Dopo aver annoiato con i motivi per i quali qualcuno sente la necessità di dipinge parliamo di qualcosa di più tecnico, partendo dai materiali
Quello che serve sono pennelli, colori, solvente, 2/3 piccoli recipienti per il solvente, uno straccio, una tavolozza e qualcosa su cui realizzare il dipinto (tela o simile).
I PENNELLI
Io uso un paio di pennelli piatti di circa 3 cm (numero 6) e un numero 4 appunta con pelo naturale (animale). Con uno piatto ci realizzo le tonalità scure e con l'altro le tonalità chiare (per non dover pulire ad ogni tocco), con quello a punta fine tutti i dettagli di precisione. Il colore fermo sul pennello può restare al massimo un giorno, dopodiché va pulito o si rovinerà. Quando riponete i pennelli fate attenzione che la punta non tocchi da nessuna parte o resterà piegata rendendoli inutilizzabili.
I COLORI
I colori ad olio sono un aspetto esageratamente importante per la realizzazione dell'opera. Da sempre li artisti di tutto il mondo si danno battaglia dibattendo sul tipo di pastosità, sulla lucentezza, sulla trasparenza, sulla marca che un determinato colore deve avere per ottenere il miglior risultato. Esiste un mare di letteratura in merito, ognuno ha il suo consiglio e la sua preferenza da sottoporre all'altro. Se mi posso permettere, con tutto il rispetto, qualsiasi tubetto va bene, è l'artista che mano a mano che lo usa capisce la risposta che ha sulla tela e si abitua ad utilizzarlo. L'unica differenza che a voler essere pignoli si può ricercare è che alcuni tipi di coloti più grassi (con più pigmenti - di colore più vivo) screpolano prima di altri. Non nutrendo l'ambizione che i miei quadri mi collochino nella storia per me si possono anche disintegrare fra una decina d'anni.
Ci tengo a dirlo perché sono rimasto impressionato dai dibattiti sul tema, che ricordo mi scoraggiavano non poco. Ad esempio avevo un set di gialli che non copriva e leggendo in giro si faceva riferimento a cose che non sapevo nè come verificare nè dove trovare. "Sarà 'caldo' abbastanza?" boh.
Poi ho capito che ero io che mi dovevo adeguare al materiale che usavo e mischiando il mio giallo acquoso ad altro riuscivo ad ottenere la copertura che cercavo. Insomma, quante storie per un tubetto.
Altra cosa da dire comprate tubetti di bianco grandi che ne va via a iosa. Meglio se comprate i colori tutti di base, grandi. Giallo, Bianco, Blu, Rosso e Nero. Io non uso mai il nero, al massimo per le parti più scure me ne servo per rinforzare il blu, ma nero puro mai.
LA TELA
La tela è il fondo madre per tutti gli artisti di pittura ad olio, quella più ambita, ciò non toglie che si possa dipingere su qualsiasi superfice opportunamente trattata. Non mi dilungo sul trattamento perché l'ho fatto una volta sola su una vecchia porta passandoci un prodotto a base di gesso caolino (una vernice bianca) e rimando l'argomento ad altri siti in cui viene spiegato in dettaglio. Per cominciare basta una tela pretrattata piccolo/media 40x50 da una decina di euro.
SOLVENTE
Per diluire i colori uso acquaragia inodore, costa pochissimo e ci lavo pennelli e mani. Ne metto un po' in un paio di recipienti che userò per diluire i colori scuri e i colori più chiari. Facendo i primi esperimenti dopo un po' mi sono accorto che usavo i colori troppo diluiti, e questo rendeva difficile la copertura. Non inondate la tavolozza di colore, ma tenete anche presente che sulla tela il materiale ci deve andare, quindi più diluite e più spalmerete quello che c'è già.
Sempre dai primi esperimenti ero abituato a pulire perfettamente il pennello ad ogni variazione di tonalità, perché pensavo di sporcare la nuova con la vecchia. Questo comportamento fa perdere un mucchio di tempo e un mucchio di diluente. In verità poi mi sono accorto che basta togliere via quello che c'è con uno straccio premendo bene e il nuovo colore non subisce contaminazioni. Di solito con un paio di cambi dai recipienti ci arrivo fino alla fine di un quadro.
IL PREZZO
Non c'entra niente con i materiali ma è un aspetto importante che vale la pena di affrontare.
Vogliono acquistare un mio quadro, quanto lo faccio pagare?
E' molto semplice, esistono due prezzi: uno affettivo e uno commerciale. Se l'opera è una di quelle che ti rappresentano nelle esposizioni, se è una da cui hai scelto di non separarti indica una cifra al di sotto della quale non intendi scendere. Ti consiglio di esagerare, qualcuno disposto a pagare tanti soldi per la bellezza c'è sempre, potresti rimanere sorpreso. Considera che all'acquirente un tuo lavoro, che tu giudichi mediocre, può evocare qualcosa a cui tu non hai mai pensato, egli può immaginarlo in un contesto o in un arredamento in cui rende molto di più di un van gogh.
Se non hai un interesse particolare a tenerlo, se devi fare un lavoro su commissione, se sei TU che cerchi di venderlo, il valore commerciale deve solo far rientrare un po' di soldi usciti per realizzare tutti quelli che non hai venduto. Per capirsi io ne ho fatti una trentina (10 decenti, và) e ne ho venduti due a 150.000 lire l'uno (prima del 2000). Di uno avrei potuto chiedere non si sa quanto, lo voleva a tutti i costi, l'altro mi è stato chiesto su commissione.
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Galleria personale
Capitolo 1: IL TALENTO
Capitolo 2: ARTE E CREATIVITA'
Capitolo 3: L'ARTE DI DIPINGERE
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