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Diretta webcam da Camera e Senato  
linko la diretta webcam dalla Camera (o archivio delle registrazioni passate) e dal Senato



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5 punti x 1000 
Mah.. la mamma del bimbo a cui hanno tagliato la lingua... a me è sembrata un tantino sciacalla.

Non si tagliano le lingue ai bimbi, ma non ci si compra nemmeno un appartamento nuovo se dovesse accadere.


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Z-List 
Unpercento
mi ha invitato a partecipare a questa iniziativa, "nominandomi" nella sua Z-List. Ma che cos'è una Z-List ? Sostanzialmente è un elenco dei blog che crediamo meritino attenzione, per contenuti, per originalità o per qualche altra ragione. E' nata, un paio di mesi fa, da un'idea dall'americano The viral garden ed ha lo scopo di dare evidenza ai blog meno noti offrendo loro maggiori contatti, in contrapposizioni forse agli elenchi ufficiali (A-List) che solitamente sono i blog di personaggi famosi. Peccato che nel passaggio in Italia abbia perso buona parte dello scopo iniziale, che era quello di incrementare man mano la lista aggiungendo in testa ad essa i nostri preferiti e non limitandoci a stilare il nostro elenco.
Di seguito ecco dunque la mia Z-List , che contiene non solo i miei "nominati", ma anche quelli che ho trovato nella lista precedente.
Ovviamente non indicherò le blog stars sennò andrei contro la filosofia della Z-List. Chi vorrà proseguire la catena (e spero proprio che i miei nominati lo facciano!) non dovrà fare altro che copiare questa lista (assicurandosi di copiare anche i relativi link) ed aggiungere in cima all’elenco sia il blog in cui sono stati nominati sia i blog che trovano interessanti. Semplice no?


Pibua
Fly
Stella
Diderot
Gidibao
RedRain
Lameduck
Avere o Essere
Ohibò mi garba
Fabio Guerrazzi (prcValdelsa)
Streets of Imperia
Pensare in Profondo
Il blog di Chit
Blabla-Sonia
Bhikkhu
Bloggando si impara
BraGiu.net
Friends For Free
Human Rights
Looking for my world
Mi Casa es Tu Casa
ivansantoro.net
Not In My Name
Ruffled Thoughts
moltitudini
M@d Riot
Dancing through wind and sand
A.I.U.T.O.
Il blog di pennarossa
Daniela Tuscano
KRepa’s KorNeR
unpercento
Al centro dell’universo e dintorni
Curly and the universe
Gidibao’s Cafè
LabottegadiKit
La fabbrica di noci (WebLogin)
DicronacheEliberoPensiero *
Uriel - il cammino del lupo *
Ladytux *
Kelebek (Miguel Martinez) *

* nuovi inserimenti

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Can't spell CLASS whithout the ASS (parte II) 


C'era un governo prima del 21, ce n'è un altro dopo .

Gli attori protagonisti sono gli stessi, la politica sostanzialmente la stessa. Quello che invece si è radicalmente trasformata è la percezione pubblica di una situazione che è passata dalla catarsi dello " stamo a vedè " al crudo (e per certi versi violento) dibattito tra i vari gruppi di destra, centrodestra, di centro e di sinistra. Gruppi di persone comuni, che di politica spesso ne sanno quanto un macellaio ne sa di astrofisica.

Dal 9 Aprile al 21 Febbraio abbiamo tutti ( per tutti intendo il popolo delle primarie ) monitorato e sostenuto con attenzione l'azione di governo. Avevamo appena vinto le elezioni, subito dopo i mondiali di calcio, fu un lusso davvero inaspettato, un vero orgasmo collettivo. Eravamo i più forti, era il nostro momento, non ce lo avrebbe rovinato nessuno. Impossibile non immaginare un futuro radioso.
Si poteva toccare con mano il senso comune del " Pronti a tutto pur di non farlo cadere ", era palpabile in qualsiasi considerazione o critica mossa a favore o contro questa coalizione.

