E' il suo momento, non c'è niente da fare, surclassa la Gelmini e passa al comando dello share. Lo si nota anche negli interventi, ostenta la sicurezza di chi orgoglioso ha trovato l'uovo di colombo.
Quel che è peggio è che a differenza della collega, per lui la tendenza generale è di dargli ragione.
Si perchè il contraddittorio (perlopiù ombre) parte sempre dal presupposto che qualcosa doveva essere fatto, poi a limite prosegue contestando il metodo.
Finisce che il dibattito si chiude a riccio su un punto fermo: Il giro di vite è ciò che serviva per l'efficenza del servizio pubblico.
Amen, così è se vi pare.
Al macero vanno le ideologie obsolete sui diritti dei lavoratori, la redistribuzione delle ricchezze va nella carta, l'articolo 1 della costituzione nella plastica, le pari opportunità sociali vanno nell'umido.
E' il momento del merito. Diritto allo stipendio assicurato per i meritevoli. Tutti gli altri nel differenziato, o se gli va male in una cava dell'irpinia.
Tradotto i 3 meritevoli si fanno un culo come una cesta e 5 immeritevoli non danno da magiare ai figli.
Si perché nella caccia ai fannulloni di sinistra non è contemplato che all'ufficio postale con 3 persone al pubblico siano raccolti dalla mobilità volontaria altri 5 stimatissimi e curriculati meritevoli. 3 erano e 3 restano. Con questo provvedimento si possono togliere dalla testa di spartire le attività con altri qualificatissimi colleghi. Sono loro il top, tocca a loro farsi carico dei debiti e dei crediti del ruolo.
Ed ecco che una manovra dall'aspetto così sorprendente finisce per essere un altro pugno nello stomaco per il cittadino medio, che sostanzialmente se ne fotte della produttività dell'azienda, ma perché mai dovrebbe fottergliene?
Il merito che sventola il ministro come valore moderno altro non è che l'abnegazione dell'individio a farsi spremere.
Ma la gente c'ha famiglia, sta volentieri con i figli, ama portare a spasso il cane, girare col gomito fuori dal finestrino del suv, in fondo la val d'aosta produce già il prodotto interno lordo del congo, ma che corse affannate abbiamo bisogno di fare per stare attaccati a un idea di italia che non ha possibilità di concretizzarsi?
abbiamo costruito la TAV più costosa del mondo, distrutto la compagnia aerea di bandiera, duplichiamo fedelmente DVD di gomorra, facciamo documentari su Andreotti, sbatacchiamo i manifestanti nelle scuole, abbiamo il businness mondiale della spazzatura, ma chi c'ammazza a noi?
No, era per dire, mi pare che stiamo facendo la parte delle pulci che inseguono l'ammaestratore.
Poi insomma, caro Brunetta, io faccio un mestiere in cui è richiesta un alta concentrazione. Garantisco che la mia produttività cresce nelle pause: Nelle pause trovo le soluzioni che applico nell'orario di lavoro. Sarei pronto a dimostrarlo in qualsiasi momento. Io guardampò sono meritevole grazie alle pause.
Ovvia, attendiamo fiduciosi che questo governo (o simile) si svegli una mattina e riformi la sanità, che dati gli sprechi si passi da assistenza pubblica garantita a tessera sanitaria contributiva dell'azienda.
Ti assumo, ti do da mangiare, ti riparo se ti rompi. Voglio vedere se diventi meritevole e meno.
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( 3 / 333 )Questo è ciò che, secondo me, seguirà all'entusiasmo americano dopo la fiammante vittoria barakkobamesca.
Poi magari mi sbaglio, ma ho il sospetto che non cambierà una virgola.
Non tanto per un vizio americano, quanto per qualcosa che sta succedendo in occidente da qualche anno a questa parte.
Succede in italia, in francia, negli usa, ovunque.
Tutti sono disposti a dispensare grandi slogan sui principi morali e poi concretamente succede che la gente disperata continua ad essere disperata.
Ecco perché per me Obama sta a un socialista riformista come Veltroni sta alla sinistra. Tutte chiacchiere e distintivo.
La politica non ha più forza di fare niente, ha passato la mano al capitalismo, alle grandi lobbies economiche, e come conseguenza può partorire solo leggi adattate al mercato.
