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Essere provinciali 
Si dice città di provincia, paesone, chiuso, morto, desolato, provinciale. Se avessi dovuto scegliere, agli arbori della mia giovinezza, non ci sarei nè venuto, nè ci avrei mai vissuto. Eppure è una delle città con reddito procapite più alto, la prima nella lista dei contribuenti, la città più vivibile, più a misura d'uomo, la più sostenibile fra tutte le città d'italia.

Uno se lo chiede, uno che vive a roma, a milano, a napoli, a catania se lo chiede, quando sente le classifiche del sole 24 ore. Si chiede quale sia la differenza tra vivere in un posto di merda piuttosto che in un altro, se le leggi provinciali, regionali, nazionali, sono grossomodo le stesse per chiunque.

Ebbene qui si trova la risposta. Non ci si arriva subito, perché chiunque venga a Siena la prima cosa che nota è che non c'è un cazzo e che gran parte di quello a cui era abituato gli manca. E' successo a me, succede a tutti, non so cosa capita a chi ci nasce, come mio figlio, ma glielo chiederò appena capirà la domanda.

Qui alzi gli occhi e non c'è una crepa nei muri, capisci? non c'è una casa stinta, che sappia di vecchio nel senso di trascurato, trasandato o malconcio. Non ci sono barboni, non ci sono mendicanti, non ci sono graffiti sui ponti. Qui se una striscia sulla strada si vede poco chiamano i vigili in venti. Lì, ovunque tu sia, te ne sbatti i coglioni come ho fatto io per decenni.

La differenza la fa crescere in un posto accettandolo passivamente o viverlo pretendendo il meglio. Un concetto banale, semplice, diretto. Se tutti si interessassero delle sorti del proprio territorio le cose andrebbero diversamente, non c'è nulla da fare, se vivi in un posto di merda un po' è anche colpa tua e te lo meriti.

Sono nato e cresciuto in un agglomerato urbano il cui calore mi è mancato per anni. Oggi mi rendo conto che vivere dove non c'è un cazzo non è diverso dal vivere in un posto in cui c'è tutto. Comunquie sia ti sposti, quella dell'orgoglio di massa è una cazzata a cui si aggrappa chi sa di vivere in un posto del cazzo.

Perché dico tutto questo? perché sono stato tre giorni a Roma ed ho visto un posto da schifo, caput mundi un paio di palle. Metropolitane del seicento, sdentata, aggrinzita, moribonda.

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I do prefer 
il 13 si vota, bischeri armati di flemma autoreferenziale credibile solo ai propri maggiordomi e giardinieri brillano nello stagno del già detto e già saputo.
Metà popolazione italiana, a giusta ragione, gongola fra l'incertezza della preferenza.
Nel caso, non voto proprio un cazzo , dice, emettendo il verdetto più grave, irreparabile, e inconcepibile dello scenario attuale.
Loro, quelli che di mestiere fanno i pezzi di merda, lo sanno, ne sono consapevoli e lavorano per quelli che non voto proprio un cazzo.
Ma perché votare il cazzo se per tutti è assodato che convenie sempre di più votare il meno coglione?

C'è una ragione ben precisa a questa ondata di egemonia ideologica.
Un tempo chi si sentiva attratto dalla politica montava sulla bianchina, si organizzava con altri tre sciagurati e andava a roma per ascoltare quello che aveva da dire Berlinguer.
Poi tornava gasato.
Gli altri, che se ne strafottevano altamente dallo sprecare domeniche in bianchina, si fidavano del gasato e votavano..come si dice.. per partito preso.
Beh insomma, le cose sono cambiate di un capello. La differenza è che il capello oggi si misura in lunghezza e non in spessore.

orbene, tutta questa platea televisiva continua per questi beceri alla mercé di tutti gli spassionati cosa vuoi che sortisca come risultato? che appaiono tutti uguali.

oh, e non è mica lo sprovveduto disinteressato osservatore che si confonde e prende tutti per identici, è che i beceri dicono davvero tutti le stesse cose!

quel che c'è di diverso dai tempi della bianchina è che prima nessuno ne sapeva niente, perché esisteva la concezione della delega, oggi cani e porci si rendono conto di come funziona una campagna elettorale. Sanno ad esempio che perorare cazzate non è un reato, perché la par-condicio tv ti da uno spazio per dire quel cazzo che ti pare.
Oh, avrà detto anche una cazzata, ma essendo in regime di par condicio è legittimo che la dica. il giudizio agli elettori.
e sticazzi.