Erano tempi di quiete, attesa, speranza, convinzione e condivisione suprema.

" La TAV si fa, ormai non possiamo più tornare indietro ". Su questo il nuovo governo fu chiaro da subito, e mentre la val di susa piangeva lacrime di sconfitta tutti ad applaudire la coerenza e la fermezza in un progetto retaggio del centrodestra: serietà e affidabilità! era la percezione di questo esecutivo, anche la mia, se devo essere sincero.

Poi ci siamo scannati allegramente per il primo provvedimento d'indulto , a giudicare dai più scandaloso. Grandi teoremi, risse ideologiche, pacche sulle spalle, sopracciglia arricciate, nasi storti, tutti amorevolmente convinti che si poteva subire questa scelleratezza legislativa.
Ci siamo abituati da subito a mettere dall'altra parte della bilancia il cavaliere mascarato e il gap appariva sempre incolmabile. " Ma si, che fa, sempre meglio di Berlusconi ".

Poi è arrivata la finanziaria . E ridai con dibattiti, pacche, tirate d'orecchie, alle diatribe di sondaggiopoli " E' giusto tassare tanto gli italiani?" Per la maggior parte si, per altri forse esistevano alternative meno cruente, ma " Vabbè, sempre meglio di quella di Berlusconi ". E via così, si va avanti.

Poi il TFR , che ha radunato il popolo delle primarie in grandi sale ad ascoltare i sermoni della CGIL sulla nuova fruttuosità delle pensioni, quando nessuno continua a non capirci nulla. " Ascoltiamo e fidiamoci del meno peggio, che vuoi fare in questi casi.. ".

Poi il caso Welby , da una parte spallucce e braccia aperte, dall'altra contestazioni, manifestazioni, settimane di porta a porta sulla morale cattolica, sulla giusta e dolce morte. Il governo immobile. Ok, tutti d'accordo: " Sempre meglio di Berlusconi ".

Poi qualcuno ha cominciato a nutrire invidia sospettosa per la laica spagna e s'è buttato a peso morto sul tira e molla dei PACS. E vai con l'altra paccata di dibattiti, porte a porte, vatican show, bloggate, ditate sui monitor: "Vedi? se c'era Berlusconi figuriamoci se passavano i PACS ". Si, ma cambiamogli nome, mettiamogli DICO, fa più figo.

Ma in fondo, di tutte queste scaramucce, alla cassiera del supermercato, che gliene frega?

E infatti non tarda ad arrivare la doccia fredda. In Afganistan si avvicina la primavera, si scongelano i ghiacci dalle montagne, si alza la polvere del deserto, i Talebani e AlQuaeda correranno a riconquistare le posizioni di controllo.
Dunque arrivano le prime strategie militari americane " dobbiamo arrivare prima e sorprendere tutti " (ah! tu si che sei furbo, bella sorpresa se lo annunci in mondoconferenza), c'è L'IRAN che incalza con il nucleare, l'Iraq non vuol trovare assesto politico e nel quadro complessivo strategico americano si fa avanti l'ipotesi di raddoppiare la base di vicenza .

In un clima di goliardica beffa si consuma la tragedia di questo governo. I politici di sinistra restano saldamente uniti alla fedeltà della coalizione ma dichiarano apertamente di appoggiare la protesta vicentina. Si riaprono i dibattiti sull'alleanza atlantica, sullo sdegno del servilismo americano, qualcuno cerca di placare gli animi " ma in fondo che vuoi che sia, una base in più una in meno non cambierà certo nulla ", PdCI e RC fanno sapere in tutte le tv che sul voto ai finanziamenti in Afganistan voteranno contro.
Intanto riappare la sinistra della lotta armata, BR arrestate in motorino e dichiarate prigionieri politici (mah!), nella dissidenza generale qualcuno sostiene anche che forse questi arrestati vanno anche un po' compatiti.

