA, l'FBI, la TAV, i comunisti cinesi, qualche macchinazione talebana, ci sarà qualche coniuge impazzito.
c'è scritto GIALLO, hanno detto GIALLO, ci sarà una matassa da sbrogliare.
poi no, ah, ecco, tutto torna nelle competenze del tg1, non si capisce bene solo dove gli hanno sparato, da quale posto e da chi.
Poi subito dopo mostrano un video, con un tizio che spara.
Minchia che novità, sarà un giallo alla tenente colombo, si vede subito assassino e vittima e la trama si svolgerà in un fitto riconoscimento di indizi che porterà alla luce il bene della giustizia sul male infimo e viscido del criminale.
No, in verità se c'è un GIALLO a bagnasco, uno a cogne, uno a Perugia e un altro a erba, non vedo perché non ci debba essere anche in Pakistan, mi sembra normale. Tra un po' saranno gialle anche le previsioni del tempo "SCOMPARSA MISTERIOSAMENTE FOLATA DI VENTO NEL TRIESTINO"
Non so come faccia Vespa a starsene in vacanza mentre si consuma un rompicapo così intrigante: Un tizio spara, un altro muore, le immagini fanno il giro del mondo e hanno il coraggio di aprire il TG con "GIALLO".
Poi Riotta ha anche il coraggio di difendere le sue scelte ogni volta che fa il punto del suo scemigiornale con frasi del tipo "non siamo noi che riportiamo questi fatti di cronaca nera, sono loro che accadono"
vergogna.
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( 2.8 / 72 )Si può dire che il fatto che l'abbiano fatta fuori nè mi sorprende nè mi addolora?
Hanno ammazzato la leader pakistana del movimento democratico.
Quindi? ora che succede, devo mostrarmi triste e rassegnato perché lo dicono tutti?
Bene. sia chiaro, fottesega come incipit e si può partire in quarta.
non-me-ne-frega-un-cazzo.
La martire Bhutto studiò ad Harvard e vide mille e mille crhistmas nella lussuosa e pop scintillante Ammerica.
Poi, dopo svariate vicissitudini politiche strategiche decide di sottrarsi all'esilio e tornare nel suo paese, perché evidentemtnte il musharraf è sufficientemente ammanicato da reggere il colpo.
La Bhutto è consapevole di due cose. Se vive persegue il suo obiettivo democratico, se muore ne fanno una martire filooccidentale. Le è stato garantito, questo è poco ma sicuro. aggratis nessuno fa più niente, nemmeno gli arabi, figuriamoci farsi saltare in aria.
Borsellino, ancor più di Falcone (Falcone immaginava ma non sapeva, Borsellino immaginava e sapeva) erano perfettamente consapevoli che la loro morte avrebbe avuto un significato particolare.
Stessa cosa per la Bhutto. Lei sa che potrebbe essere uccisa, perché è una filo occidentale, una donna, che con i principi islamici non c'entra proprio un cazzo, ma sa bene che comunque andrà sarà un successo.
Aspetta, il sinistrobenista mi viene a dire che laggiù c'è la dittatura, e manca una stabilità democratica. Grave lutto. piangere, piangere.
HEI, MA VAIAFFANCULO, fino a ieri in IRAQ il regime di Saddam era l'unico collante per tenere 3 etnie insieme e che l'importazione democratica era una forzatura di bush.. tutt'un tratto nel paese di cui tutti pensavano di avere il controllo (qualcuno già pensava di programmarci le vacanze, pezzi di merda occidentali del cazzo, li ho sentiti) pluf, tutto svanito, hanno ammazzato la leader democratica ed è tornato un paese talebano, di colpo è un paese ostile. merda. e ora come si fa? crolla la borsa, si impenna il petrolio, siamo nella cacca.
possibile che nessuno si renda conto delle putttanostronzardate che ci raccontano in televisione?!??!?
basta guardare 5 minuti la CNN, sforzarsi di capire quella cazzo di lingua imperiale e rendersi conto che la guerra in IRAQ, le pressioni sull'IRAN, le inutili puttanate scenografiche dell'aghanistan NON SERVONO A UN CAZZO!!!, il mondo arabo NON VUOLE ESSERE COLONIZZATO (vivaddio qualcuno che si ribella esiste) E NON VUOLE REGALARE IL SUO PETROLIO A NESSUNO !!.
Comunque ebbravo italiano mediano, continua a spikkare americano, a ingoiare pasticche e sniffare coca, continua a mangiare amburgher e sognare un biglietto per new york city, può capitare che uno su un miliardo ce la faccia, che tiri coca dalla mattina alla sera, e che sia proprio tu, mentre il resto arranca nelle sabbie mobili della merda del menefreghismo qualunquista ai popoli di mezzo mondo gli fai schifo solo a guardare come ti vesti.
sono esagerato? può darsi, ma mi rompe le palle che non si riesca a non sparlare degli altri o a prendere posizione per loro .
la democrazia è quella merda istituzionale dove tutti posso farsi i cazzi degli altri, e siccome io mi faccio da sempre i cazzi miei preferirei che tutti pensassero un po' di più ai cazzi propri.
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( 2.9 / 73 )Human Stress
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( 3 / 62 )
Silvia Baraldini
(07 dicembre 2007)
Domenica Mumia Abu Jamal inizierà il ventisettesimo anno di detenzione nel braccio della morte della prigione statale di Greene, Pennsylvania. Risale, infatti, al 9 dicembre 1981 il suo arresto a Philadelphia durante un alterco con il poliziotto Daniel Faulkner, che stava picchiando suo fratello. Quella notte Mumia fu gravemente ferito e Faulkner morì. Recentemente la vedova Faulkner ha scritto un libro nel quale accusa nuovamente Mumia di aver ucciso il marito e ieri, il 6 dicembre, la rete Nbc l’ha invitata a pubblicizzarlo durante il Today Show, il loro programma mattutino. I sostenitori di Mumia hanno protestato la mancata presenza di un contradittorio durante la trasmissione. Quello che è accaduto è sintomatico del comportamento dei grandi media negli Stati uniti sul caso di Mumia: grande spazio alla versione ‘ufficiale’ dell’accaduto mentre Mumia e la sua difesa hanno lottato nella quasi invisibilità.
Non è un caso che la Nbc si sia comportata in questo modo. Con il passare del tempo, grazie anche al lavoro paziente di avvocati e sostenitori, le accuse contro Mumia si sono rivelate dubbiose e in alcuni casi costruite. Tutto l’impianto accusatorio costruito dalla polizia di Philadelphia si sta sgretolando: dalla presunta confessione nel pronto soccorso dell’ospedale la notte del 9 dicembre 1981 alle prove balistiche. Adesso sappiamo che esistono scatti presi dal fotografo di cronaca nera Pedro Polakoff , e mai mostrate alla giuria durante il processo a Mumia, che sostengono la versione della difesa. Queste foto non sono mai state pubblicate dai media da quando la loro esistenza è venuta alla luce.
Anche il fronte della solidarietà cresce. Nel mese di ottobre Desmond Tutu ha visitato Mumia e Pen, la prestigiose associazione internazionale degli scrittori, lo ha accolto come membro. Sul fronte legale, La Corte di appello deve emettere la sua sentenza sulla costituzionalità del primo processo, che determinerà se uno nuovo sarà concesso a Mumia.
Come in casi analoghi, la nostra attenzione e solidarietà sono essenziali. Continuiamo ad esprimerla in tutti i modi possibili.
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( 3 / 60 )Figata.
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