La sinistra italiana, come i grandi principi messi in campo da Obama, fa esclusivamente da rappresentanza sociale, di fatto non è capace di spostargli una virgola a favore.
Forse c'ho fatto caso solo io, ma a me sembra che ultimamente chi parla di cose di sinistra parla da sinistra e fa cose di destra, chi parla di cose di destra parla di destra e fa cose di destra.
Mica per cattiveria o disonestà, è che il capitalismo ha talmente stravolto la società e creato cancri culturali che proprio non c'è più spazio per l'attuazione di regole a favore delle classi meno abbienti. Le classi meno abbienti votano a destra. e se per caso votano a sinistra, aspirano comunque a un modello di vita di destra.
Del resto sappiamo bene che è così, come noi siamo soffocati guardando cosa avrebbe prodotto Prodi non ci vorrà molto prima che l'america si accorga che chi era negro e povero prima di obama, si ritroverà negro e povero anche dopo.
Mah, speriamo che mi sbaglio...
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( 3 / 371 )Se ci fosse qualcuno che non ne ha abbastanza dei collegamenti con la Botteri per i commenti agli exit pool americani, si faccia un giro sul sito del New York Times per la mappa dei risultati in tempo reale.
QUI c'è anche il curioso bilancio delle due campagne elettorali.
450 milioni di dollari contro 250 milioni. Tutti soldi spesi in spot, trasferimenti, spillette e cartelli.
Maaaaaaaaaa con tutti sti soldi NON CI RISOLVEVANO TUTTI I PROBLEMI DEL CONGO?
update.
No, non sono sicuro di quanto la mappa sia in tempo reale.
comuque gli stati rossi sono SALDAMENTE McCain, i blu SALDAMENTE Obama
quelli brizzolati indicano i candidati in testa e quelli beige sono i Tossup, che pensavo fosse il nome di un altro candidato invece vuol dire "da decidere"
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( 3 / 375 )Stavo riflettendo sulle considerazioni di Paolo nel post precedente che mi hanno dato da pensare e che vorrei estendere.
Possibile che sia così ricorrente e così labile il confine che separa l'indignazione dall'inutile lotta fra poveri?
Ho assistito e contestato un pesante intervento razzista in un dibattito di recente, commettere la stessa ingenuità due giorni dopo in effetti non sembrerebbe molto edificante.
Però un attimo prima di arrampicarmi sulla croce mi sono chiesto perché, perché succede così spesso, e mi sono dato qualche risposta. Magari sbagliata, ma confortante per me. Non ci sono ancora salito su quella croce.
Penso che sia un problema tutto inter-nos, retaggio delle ultime selezioni elettorali, delle recenti politiche scissioniste alla highlander 'ne resterà uno solo' e alle varie incazzature per una visibile impotenza che si percepisce da qui.
Sconfinare nella lotta di classe fra morti di fame per alcuni di noi credo che derivi dal fatto che non ci va proprio giù che gli operai abbiano scelto deliberatamente di sostenere il PD o che continuino a sostenere la CGIL. Intere masse critiche abbindolati dal riformismo capitalista, ciascuno a veglia del proprio orticello per parcheggiare il SUV da difendere con le unghie. Non ci sto mica.
Noi poveri illusi che arriviamo agli scontri di forze già stremate, probabilmente siamo ancora legati al concetto di sovranità popolare.
Quindi SE E' VERO che il popolo è sovrano allora ha fatto un lavoro di merda e le generazioni future è bene che siano avvisate.
In ultima analisi mi pare che le guerre tra poveri siano un altro luogo comune di moda nel linguaggio delle sinistre per prendere tempo. Di fatto trattasi di semplice lotta di ideali, come ce ne sono state fin dalla notte dei tempi.
Mi spiace ma è probabile che un poveraccio come me, insieme alle contestazioni contro la destra, continui a sterminare altri poracci, nella speranza che si destino in tempo prima del tracollo definitivo.
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( 3 / 453 )
Notizia di oggi: il petrolio scende di altri 10 dollari e la benzina continua a far finta di niente.
Siccome la cosa mi fa piuttosto incazzare e non vedo grandi rivolte, questa volta non mi accontento del commento alla notizia "bah, e la benzina non cala!".