Bene, siamo arrivati al 17. Un orda di bandiere rosse invade Vicenza , dopo una non chiara strategia della tensione da parte dei media e dei politici, parte dei sostenitori di questo governo, parte del popolo delle primarie, sfila ballando e fischiettando sulle note antiamericane dei pulmini carichi di vino rosso, in assoluta armonia e tranquillità.

Si arriva al 21, giorno del massacro. D'Alema, cosciente di non ottenere il voto unanime alla futura interrogazione di marzo sul finanziamento sull'afganistan anticipa le consultazioni al senato chiedendo la fiducia sulla linea esecutiva estera e annuncia: " O passa o il governo cadrà ". Come a dire " Se c'è l'unanimità ora dovrete sostenerla anche a marzo ". I 'radicali' di sinistra sanno benissimo che è la ghigliottina per l'appuntamento di marzo e coperti dalle recenti dichiarazioni di partito su vicenza non esitano a dissentire, proprio per evitare di sputtanarsi successivamente con l'afganistan.
Come volevasi dimostrare, non passa. Per 3 o 4 voti del centrodestra e per due voti inespressi del centrosinistra viene bocciata la linea esecutiva estera.
Si va subito a controllare chi è il bastardo di centrosinistra e si scatena il macello mediatico.
Quello che succede dopo è storia recente, tornano in discussione i DICO, si riapre il dibattito sulle pensioni, sulle missioni, sulla alegge elettorale e chi più ne ha più ne metta. Pagliacciate da monarchie napoleoniche. Si comprano i voti dall'opposizione, si sfollina , si battono i piedi.

Il popolo delle primarie è ancora li " bastardi comunisti, state riconsegnando l'italia a berlusconi, coglioni, inutili idioti!".
Ci sono altre priorità, dei DICO non frega più niente a nessuno, della basi men che mai, delle pensioni che ce le grattano da sotto il naso non se ne parla nemmeno, i comunisti sono dei traditori, si riaffaccia lo spettro Berlusconi, occhi aperti e tutti sugli attenti!.

Ora dopo questa lunga riflessione cronologica tocca una riflessione personale. Io che sono uno dei coglioni di sinistra credo che sosterrò ancora per un bel po' questo governo , perché anch'io ho votato alle primarie, ho una certa dignità e non ne sono ancora del tutto pentito. Ciononostante non riserverò la minima critica strutturale ad una politica che non mi piace pur continuando a sostenerlo come dovrebbero fare tutte le persone di buon senso, comunisti e democristiani.

Quello che non mi va giù è come l'altra parte della gente delle primarie abbia percepito un così enorme senso di scollamento con quelli che sono i principi storici della sinistra. Ho sofferto non poco nel rilevare un così marcato berlusconismo da luogo comune anche in quelle persone con cui credevo di condividere fino a ieri principi e valori socialmente e moralmente accettabili. Si fa passare l'indulto, la finanziaria, la riforma pensionistica di cui nessuno c'ha capito niente, e si fa passare anche la partecipazione (di pace sostiene qualcuno) ai campi di battaglia ( L'italia è nella NATO e nell'ONU, con la NATO appoggiamo e forniamo armi ad Israele e con l'ONU raccogliamo i cocci in Libano ) e si da addosso ai comunisti, nè più nè meno di quello che faceva Berlusconi.

Trovo che nel pensiero comune della gente si sia instaurato il germe dell'accettzione passiva di qualsiasi compromesso pur di non rivedere l'altra parte al potere. Ma fino a che punto? Esisterà un limite? Possiamo augurarci che critica costruttiva significhi anche " non lasciamo che facciano tutto quello che vogliono " o davvero siamo nelle condizioni in cui un voto contrario al senato vale la lapidazione e linciaggio di un intera rappresentanza politica?

