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ARNA'S CHILDREN 


E' il titolo di un film, documentario, che ho visto ieri sera.
Arna è una signora ebrea (israeliana) che si occupa dei bambini nel campo profughi di Jenin in Palestina . Suo figlio Juliano, appassionato di cinema, la aiuta istruendo i ragazzi alla recitazione. Colpito dal dramma della zona inizia subito a registrare le storie di quei bambini. Colleziona le prove, i teatrini, i giochi e i racconti di vita di quei bimbi senza futuro. Un gruppo che si riconosce e si identifica unitariamente nella rabbia, disperazione e impotenza. Un gruppo di adolescenti compatto a cui l'esercito israeliano ha distrutto ripetutamente le abitazioni ucciso parenti e amici. Tre bambini, Yossuf, Ashraf, Alaa, tre storie comuni di povertà, orgoglio e speranza. Nel film si vedono ridere spesso, in quel teatro vivono la finzione per immaginarsi la libertà negata.
Juliano segue il gruppo con costanza, ne coglie le sfumature della crescita, consapevoli di aver costruito tanto dall'esperienza del centro di Arna. Ma le cose non cambiano, l'esercito israeliano è sempre più pressante, nel 2002 sfonda tutte le recinzioni e distrugge completamente Jenin. I bambini di Arna del film hanno ora tutti dai 18 ai 20 anni, sono armati, sono nella resistenza. Yossuf, il 'comico' del gruppo teatrale, ha da poco aiutato ad estrarre una bambina dalle macerie. Yossuf partirà all'insaputa di tutti, anche dei suoi migliori amici, da solo, verso il centro, kalashnikov alla mano ucciderà 4 civili e resterà a sua volta ucciso dalla polizia. Ashraf resterà ucciso in un agguato, Alaa durante i combattimenti. Un film senza crudeltà gratuite, fatto da ragazzi che in età adolescenziale elaborano gli stessi ragionamenti dei provinati del grande fratello italiani. Ragazzi che però si stancano, con evidente comprensione dello spettatore, di calpestare macerie. Il film, a differenza di quello che può sembrare ad una lettura superficiale, non giustifica i kamikaze, al contrario mette in risalto quanto sia individuale il percorso in solitudine che porta a un simile gesto. Un pugno nello stomaco, una verità scomoda per capire cos'è stato Jenin e la Palestina, un lembo di terra dilaniata che ha ben poco a che fare con la guerra santa e molto con dignità, libertà e diritto alla vita. Un film da vedere, senza paraocchi.


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