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Buongiorno notte. 
Nella bagarre elettorale si è scritto e detto di tutto. Se a qualche piccione, salamandra, opossum, fosse sfuggito il risultato elettorale del 13, LA SINISTRA NON E' PIU' IN PARLAMENTO.

Condivido un sacco di posizioni di quelle che ho sentito,
non tutte ovviamente, ma quel che è stato detto più o meno corrisponde.
Mi sento di aggiungere un paio di cose.

Per prima, mai visto nella storia, i militanti di un partito che votano un altro partito. E' successo, ho saputo, ho verificato, che all'interno della Sinistra Arcobaleno (parlo di membri dirigenti locali) qualcuno ha votato un pò più a sinistra, o PCDL o SC. Forse qualcuno ha pensato al voto utile e nella confusione all'ultimo all'ultimo ha segnato il simbolo del PD, o della lega, chissà.

Ma poi cazzo ti lamenti, dico io.

Secondo, mi sento di condividere quello che ha detto Lerner ieri sera. L'avrei crocifisso per la faccia dell'affamato che si è saziato, lui e tutti i suoi amici del PD, ma ha detto una cosa sacrosanta. La sinistra si è presentata pretendendo di rappresentare i lavoratori mentre gli operai stavano valutando alternative più convincenti.

Semplice, lineare, drammaticamente vero.

Oggi dovremmo ripartire da qui. Chiederci prima di tutto chi stiamo rappresentando, e soprattutto assicurarsi che loro ne siano al corrente.

Tante ipotesi, pianti e rimpianti, braccia allargate. L'ultima cosa da fare però, a mio modesto modo di vedere, è quella di gettare la spugna e andarsene per conto proprio.

Condivido anche la posizione di chi dice che VINCERE le elezioni con un italia in questo stato non rientrasse negli obbiettivi del PD, giustamente, ma chi glielo fa fare.

il PD si è limitato a tirare la catena, è rimasto un attimo per assicurarsi che tutto lo scarto confluisse nel tubo della fogna, si è girato verso il lavandino e con calma si è sciacquato le mani, senza sapone. Il tempo di dare una rapida occhiata al nodo della cravatta, passarsi la mano sui capelli ed ha abbandonato il locale portandosi dietro il tintinnio dei tacchi di cuoio sul pavimento. Poi ha tirato fuori dalla tasca un bigliettino e si è ricordato la prima cosa da fare in agenda. "telefonare all'avversario e congratularsi per la vittoria"

Auguri, Italia.

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