Basta, dal 13 al 15 ottobre farò lo sciopero dell'automobilista, e se sarò solo io a farlo mi incatenerò a una pompa di benzina impedendo a chiunque di rifornirsi.
maledette stramaledette merde.
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( 3 / 340 )Aggiornamenti congressi Toscana al 3 luglio
Aventi diritto al voto 7510 su 10643, pari al 70,6%
Aventi diritto al voto 7510 su 10643, pari al 70,6% . Votanti ad oggi 3220 pari al 42,9%
Ferrero : 1384 – 43%
Vendola : 1191 – 37%
Pegolo : 465 – 14,4%
Bellotti : 106 – 3,3%
De Cesaris : 74 – 2,3%
Fonte Rifondazione Toscana
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( 3.8 / 13 )Faccio qui quello che avrei voluto fare durante il congresso del mio circolo.
Non l'ha sentito nessuno, non l'ha letto nessuno.
Non lo leggerà nessuno nemmeno qui, ma almeno non mi rimane uno starnuto trattenuto.
Compagni e compagne,
Intervengo molto raramente nei dibattiti, ascolto, mi pronuncio poco.
Lo faccio non perché non abbia niente da dire, ma perché mentre penso alcune cose gli altri gli danno voce. Nella concordia, quindi, evitando retorica e ripetizione, me ne sto zitto.
Questa volta invece ho riflettuto molto sulle questioni congressuali, sulle cose che ho letto, sentito, e partendo da una bozza di idea che mi sono fatto sul futuro di rifondazione, sugli errori commessi e sulla sconfitta cocente, sono arrivato a conclusioni più chiare, più limpide, per me più ideologicamente proponibili.
Per questo oggi sento la necessità di intervenire, non come un avente diritto ma come un dovere nei confronti dei miei compagni.
Perché si parla del futuro di Rifondazione.
Prima di tutto vorrei sottolineare che cadere a terra non significa affatto rimanerci a vita. Ci si rialza
La buona notizia è che spesso e con sorpresa ci si accorge che va anche meglio di prima.
Da una foresta incendiata ne cresce una seconda più rigogliosa.
Gesù se non era risorto era un maghetto di bottega. Era stato un buon profeta, ma un profeta morto. punto.
Alla luce di questo, il futuro di rifondazione intanto è crederci e non darsi per vinti. E' la prima è insindacabile ricetta che esiste. I dubbi ce li hanno tutti, c'è chi si sente più comuista, chi meno, chi pensa di lavorare troppo chi poco, chi pensa di dare troppo tempo chi poco, chi pensa e chi non pensa.
Eppure senza tanti giri di parole la ricetta è semplice, è li, secondo me, alla portata di tutti. Per risorgere basta individuare bene il nemico. Focalizzato chi è, gli amici arriveranno da se.
Io ce l'ho un nemico, non so se corrisponde al vostro, ma io ce l'ho: E’ LA DEMOCRAZIA.
L'abuso di questa parola dal valore di una password (se te la scordi sei fottuto) sta generando dei fenomeni inquietanti.
In america la usano per porre in essere un REGIME, ci giustificano le guerre, in italia gli danno significati bizzarri 'lasciar correre', 'attendere la posizione dell'altro’, nel nome della democrazia dobbiamo essere più sicuri dagli immigrati, in special modo da quelli romeni che delinquono di più (gli albanesi son già passati di moda). No, se uno democratico come veltroni è d’accordo con le destre per una maggiore repressione di conseguenza io non sono democratico. Non so quanto comunista, ma di certo non democratico.
Ecco, sarebbe bene che Rifondazione Comunista la smettesse di adeguarsi ai principi democratici fasulli dei giorni nostri e tornasse a quel minimo di rigore indispensabile per la sopravvivenza di qualsiasi organizzazione.
Allo stato dell'arte Rifondazione è una scatola aperta in cui ognuno ha il diritto di buttare il proprio bigliettino senza un filo conduttore, senza un fine ben preciso. Ogni tanto si guarda a che punto è la scatola (senza leggere i biglietti, tanto ci sono scritte le stesse cose) e si discute per mesi se dichiararla mezza piena o mezza vuota.
Ordine. Ci vuole ordine. Si è parlato tanto di piramide rovesciata, ma interroghiamoci, chi ha vinto e chi ha perso?
ha vinto la classe dirigente o ha perso la base? io direi la seconda, perchè la base gliel'ha lasciato fare, significa, minimizzando, che la base non contava un bel niente.