A margine di questa considerazione voglio accostare quella del ben più illustre Oscar Luigi Scalfaro sul corriere a proposito dei dissidenti comunisti:

«Non me la sento di associarmi al tiro al bersaglio verso "un operaio divenuto senatore", come hanno voluto definirlo. A me pare un uomo convinto delle proprie idee pacifiste e comunque rispettabile e autorevole al pari di qualsiasi altro che sieda al Senato. Insomma: è troppo facile, specie se si sta in posizioni di vertice e ci si è concessi di blaterare in libertà, prendersela poi con quanti si presume siano deboli. Mi viene in mente la risposta che Giovanni Gronchi, già sindacalista battagliero e capo autorevole di una sinistra dc, diede a chi gli chiedeva se era soddisfatto d'essere stato eletto alla presidenza della Camera: "Sono stato messo in una carrozza dorata su un binario morto". Una metafora per tradurre alla sua maniera la realtà di silenzio e di pacatezza che da quel momento doveva vivere».


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Can't spell CLASS without the ASS (parte I) 


Andreotti su Repubblica:


[..]
Vuol dire che voterà la fiducia?
"Sono stato lontano ma ho seguito l'andamento dei fatti. Ho letto soprattutto il nuovo programma al quale ha lavorato la maggioranza".

E qual è il suo giudizio?
"Positivo. Ho notato con piacere che certi punti non fanno più parte degli obiettivi dell'esecutivo".

Si riferisce ai Dico, al riconoscimento delle unioni civili che lei non aveva fatto mistero di non condividere affatto? "Sì, ho visto che i matrimoni omosessuali, diciamo così, saranno accantonati. E questo è condivisibile. Dunque penso che non dovrebbero esserci difficoltà per il governo ad andare avanti".
[..]



ROTFL! (scusate - rido per non piangere)

Se era rimasto qualche dubbio sulla politica di questo governo fatta a immagine e somiglianza dell'opposizione ora non ci sono più scuse. Il popolo dei democratici che in tre giorni ha vomitato veleno sulla sinistra ( non chiamatela più radicale perché ne esiste UNA sola e non è certo la vostra ) dovrà ammettere che i loro dispensatori di verità universale per tenersi in piedi stanno vendendo anima e corpo (leggasi culo) al diavolo. Dopo la tirata d'orecchie (ceffoni, pedate e manganellate) verso l'area di sinistra avviano le concertazioni con il centrodestra pur di ottenere il più largo consenso possibile: Via i DICO . Vediamo se avranno ragione. Vediamo quanti altri ne abbindolano, a quanti faranno esprimere il voto contrario ai loro principi . Ma che succede se si sbagliano e non passa la fiducia, stavolta si griderà alle checche dure e pure delle aule parlamentari ? li chiamerete gli irriducibili culi duri ? direte " per il governo questi finocchi sono inutili ?"

Vediamo quanto durerà questa farsa del " famose meno male possibile"


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Perché assolvo Franco Turigliatto 


Senatore della XV Legislatura (dal 28 aprile 2006)

Regione di elezione: Piemonte
Nato il 13 dicembre 1946 a Rivara (Torino)
Residente a TORINO
Professione: Impiegato
Elezione: 9 aprile 2006
Proclamazione: 18 aprile 2006


Gruppo RC-SE


Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale)
Membro della 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea)
Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche"
Membro della Delegazione italiana all'Assemblea parlamentare della organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE)

Come Membro della commissione sulla Previdenza Sociale è facile immaginare che sia arrivato alla mozione d'Alema già con una certa confusione, e dopo essersi dimesso da senatore e liquidato dalla dirigenza del partito commenta così la vicenda:

"Ho sbagliato, mi rendo conto, ma non avrei mai immaginato che il mio partito dovesse buttare giù così tanti rospi".

Tenendo conto del fatto che i senatori devono rispettare il ruolo istituzionale che rivestono ed esprimere la loro posizione secondo coscienza, partito a prescindere, é impossibile non capire Turigliatto. Puoi non condividere nulla della sua posizione ma viene difficile non comprenderne lo sconforto, soprattutto in funzione del popolo di Vicenza che gli ha dato il mandato. Votare SI su una questione che ad aprile appariva sotto tutt'altra luce, riconoscerti in una manifestazione di centinaia di migliaia di persone e tra i banchi di palazzo madama vergognarti di venir meno al mandato è mutua conseguenza.

