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Rivoluzione Guzzanti 


Mi devo ricredere, e faccio un passo indietro. Alcuni giorni fa ho condiviso la teoria di pasteris che voleva Paolo Guzzanti despota supremo del suo blog, tutore della libertà confezionata su proscrizioni invisibili. Un paio di giorno dopo il senatore è uscito sul suo blog con un proclama-manifesto che mette in evidenzia la propria vittoria personale, per la pluralità degli interventi e per il tenore dei dibattiti esposti nei commenti. Va detto, Paolo Guzzanti ha saputo cogliere il momento e con la faccenda Mithrokin (2) ha trovato nel blog la sua vena più redditizia in materia di comunicazione. Pur non condividendo quasi nulla di ciò che sostiene ( uno su tutti il titolo del suo weblog ), va preso atto che in tre mesi ha superato di gran lunga i figli e gli va resa giustizia.

C'è una cosa del suo manifesto che per il momento mi sento in dovere di sottolineare:

Detto per inciso: pongo un limite a 30 righe da 60 battute ad ogni singolo post, e lo faccio con la certezza di aiutare chi scrive perché posso garantire che delle lenzuolate chilometriche, spesso bellissime utilissime, non si riesce a leggere nulla di nulla


Questo lo scrive il giornalista più prolisso di Repubblica, e come salta subito all'occhio, anche come poster del suo blog.
Suggerirei al senatore di includersi nei destinatari del messaggio.

Però mi registro, voglio capire meglio.




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