Ma questa sarebbe una analisi e me ne tengo lontano.
Oggi si spaccia la ME-RI-TO-CRA-ZIA come un valore democratico, che trovo di una gravità assoluta. Oggi vogliono le classi composte da studenti che si applicano, che si impegnano e che arrivino, vogliono solo questi!! E quelli che non ci riescono? quelli che non possono perché minor-dotati? che hanno una famiglia che non è riuscita? La nostra democrazia gli da una pedata nel culo, ecco il rispetto dell'altro dove si manifesta. O sei democraticamente accettabile o non meriti rispetto.
Vogliamo noi far rinascere rifondazione? facciamolo su questi principi. Hanno stravolto e strumentalizzato il concetto democratico, io non voglio farne parte. Non mi interessano coalizioni o costituenti con nessuna altra forza politica, voglio ripartire da qui, CONTRO questo modello che taglia fuori una fetta consistente di aventi diritto a tutto.
Se l'obiettivo di riunirsi è quello di ridiscutere sulla scatola mezza piena o mezza vuota non sono interessato, tutto qui.
La mia percezione, magari sbagliatissima, è che il rischio che si corre sia questo.
Serve un cambiamento radicale, nella forma, nel sistema e nei contenuti.
Due parole sul nostro sistema di fare politica.
Si sa dagli esperti di comunicazione che per chiunque parli in pubblico in un ambiente con un audio sufficiente, la platea sente circa il 90% del discorso, ne ascolta il 70%, ne capisce il 50%, ne ricorda si e no il 10%. Succederà anche questa volta, se mi va bene. Sto leggendo questa cosa perfettamente consapevole di quanto arriverà a destinazione. Lo so io, lo sanno i politici, i professori, chiunque faccia l'oratore da decenni, eppure si continua ad insegnare a scuola con estenuanti spiegazioni, lezioni asfissianti, si continua a fare politica, specialmente a sinistra, con analisi su analisi delle analisi per le analisi.
Se in una classe bocciano tutti, si cambia il professore.
Se i ragazzi continuano a bocciare è il metodo che deve essere cambiato.
Invece l’impressione mia è che spesso si dia più importanza alla buona figura di colui che parla rispetto a quello che resta in chi ascolta.
La gente, i cittadini, non hanno nè tempo nè voglia di leggersi gli articoli di liberazione di Sansonetti, non hanno voglia di perdere una serata ad ascoltare i discorsi delle tribune elettorali della tv in bianco e nero.
Non hanno voglia di assistere la celelebrazione autoreferenziale del relatore.
Per come vedo io la politica non si tratta di una gara a chi lega meglio i termini 'precariato' con 'comunismo' con 'diritti civili' e 'salario'
Io non voglio che mio figlio cresca inscatolato in uno stato di polizia come in america, non voglio che ci raccontino le cazzate che per le direttive europee dobbiamo fare questo o quell'altro mentre sono tutte direttive americane. Ad amsterdam vogliono togliere le puttane dalle vetrine, i cittadini sono disperati perché è una tradizione che va avanti da più di 100 anni.
Che cazzo gliene frega al belgio o al portogallo se ad amsterdam ci sono le puttane?
Interessa agli USA che gli stati europei si fanno in quattro per copiare, perché privando l'individuo della libertà di scegliere lo gestiscono meglio. Laggiù vivono scatolati, da laggiù vogliono scappare, vogliono venire in italia, adorano l'italia. Chi glielo racconta che fra qualche anno non si saranno spostati di un centimetro?.
Voglio che si parli di energie alternative, sempre, in ogni dibattito, che ci sia un ampio e cazzuto impegno sulle alternative ai costi abituali di ogni cittadino, dalle bollette alla jungla di tariffe per una cazzo di telefonata.
Voglio il monopolio controllato, un monopolio che funzioni, non che sia un parcheggio per impiegati statali o per grandi scalate economiche. Affanculo la concorrenza, che se da una parte è vero che migliora il prodotto dall’altra alimenta l'esportazione di mano d'opera e genera insicurezza fra i lavoratori. Il nemico E' la CONCORRENZA, LA COMPETIZIONE, NEL NOME DI QUESTA CAZZO DI DEMOCRAZIA STRAVOLTA.