Ad ogni modo loro, i bischeri, sono e fanno le stesse cose, nello stesso modo, da sempre, la tv ha solo reso pubblica la forma. Questa è la politica, prendere o lasciare, votare o non votare, scegliere o delegare.
Lasciare e non votare significa aver capito il meccanismo ma non essere riuscito ad adeguarsi alla novità.

Non votare, secondo me, è sempre la scelta peggiore tra tutte le possibilità offerte.





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Il musicista 
Per ora è incompleto
Immaginate nella parte bianca un pentagramma, non ho avuto il tempo di farcelo, appena posso ce lo metto e aggiorno.
Intanto lo mostro perché è li che mi secca e se non lo vede nessuno mi va a male.




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Un Treno per Auschwitz 


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Newborn - Il Parto 
La vita dall'ignoto.

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Intrappolato 
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Vintage '70 


Olio e acrilico su tela. 40x50

Un esperimento sui contrasti.

La dolcezza di un corpo femminile sulla brutalità dei contrasti dell'immagine.

Vintage '70 è frutto di una visione avuta guardando un film anni 70, per questo il titolo.

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Gli scemigiornali 
Ci sono diversi modi di dare le notizie, ma quelle scelte da Riotta hanno sempre la capacità di far sbellicare da ridere i topi marsupiali:

"GIALLO SULL'ASSASSINIO DELLA BHUTTO".

uè, zitti tutti, stiamo a sentire che dicono, sarà saltato fuori che dietro c'è la CIA, l'FBI, la TAV, i comunisti cinesi, qualche macchinazione talebana, ci sarà qualche coniuge impazzito.

c'è scritto GIALLO, hanno detto GIALLO, ci sarà una matassa da sbrogliare.

poi no, ah, ecco, tutto torna nelle competenze del tg1, non si capisce bene solo dove gli hanno sparato, da quale posto e da chi.

Poi subito dopo mostrano un video, con un tizio che spara.

Minchia che novità, sarà un giallo alla tenente colombo, si vede subito assassino e vittima e la trama si svolgerà in un fitto riconoscimento di indizi che porterà alla luce il bene della giustizia sul male infimo e viscido del criminale.

No, in verità se c'è un GIALLO a bagnasco, uno a cogne, uno a Perugia e un altro a erba, non vedo perché non ci debba essere anche in Pakistan, mi sembra normale. Tra un po' saranno gialle anche le previsioni del tempo "SCOMPARSA MISTERIOSAMENTE FOLATA DI VENTO NEL TRIESTINO"

Non so come faccia Vespa a starsene in vacanza mentre si consuma un rompicapo così intrigante: Un tizio spara, un altro muore, le immagini fanno il giro del mondo e hanno il coraggio di aprire il TG con "GIALLO".

Poi Riotta ha anche il coraggio di difendere le sue scelte ogni volta che fa il punto del suo scemigiornale con frasi del tipo "non siamo noi che riportiamo questi fatti di cronaca nera, sono loro che accadono"

vergogna.


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Bhutto, ma che casino 
Si può dire che il fatto che l'abbiano fatta fuori nè mi sorprende nè mi addolora?

Hanno ammazzato la leader pakistana del movimento democratico.
Quindi? ora che succede, devo mostrarmi triste e rassegnato perché lo dicono tutti?

Bene. sia chiaro, fottesega come incipit e si può partire in quarta.

non-me-ne-frega-un-cazzo.

La martire Bhutto studiò ad Harvard e vide mille e mille crhistmas nella lussuosa e pop scintillante Ammerica.

Poi, dopo svariate vicissitudini politiche strategiche decide di sottrarsi all'esilio e tornare nel suo paese, perché evidentemtnte il musharraf è sufficientemente ammanicato da reggere il colpo.

La Bhutto è consapevole di due cose. Se vive persegue il suo obiettivo democratico, se muore ne fanno una martire filooccidentale. Le è stato garantito, questo è poco ma sicuro. aggratis nessuno fa più niente, nemmeno gli arabi, figuriamoci farsi saltare in aria.
Borsellino, ancor più di Falcone (Falcone immaginava ma non sapeva, Borsellino immaginava e sapeva) erano perfettamente consapevoli che la loro morte avrebbe avuto un significato particolare.

Stessa cosa per la Bhutto. Lei sa che potrebbe essere uccisa, perché è una filo occidentale, una donna, che con i principi islamici non c'entra proprio un cazzo, ma sa bene che comunque andrà sarà un successo.

Aspetta, il sinistrobenista mi viene a dire che laggiù c'è la dittatura, e manca una stabilità democratica. Grave lutto. piangere, piangere.