Immagino l'ex senatore tra quei banchi, davanti alla scheda, astrarsi dalla confusione dell'aula e riflettere in intimità: "chi sono, cosa sto facendo, per chi lo sto facendo" e in un attimo prendere coscienza di quanto sarebbe liberatorio quel benedetto NO, svincolante dal peso soffocante di quel ruolo. "Rinuncio a tutto, non posso far parte di un teatrino di accordi sottobanco, promesse disattese, fra spintoni, tirapiedi, marionette. Niente di tutto ciò mi appartiene.
Voto NO e mi dimetto seduta stante. Libero per sempre, continuate voi, succeda quello che succeda.

Questi, cari miei, non sono Trozkysti, non sono i puri e duri che andate farneticando. Queste sono persone oneste.

L'avete visto bene? vi sembra un seguace di Luxuria? uno che indossa la Kefia o si incappuccia nei centri sociali e imbratta i muri? Questi sono i vostri duri e puri? Uno così è impensabile che non abbia saputo o che abbia sottovalutato a cosa andava incontro il governo con il suo NO, uno così conosceva esattamente tutte le conseguenze nei minimi particolari, uno così non agisce per spirito rivoluzionario, per coerenza con la base o per spirito di contraddizione ideologica, uno così si tira fuori per delusione personale profonda, per amarezza e per non poter continuare a reggere un gioco sporco.

Uno così, a votare NO, c'è stato portato in braccio.

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12 contro-punti 
Raccolgo l'idea di ed di formulare un contro-programmino di 12 punti.


1.« Ritiro immediato del contingente militare italiano da ogni paese. Programma di uscita progressiva dagli impegni NATO e ONU e da qualsiasi partecipazione con ONG internazionali. Sostegno costante ad iniziative di ONG nazionali il cui scopo risulti esclusivamente di carattere umanitario. Impegno programmatico a lungo termine per la riqualificazione delle aree destinate alle basi americane. Riqualificazione di tutta la produzione bellica con particolare attenzione alle politiche di controllo sul transito di materiale bellico sul nostro paese»

2.«Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione».

3.«Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile, cancellazione del progetto Ponte di Messina, progressivo trasferimento del trasporto da gomma a linee ferroviarie ».

4.«Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori».

5.«Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni».

6.«Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza. Rinnovo delle politiche sulla sicurezza degli impianti sportivi e del ruolo delle forze dell'ordine. Cancellazione dell'indulto ».

7.«Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)».

8.«Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali. Riqualificazione del recente progetto sul TFR con immediata semplificazione per il cittadino e innalzamento dei livelli di garanzie a lungo termine ».

9.«Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l'estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido. Immediata attuazione dei DICO e revisione del concordato con la chiesa cattolica ».

10.«Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate. Impegno programmatico a brevissimo termine per la riforma della legge elettorale, determinazione di regole definitive sul conflitto di interessi e sul sistema radio-televisivo».

11.«Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo».

12.«In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio, in collegio assieme al presidente della Camera e del Senato , è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto, compatibilmente a quelle espresse dalle parti ».


E ora una domanda: quanti 'democristiani' NON lo sottoscriverebbero? .

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Blog e crisi di governo 


- "Fabio, è in tavola, vieni giù!"
- "..un attimo solo, sto rimettendo insieme governo e opinione pubblica."