Ora, detto questo io andrò a votare la prima mozione, quella che vede RC ‘correre da sola’, come ho cercato di spiegare, e perché ho riflettuto bene su un paio di cose che mi trovano d’accordo.
Premetto che le mie osservazioni sulle mozioni non tendono a convincere nessuno sulle scelte che farà. Mi limito a dire che la ‘costituente di sinistra’ , la due, non l’accetto semplicemente perché dopo averla letta ho capito che non è diretta a me, non avendoci capito niente ne consegue che io non se fossi un destinatario. Quindi anche se ci fossero stati dei buoni propositi per me resta politichese anni 70 e la scarto a priori.
Primo: A sinistra siamo sempre stati il partito di maggioranza e dobbiamo contare ancora su questo.
Secondo: Necessità di ripartire dalle piccole cose, dalle questioni cruciali per la gente, fra la gente, unirsi al loro fianco nelle ingiustizie.
Per quanto riguarda il primo punto abbiamo affrontato un processo di cambiamento sull’onda dell’antiberlusconismo con i costi che conosciamo benissimo in termini di delusione di alcuni compagni.
Attraverso coalizioni disperate ci siamo spinti all’interno del governo con l’intento e la speranza di rappresentare i nostri principi comunisti sull’eguaglianza, sui diritti, e come sostegno ai ceti meno abbienti. Un progetto a cui ho creduto perché ho sempre pensato che se ti si rompe la macchina è inutile che berci fuori dal meccanico, entri dove te la riparano e festa finita. Le cose si fanno nei posti dove si possono fare.
Per quanto mi riguarda questo tipo di processo sarebbe stato ancora valido se solo avesse avuto un seguito. Non essendo stati fortunati, preso atto anche che l’esperienza Arcobaleno non ha migliorato, se non peggiorato la nostra forza, concordo con il secondo punto sulla ripartenza da soli dalle piccole battaglie. Le cose cambiano, devono necessarie cambiare anche le idee. Ho sostenuto RC dentro il governo, l’ho sostenuto con l’Arcobaleno.
Oggi ho preso - ci troviamo a prendere - quest’altra decisione. Non ci trovo nulla di anomalo.
Sul secondo punto le cose si complicano perché ci si scontra con delle questioni che sarebbe opportuno chiarire tutti insieme ancor prima di rimettere in moto la macchina. Per farlo dobbiamo parlare di colle, perché se sono chiamato a fare IO qualcosa partendo dal basso posso solo iniziare da Colle. La complessità che si presenta è da risolvere al nostro interno sulla possibile conciliazione tra una politica di denuncia, anche ed eventualmente nei confronti del PD, e il ruolo istituzionale che rappresentiamo a livello comunale.
La prima cosa che mi viene in mente da ristrutturare immediatamente è la visibilità e il tipo di visibilità che vogliamo dare del nostro circolo.
La mia opinione è che ogni direttivo debba, inderogabilmente, da oggi in avanti, come primo ordine del giorno PRODURRE UN MURALE. Ci siamo accorti tutti quanto sia facile a dirsi e meno facile a farsi. E’ indubbiamente molto più semplice discutere, ciascuno esponendo come sempre la propria opinione sull’ordine del giorno, che scrivere tre righe efficaci per sottolineare bisogni, disservizi, condizioni sociali, discriminazioni, soprusi, privilegi, o semplicemente informare la gente che esistiamo e che non abbiamo più dubbi.
E’ più difficile scrivere un murale che affrontare un dibattito per mille ragioni, ma ritengo che non ci sia alternativa. Abbiamo parlato spesso quanta importanza riveste l’informazione e la prima cosa da mettere in atto è un sistema che garantisca un murale a settimana.
Per capire bene di quello di cui sto parlando, della nostra situazione di stallo che va sbrogliata, mi sono immaginato una riunione della lega o della lista civica alla badia. Questa gente, magari un tempo iscritta a rifondazione, scrive e fa comunicati aberranti sui musulmani, come abbiamo visto tante volte. Tutta gente che rivendica il proprio valore cristiano di tolleranza e assolutamente antirazzista.
Eppure scrivono, sono incazzati, si pongono per 30 secondi il dubbio di coscienza ma scrivono lostesso.