HEI, MA VAIAFFANCULO, fino a ieri in IRAQ il regime di Saddam era l'unico collante per tenere 3 etnie insieme e che l'importazione democratica era una forzatura di bush.. tutt'un tratto nel paese di cui tutti pensavano di avere il controllo (qualcuno già pensava di programmarci le vacanze, pezzi di merda occidentali del cazzo, li ho sentiti) pluf, tutto svanito, hanno ammazzato la leader democratica ed è tornato un paese talebano, di colpo è un paese ostile. merda. e ora come si fa? crolla la borsa, si impenna il petrolio, siamo nella cacca.

possibile che nessuno si renda conto delle putttanostronzardate che ci raccontano in televisione?!??!?

basta guardare 5 minuti la CNN, sforzarsi di capire quella cazzo di lingua imperiale e rendersi conto che la guerra in IRAQ, le pressioni sull'IRAN, le inutili puttanate scenografiche dell'aghanistan NON SERVONO A UN CAZZO!!!, il mondo arabo NON VUOLE ESSERE COLONIZZATO (vivaddio qualcuno che si ribella esiste) E NON VUOLE REGALARE IL SUO PETROLIO A NESSUNO !!.

Comunque ebbravo italiano mediano, continua a spikkare americano, a ingoiare pasticche e sniffare coca, continua a mangiare amburgher e sognare un biglietto per new york city, può capitare che uno su un miliardo ce la faccia, che tiri coca dalla mattina alla sera, e che sia proprio tu, mentre il resto arranca nelle sabbie mobili della merda del menefreghismo qualunquista ai popoli di mezzo mondo gli fai schifo solo a guardare come ti vesti.

sono esagerato? può darsi, ma mi rompe le palle che non si riesca a non sparlare degli altri o a prendere posizione per loro .

la democrazia è quella merda istituzionale dove tutti posso farsi i cazzi degli altri, e siccome io mi faccio da sempre i cazzi miei preferirei che tutti pensassero un po' di più ai cazzi propri.



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Performance - speed sculpture 
Human Stress




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CON DESMOND TUTU PER MUMIA ABU JAMAL 



Silvia Baraldini
(07 dicembre 2007)

Domenica Mumia Abu Jamal inizierà il ventisettesimo anno di detenzione nel braccio della morte della prigione statale di Greene, Pennsylvania. Risale, infatti, al 9 dicembre 1981 il suo arresto a Philadelphia durante un alterco con il poliziotto Daniel Faulkner, che stava picchiando suo fratello. Quella notte Mumia fu gravemente ferito e Faulkner morì. Recentemente la vedova Faulkner ha scritto un libro nel quale accusa nuovamente Mumia di aver ucciso il marito e ieri, il 6 dicembre, la rete Nbc l’ha invitata a pubblicizzarlo durante il Today Show, il loro programma mattutino. I sostenitori di Mumia hanno protestato la mancata presenza di un contradittorio durante la trasmissione. Quello che è accaduto è sintomatico del comportamento dei grandi media negli Stati uniti sul caso di Mumia: grande spazio alla versione ‘ufficiale’ dell’accaduto mentre Mumia e la sua difesa hanno lottato nella quasi invisibilità.
Non è un caso che la Nbc si sia comportata in questo modo. Con il passare del tempo, grazie anche al lavoro paziente di avvocati e sostenitori, le accuse contro Mumia si sono rivelate dubbiose e in alcuni casi costruite. Tutto l’impianto accusatorio costruito dalla polizia di Philadelphia si sta sgretolando: dalla presunta confessione nel pronto soccorso dell’ospedale la notte del 9 dicembre 1981 alle prove balistiche. Adesso sappiamo che esistono scatti presi dal fotografo di cronaca nera Pedro Polakoff , e mai mostrate alla giuria durante il processo a Mumia, che sostengono la versione della difesa. Queste foto non sono mai state pubblicate dai media da quando la loro esistenza è venuta alla luce.
Anche il fronte della solidarietà cresce. Nel mese di ottobre Desmond Tutu ha visitato Mumia e Pen, la prestigiose associazione internazionale degli scrittori, lo ha accolto come membro. Sul fronte legale, La Corte di appello deve emettere la sua sentenza sulla costituzionalità del primo processo, che determinerà se uno nuovo sarà concesso a Mumia.
Come in casi analoghi, la nostra attenzione e solidarietà sono essenziali. Continuiamo ad esprimerla in tutti i modi possibili.




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3D Gallery Embedded! 
Figata.
per muoversi usare il keypad numerico a sinistra (Bloc Num=on):

4 - guarda a sinistra
5 - guarda a destra
8 - avanza
2 - indietreggia
7 - guarda in su
9 - guarda in giu

Maiuscolo + uno di questi numeri = aumenta velocità
CTRL + uno di questi numeri = massima velocità




se NON compare niente clicca qui e premi " Automatic Installation "


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Barzelletta 
Vecchia ma sempre efficace.