FlameWarriors

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VE - RGO - GNA 
A tutti i Democratici Cristiani resuscitati
A chi ha creduto che sarebbe caduto il governo
A chi sostiene il meno peggio e ne va anche fiero
A chi vota SI con la coscienza sporca
A chi mangia i comunisti
Alle crisi inventate
Ai blogger lobotomizzati
Ai dispettosi indispettiti
Ai subalterni degli americani
Ai pugliesi coi baffi neri
A chi paga le missioni internazionali
A chi ruba la pensione
A chi stipula contratti a progetto
A chi non vuole i DiCo
Agli appelli del vaticano
A chi non è più di sinistra e non lo sa
Agli israeliani
Ai kamikaze
Agli ex comunisti
Ai razzisti
Ai fondamentalisti
Ai talebani
Alle BR
Alla lotta armata
Ai bugiardi
Ai fascisti
Ai 12 punti
Ai doppiogiochisti
Ai franchi tiratori
Ai massoni
Alla P2
Ai terroristi
Ai repubblicani americani
Ai turchi
Ai ladri
Ai leghisti padani
Ai furbi
Agli idioti
Ai quaquaraqua
Ai ciarlatani
Agli incastrati
Alle marionette
A Bondi
Ai cerchiobottisti

E sappiate che mi vergogno anch'io, domenica sfilerò per sostenere questo governo, perché è giusto così, perché non si può fare diversamente.

Vergognarsi non costa niente, riflettere ancora meno, dovremmo pensarci tutti un po' di più






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Giorni da dimenticare 
A scanso di equivoci va detto, D'Alema ha esposto la sua relazione abbastanza ragionevolmente: "non possiamo tirarci indietro, facciamo parte del consiglio di sicurezza della NATO, siamo parte integrante dell'ONU, dobbiamo tenere fede alle nostre responsabilità".
Non è stato particolarmente aggressivo, non ha sottoposto nulla di così lontano da quello che conoscevamo già. Ha semplicemente fatto il suo mestiere, invitando l'aula ad approvare una mozione di fiducia agli alleati. Niente di così scandaloso, se non fosse per il fatto che dietro a questa richiesta vi è una politica generale che di sinistra ha mostrato finora poco o niente. E allora alla domanda "perché la sinistra radicale manda tutto a puttane", sarebbe lecito rispondersi "perché il governo sta facendo politica di destra". Invece i paladini del politically correct si scagliano contro i dissidenti dimenticandosi del conflitto di interessi mai risolto, di stocazzo di TFR truffaldino, dell'eutanasia, dei DICO, di una ferrea campagna elettorale basata sul principio della smilitarizzazione progressiva e di una finanziaria che non ha soddisfatto nessuno. Tutto svanito in meno di mezz'ora. Lo spauracchio del governo tremolante ha evocato veleno verso il capro espiatorio più facile da bersagliare: Rifondazione Comunista. I comunisti. La merda ammucchiata sulla merda di destra non ne cambia il sapore, resta merda.

Ieri, tenendo d'occhio il televideo, tra le news dal senato si è incastrata un'altra notizia, quasi a disturbare il clima preoccupato degli italiani: "La Danimarca ritira tutte le truppe dall'IRAQ". Non ci ha fatto caso nessuno, non fa notizia, non può distogliere l'attenzione dai comunisti di merda che hanno fatto cadere il governo. Invece guarda un po', nella mia visione della politica di centrosinistra avrei preferito leggere Italia al posto di Danimarca.
Ok, non si può pretendere tanto da chi ha dimostrato solo impegno per non spostare l'asse berlusconiana che ha caratterizzato l'italia negli ultimi dieci anni. Non si può nemmeno pretendere che tutti si trovino daccordo come mucche al pascolo, eh. Turigliatto ha ammesso, con non poca amarezza "non posso continuare a votare cose che non condivido", lasciando intendere che l'ha già fatto fin troppe volte. Si può condannare quello che vi pare ma non si può pensare di reggere a vita una coalizione su voti espressi con la nausea alla gola.
Questo governo sapeva benissimo di giocare sul filo di lana al senato, tutti sapevamo che i numeri erano precari, tutti sapevamo che se il centrosinistra avesse continuato su questa linea politica sarebbe collassata. Elencherei i link di tutti i post sinistroidi che hanno espresso questa critica al governo se non sapessi che in cuor loro sanno benissimo che è così. E allora perché perseverare su una politica di scontro quando sarebbe bastato qualche segnale di semplice concertazione? perché non sanno fare politica, non sanno governare, non hanno nè numeri nè mezzi, ecco perché cadono i governi. E sarà sempre così fino a quando non si metteranno in testa che per stare insieme o si cerchiobotta o si va a casa.