Probabilmente noi non siamo così incazzati, ne va preso atto, perché prima di scrivere un murale ci interroghiamo come la prenderà il sindaco, che tipo di ritorsioni avrà tra 12 anni eccetera. Data risposta a tutti i dubbi alla fine non usciamo con niente.
Il risultato è che La Lega esiste, Rifondazione no.
Dobbiamo cambiare mentalità, o siamo fottuti in partenza, qualsiasi mozione andremo a votare.
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( 2.7 / 21 )
Ecco il sunto più sintetico possibile delle 5 mozioni in discussione al prossimo Congresso di Rifondazione
Mozione 1 - Ferrero,Grassi, Mantovani; "Rilanciare Rifondazione Comunista"
Mantenere il PRC svincolato come soggetto autonomo, costruire subito l'opposizione al governo, 'rifondare' e rivedere la propria struttura mantenendo inalterate le prerogative della sua nascita. Ripartire dal territorio e dai conflitti sociali.
Mozione 2 - Vendola e Giordano: "Costituente di Sinistra"
Promuovere una Costituente di Sinistra con chi ci sta, a regime paritario e senza sudditanze. Va evitato il ripetersi dell'esperienza "Sinistra Arcobaleno" in quanto caratterizzata da logiche federali tra partiti e non come "nuovo soggetto politico" come invece deve essere "la costituente di sinistra".
-è presente un emendamento nazionale che sottolinea la separazione tra dirigenti di partito e rappresentanti nelle istituzioni - locali.
Mozione 3 - I cento Circoli.
promuovere "la costituente comunista" con tutte le forze che ci stanno. La mozione nata con il movimento degli autoconvocati di Firenze è appoggiata dall'area de "l'Ernesto".
Mozione 4 - La Svolta Operaia - Mai più federazioni di sinistra.
La proposta è di rilanciare Rifondazione Comunista attraverso la classe operaia, approfittando della capitolazione della CGIL, tornando alla sensibilizzazione della questione salari e precariato. La condizione operaia al centro del dibattito, la forza lavoro come movimento per il riallineamento sociale che si basi su tradizioni marxiste.
Mozione 5 - Disarmiamoci. Non eleggere il segretario e aprire un percorso federativo a sinistra.
La proposta è di rinunciare all'elezione del segretario, riprendere dal territorio l'analisi delle cause della sconfitta e ripensare una strategia politica federativa di sinistra che permetta di mantenere l'identità e le parzialità di ciascun componente.
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( 2.9 / 40 )Per chi volesse scaricare le 5 mozioni più emendamenti e regolamento click destro "Salva oggetto con nome"
Mozione 1
Mozione 2
Emendamento alla mozione 2
Mozione 3
Mozione 4
Mozione 5
Regolamento Congressuale 2008
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( 2.7 / 34 )Riporto un dialogo avvenuto poco fa qui in Tribunale.
"Sai che torna Santino?"
"Santino chi?"
"Quello che stava al Civile e che è andato a Roma un paio di anni fa"
"Ah, si, al Ministero della Giustizia"
"Si si, lui, lo rimandano qui"
"Perché?"
"Eh!, Berlusconi. Ci vuole tutti i suoi"
"Minchia, pure i dattilografi"
"Bah!, e pensare che aveva anche comprato casa.."
"..poi lui è romano.. che bastardata"
"Incredibile. Ma come l'hai saputo"
"Ha telefonato qui, per mettersi daccordo dove andare.. in quale ufficio"
"Dio che merde, però"
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( 3.4 / 11 )Io, per me, per conto mio, da individuo, senza tirare in ballo le ideologie o gruppi politici, da essere umano, da cittadino che ha creduto in un progetto, da comunista mai stato nemmeno troppo comunista, sento il dovere di chiedere umilmente
S C U S A
a tutti quelli che per un motivo o per l'altro si sono persi, se ne sono andati, hanno sbattuto la porta, si sono incazzati, hanno sperato, hanno pianto, hanno combattuto i nazisti nascosti settimane nei boschi, a quelli che non arrivano alla fine del mese, ai call centeristi a cui serve una sentenza della cassazione per riconoscerli lavoratori, partita da una denuncia individuale.
Chiedo scusa ai musulmani, agli ebrei, ai cattolici, ai neri, ai cinesi, ai talebani, ai tibetani, ai soldati americani, alla televisione, alla carta stampata.