Gli scienziati della NASA hanno costruito una specie di cannoncino per lanciare dei polli morti alla velocità massima possibile contro i parabrezza degli aerei di linea, degli aviogetti militari e della navetta Space Shuttle.

Lo scopo è simulare i frequenti scontri con i volatili vaganti nell'aria per verificare la resistenza dei parabrezza.
Alcuni ingegneri britannici, avendo sentito parlare di questa "arma", erano desiderosi di provarla sul parabrezza dei loro nuovi treni ad alta velocità.

Sono stati presi accordi con la NASA ed il cannone è stato spedito ai tecnici britannici.

Quando l'arma è stata attivata la prima volta, gli ingegneri britannici sono rimasti impietriti mentre il pollo sparato dal cannoncino si schiantava contro il loro parabrezza infrangibile e lo fracassava, rimbalzava contro la console dei comandi, spezzava in due lo schienale della poltroncina di un ingegnere e si andava ad incastrare nella parete posteriore della baracca come se fosse stato una freccia scoccata da un arco.

Gli sconvolti tecnici Britannici hanno trasmesso alla NASA i risultati disastrosi dell'esperimento e i progetti del loro parabrezza supplicando gli scienziati Americani perché dessero loro dei suggerimenti.

La NASA ha risposto con un appunto della lunghezza di una riga:
- SCONGELATE I POLLI.

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GiornaLAte calcistiche 
Appunti di calcioschifopoli.

Questo è un mondo nel quale è difficile distinguere il bene dal male.
L'unica vera sconfitta dall'Europeo, come è noto, è l'Inghilterra, tutte le altre dentro. Al termine dei gironi eliminatori i commenti stampa furono da ovazione al grande calcio: Un europeo appassionante, storico, mai state tante nazionali di prestigio come questo.. sembrerà un mondiale.
Poi al sorteggio di ieri ci si lamenta del girone difficile. Delle due una, vuoi una competizione con squadre all'altezza o un torneo di dilettanti?

Ormai è ufficiale, i catanesi risultano essere i tifosi più imbecilli del pianeta. A 10 mesi dall'altro tragico catania-palermo investono di uova il bus del palermo.

Il Napoli perde 5 a 1 a Bergamo, il commento dell'allenatore partenopeo: "troppi elogi in questa settimana, a partire da me". Applausi per l'umiltà.





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Echi da Lisbona. 
Annoto al volo le impressioni più significative:

- Ho visto Benfica Milan nella curva del Benfica. Altro tifo, altro fair play spassionato.
- Mi ero scordato cosa volesse dire bere un caffè con la sigaretta accesa. Lì si fuma ovunque, nei ristoranti, in aeroporto, proprio ovunque. Meno che sull'aereo.
- Benché a mio avviso fossero un po' fuori di testa, ho visto diversi portoghesi sbracciati. il loro inverno è comunque una nostra primavera.
- La città è una gigantesca piastrella di ceramica. si vedono le influenze islamiche immerse in una tradizione profondamente cattolica. Contrasti pittoreschi e suggestivi.
- Costa tutto uguale a qui meno che il cibo, che appunto, costa di meno.
- I cartelloni della Vodafone stanno sostituendo le piastrelle, i centri commerciali (immensi) i campi di cavoli.
- L'aria è fetida di puzza di baccalà. non perché ci sia pesce rancido in giro, ma proprio perché c'è un notevole commercio, stoccaggio ecc di baccalà.
- Sul corso principale di Baixa Chiado ti rincorrono per venderti fumo, coca e castagne, è una gimkana continua fra questi soggetti. Tutto intorno cumuli di gente svaccata a terra. Per capirci, Amsterdam a Lisbona gli fa una sega.
- L'informazione portoghese è di gran lunga più libera e oggettiva della nostra.
- Il comunismo è all'opposizione ma è forte, presente, e si vede.
- In linea generale, da tante piccole cose, si percepisce un tenore democratico molto più avanzato del nostro. Si possono condividere o meno certe politiche, come la tolleranza alle droghe o a stocazzo di fumo passivo che qui sembra che ammazzi più degli avvinazzati di notte ma non ci sono cazzi, individualmente sono più liberi di noi.
- Ho portato il bimbo all'acquario oceanografico di Lisbona (oh, OCEANOgrafico, mica una affluente dei navigli). L'acquario di Genova è 5 volte più grande e più fornito.
- Il ponte Vasco da Gama (18km), se c'è un po' di foschia, si vede l'inizio e poi sembra scomparire nell'oceano. Pazzesco, mai vista struttura più grande di questa.



Bella città.



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