Avanziamo qualche ipotesi:

Segnale numero 1 : Presa di coscienza che il concordato con gli americani non ci ha giovato per un cazzo. Eh? no, fai te, tira le somme, fai un bilancio e scoprirai da solo che NOI siamo serviti a loro e a noi non è mai venuto un cazzo. Hai sentito parlare di aziende multinazionali a conduzione italiana sparse per il mondo grazie all'impegno nella NATO? no, non c'è un cazzo di tutto ciò, noi non contiamo un cazzo in ogni angolo del pianeta e stiamo ancora qui a menarcela con la fedeltà all'american dream.

Segnale numero 2 : Preso atto del primo punto si fa tesoro dell'esperienza Zapatero e si dimostra coerenza. Non mi pare che la Spagna sia collassata per aver rinunciato alle dinamiche internazionali. Anzi, a me sembra il contrario, la Spagna sta molto bene, molto compatta, molto "economicamente sollevata".

Segnale numero 3 : Si prendono le teste più calde in disparte (berlusconi aveva i bossiani, prodi i carusi) e gli si dice: "rappresentate l'enne percento di questa coalizione, chiedete l'enne percento e vi sarà dato, dopodiché zitti e muti". Berlusconi lo fece concedendo il federalismo, Prodi non mi risulta abbia mai concesso una virgola. Il comportamento di questo governo equivale a quello di berlusconi del 94: cadde perché non seppe dialogare con la lega. Berlusconi ha imparato, Prodi è la seconda volta che commette lo stesso identico errore. E vabbè, che vuoi farci, abbiamo perso le speranze che capisca e si adegui.

Segnale numero 4 : Si forma una precaria coalizione per vincere le elezioni con uno scarto esiguo, si soverchia il dittatore censore della libera opinione e NON ci si mette a tavolino per fondare il Partito Democratico come segno di scollamento radicale da quella parte che sta insieme a te nel governo. Come a dire a tua moglie, ti ho sposata ma sappi che mi fai cagare a spruzzo.

Segnale numero 5 : Si prende atto che alla manifestazione di Vicenza molta gente si è invasata di un successo effimero e se ne tiene conto, si evita di relazionare al senato una politica di appoggio americano e si aspetta che si offloscino gli ardori.


Considerando infine che Berlusconi avrebbe licenziato in tronco il suo ministro facendo passare la disapprovazione dei senatori come "piccolo incidente di percorso", il "prenderla bene" di Prodi dimostra davvero un comportamento fuori da ogni logica politica. La richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio è la pagliacciata che questo teatrino dei dispettosi mette in scena come atto finale di una bruttissima commedia.

Ecco, ora potete dire che è colpa nostra, dei comunisti, non me ne frega più niente. Restiamo orgogliosi di rappresentare chi NON VUOLE AVERE NIENTE A CHE FARE CON I DISEGNI IMPERIALISTI GUERRAFONDAI AMERICANI e rimettiamo a loro il giudizio di merito. Torna Berlusconi? amen, target sputo più definito, vorrà dire che chi gli ha ceduto il passo non ha saputo mediare con i propri alleati, in fondo in politica è questo che si dovrebbe fare, no?



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C.V.D 


D'Alema Bis.


Era nell'aria

Sulle posizioni non si retrocede di un millimetro screditando completamente quanto concordato in campagna elettorale, si da la colpa a quelli di rifondazione e si mandano tutti a cagare.

Tutto a puttane per la seconda volta.



Kilombo reagisce, non ci sta, la sinistra si incazza con chi ha votato contro la relazione di D'Alema.

Lo stesso Kilombo solo due giorni fa ha pubblicato una lista di standing ovation per la ritrovata sinistra alla manifestazione di Vicenza.