Chiedo scusa a Veltroni, a Berlusconi, alla Santanché, a Tremonti, a Maroni, ai fascisti. Chiedo scusa se questi ultimi 80 anni di conquista dei diritti civili, oggi vanno al culo di qualcuno.
Chiedo scusa se in parlamento non c'è un laico vero e a nessuno fregherà un cazzo della 194 quando se ne parlerà.
Chiedo scusa a tutti gli analisti politici quando sottolineano che il mondo va avanti, che le cose sono cambiate, che la falce, il martello non cantano più "bella ciao", la bandiera rossa è stinta, i muri sono caduti.
Non ce ne eravamo accorti. Essere comunisti, per gli analisti, significa non essersi accorti che i tempi sono cambiati.
Siamo in piena recessione, solo noi di sinistra non ce ne siamo accorti. Scusate, analisti.
Chiedo scusa a me stesso, che ho sbagliato in questi giorni a mostrarmi convinto nel raccontare agli altri "vota la sinistra arcobaleno o non ci sarà più la sinistra in italia".
Chiedo scusa ai miei compagni, perché non sono stato convincente quanto un pulmino verde in televisione.
Io chiedo scusa a tutti, perché è così mi sento, perché ho avvertito forse in modo esagerato la pressione della dittatura durante il governo berlusconi e non ho trovato altro che giusto un accordo elettorale per non alimentare questa pressione monarchica.
Chiedo scusa a tutti quando penso che il mio fallimento è un po' il fallimento di tutti.
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( 2.6 / 17 )Nella bagarre elettorale si è scritto e detto di tutto. Se a qualche piccione, salamandra, opossum, fosse sfuggito il risultato elettorale del 13, LA SINISTRA NON E' PIU' IN PARLAMENTO.
Condivido un sacco di posizioni di quelle che ho sentito,
non tutte ovviamente, ma quel che è stato detto più o meno corrisponde.
Mi sento di aggiungere un paio di cose.
Per prima, mai visto nella storia, i militanti di un partito che votano un altro partito. E' successo, ho saputo, ho verificato, che all'interno della Sinistra Arcobaleno (parlo di membri dirigenti locali) qualcuno ha votato un pò più a sinistra, o PCDL o SC. Forse qualcuno ha pensato al voto utile e nella confusione all'ultimo all'ultimo ha segnato il simbolo del PD, o della lega, chissà.
Ma poi cazzo ti lamenti, dico io.
Secondo, mi sento di condividere quello che ha detto Lerner ieri sera. L'avrei crocifisso per la faccia dell'affamato che si è saziato, lui e tutti i suoi amici del PD, ma ha detto una cosa sacrosanta. La sinistra si è presentata pretendendo di rappresentare i lavoratori mentre gli operai stavano valutando alternative più convincenti.
Semplice, lineare, drammaticamente vero.
Oggi dovremmo ripartire da qui. Chiederci prima di tutto chi stiamo rappresentando, e soprattutto assicurarsi che loro ne siano al corrente.
Tante ipotesi, pianti e rimpianti, braccia allargate. L'ultima cosa da fare però, a mio modesto modo di vedere, è quella di gettare la spugna e andarsene per conto proprio.
Condivido anche la posizione di chi dice che VINCERE le elezioni con un italia in questo stato non rientrasse negli obbiettivi del PD, giustamente, ma chi glielo fa fare.
il PD si è limitato a tirare la catena, è rimasto un attimo per assicurarsi che tutto lo scarto confluisse nel tubo della fogna, si è girato verso il lavandino e con calma si è sciacquato le mani, senza sapone. Il tempo di dare una rapida occhiata al nodo della cravatta, passarsi la mano sui capelli ed ha abbandonato il locale portandosi dietro il tintinnio dei tacchi di cuoio sul pavimento. Poi ha tirato fuori dalla tasca un bigliettino e si è ricordato la prima cosa da fare in agenda. "telefonare all'avversario e congratularsi per la vittoria"
Auguri, Italia.
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( 3.6 / 16 )il 13 si vota, bischeri armati di flemma autoreferenziale credibile solo ai propri maggiordomi e giardinieri brillano nello stagno del già detto e già saputo.
Metà popolazione italiana, a giusta ragione, gongola fra l'incertezza della preferenza.