Bravi tutti, bella coerenza. Complimentoni.

Non è possibile siglare un accordo di smilitarizzazione per poi cambiare le carte in tavola in corso d'opera e pretendere pure di avere ragione!!.



A Vicenza ho avuto la sensazione che molta gente fosse lì per la giornata di festa, fra camioncini poppettari, vino rosso in allegria, maschere di carnevale, fuori e dentro le teste.
Sensazione confermata.

Guarda, per lo schifo mi dimetto anch'io, da cosa non lo so ancora ma qualcosa troverò.



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Video della manifestazione di VICENZA 


Ecco il video che abbiamo girato alla manifestazione di ieri a Vicenza.

Pochi bimbi
Molta sinistra
Molto incazzata e compatta.

Nel video il direttore del Manifesto Gabriele Polo, Agnoletto e Silvia Baraldini.






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Perché Vicenza 


Raccolgo le polemiche di alcuni militanti, compagni e persone che nutrono dubbi sulla prossima manifestazione di Vicenza per rilanciare l'appello sul perché dobbiamo esserci tutti, in tanti e convinti.

Qualsiasi cosa succeda a vicenza (grande folla o diserzione totale) verrà comunque strumentalizzata. Occhi puntati su black block veri o falsi che siano, sugli anarchici, sulle bandiere di governo e via discorrendo. Sappiamo come funziona la risonanza di queste manifestazioni sui media, ci siamo abituati. Esserci è il segno di chi se ne frega delle dinamiche ottuse dell'informazione filtrata. Ci saremo, e dovrebbero farlo tutti quelli che si sentono di sinistra, semplicemente perché questo tipo di battaglie si fanno per coesione di idee. Poco importa se non spostano di un capello le decisioni strutturali, è importante che in un momento come questo, proprio per le contraddizioni che sono dietro la manifestazione, la sinistra trovi un momento di aderenza ideologica e ne faccia bandiera comune.

Se anche la gente di sinistra comincia a lasciarsi sfuggire occasioni come queste per ritrovarsi e confrontarsi basta dirlo, possiamo chiudere i battenti e consegnare le chiavi alla destra da subito. Se esiste ancora gente di sinistra è bene che esca allo scoperto, ora o mai più.

Trovo corrette e coerenti le dichiarazioni di Prodi quando dice che il governo non può manifestare contro se stesso, ha ragione da vendere, i ministri non dovrebbero andare a vicenza. Ma a chi avanza polemiche (in special modo compagni) perché un partito come il nostro interno al governo manifesti contro la base americana commette un grave errore di valutazione: NOI NON abbiamo facoltà di esercitare l'intero nostro progetto politico pur essendo al governo, è un dato oggettivo insindacabile. Sgomitiamo nel rispetto delle regole di convivenza dalle quali non possiamo esimerci per ovvi motivi. Ritengo quindi importante sottolineare la militanza di due sistemi politici distini, entrambi partoriti da Rifondazione stessa: una parte lavora su un piano politico di governo e una parte scende in piazza tra i cittadini.

Cari compagni, dov'è il problema?

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Unioni Civili: Siena medaglia d'argento 


Dopo il primato attribuito dal Sole24ore come città con miglior vivibilità d'italia , quello della Cgia di Mestre come città con maggior pressione fiscale , Siena sale di nuovo sul podio, questa volta preceduta solo da Bolzano, nella top ten elaborata dall'ISTAT sulla percentuale di coppie unite civilmente. Si tratta infatti del 74.5% , le coppie unite con celebrazione davanti al sindaco nella fiabesca cornice di Piazza del Campo.
Bolzano taglia il traguardo con pochissimo scarto, il 78.9% e subito dietro Firenze con 67.5%

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Treno per Vicenza, ultima chiamata. 


Noi ci saremo.

Non faremo casino contro la polizia.
Non spaccheremo auto.
Non incendieremo cassonetti.
Non tireremo pietre.
Non scriveremo sulle vetrine.

Fate altrettanto, in tanti.





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