Nel caso, non voto proprio un cazzo , dice, emettendo il verdetto più grave, irreparabile, e inconcepibile dello scenario attuale.
Loro, quelli che di mestiere fanno i pezzi di merda, lo sanno, ne sono consapevoli e lavorano per quelli che non voto proprio un cazzo.
Ma perché votare il cazzo se per tutti è assodato che convenie sempre di più votare il meno coglione?
C'è una ragione ben precisa a questa ondata di egemonia ideologica.
Un tempo chi si sentiva attratto dalla politica montava sulla bianchina, si organizzava con altri tre sciagurati e andava a roma per ascoltare quello che aveva da dire Berlinguer.
Poi tornava gasato.
Gli altri, che se ne strafottevano altamente dallo sprecare domeniche in bianchina, si fidavano del gasato e votavano..come si dice.. per partito preso.
Beh insomma, le cose sono cambiate di un capello. La differenza è che il capello oggi si misura in lunghezza e non in spessore.
orbene, tutta questa platea televisiva continua per questi beceri alla mercé di tutti gli spassionati cosa vuoi che sortisca come risultato? che appaiono tutti uguali.
oh, e non è mica lo sprovveduto disinteressato osservatore che si confonde e prende tutti per identici, è che i beceri dicono davvero tutti le stesse cose!
quel che c'è di diverso dai tempi della bianchina è che prima nessuno ne sapeva niente, perché esisteva la concezione della delega, oggi cani e porci si rendono conto di come funziona una campagna elettorale. Sanno ad esempio che perorare cazzate non è un reato, perché la par-condicio tv ti da uno spazio per dire quel cazzo che ti pare.
Oh, avrà detto anche una cazzata, ma essendo in regime di par condicio è legittimo che la dica. il giudizio agli elettori.
e sticazzi.
Ad ogni modo loro, i bischeri, sono e fanno le stesse cose, nello stesso modo, da sempre, la tv ha solo reso pubblica la forma. Questa è la politica, prendere o lasciare, votare o non votare, scegliere o delegare.
Lasciare e non votare significa aver capito il meccanismo ma non essere riuscito ad adeguarsi alla novità.
Non votare, secondo me, è sempre la scelta peggiore tra tutte le possibilità offerte.
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( 2.5 / 23 )Si può dire che il fatto che l'abbiano fatta fuori nè mi sorprende nè mi addolora?
Hanno ammazzato la leader pakistana del movimento democratico.
Quindi? ora che succede, devo mostrarmi triste e rassegnato perché lo dicono tutti?
Bene. sia chiaro, fottesega come incipit e si può partire in quarta.
non-me-ne-frega-un-cazzo.
La martire Bhutto studiò ad Harvard e vide mille e mille crhistmas nella lussuosa e pop scintillante Ammerica.
Poi, dopo svariate vicissitudini politiche strategiche decide di sottrarsi all'esilio e tornare nel suo paese, perché evidentemtnte il musharraf è sufficientemente ammanicato da reggere il colpo.
La Bhutto è consapevole di due cose. Se vive persegue il suo obiettivo democratico, se muore ne fanno una martire filooccidentale. Le è stato garantito, questo è poco ma sicuro. aggratis nessuno fa più niente, nemmeno gli arabi, figuriamoci farsi saltare in aria.
Borsellino, ancor più di Falcone (Falcone immaginava ma non sapeva, Borsellino immaginava e sapeva) erano perfettamente consapevoli che la loro morte avrebbe avuto un significato particolare.
Stessa cosa per la Bhutto. Lei sa che potrebbe essere uccisa, perché è una filo occidentale, una donna, che con i principi islamici non c'entra proprio un cazzo, ma sa bene che comunque andrà sarà un successo.
Aspetta, il sinistrobenista mi viene a dire che laggiù c'è la dittatura, e manca una stabilità democratica. Grave lutto. piangere, piangere.
HEI, MA VAIAFFANCULO, fino a ieri in IRAQ il regime di Saddam era l'unico collante per tenere 3 etnie insieme e che l'importazione democratica era una forzatura di bush.. tutt'un tratto nel paese di cui tutti pensavano di avere il controllo (qualcuno già pensava di programmarci le vacanze, pezzi di merda occidentali del cazzo, li ho sentiti) pluf, tutto svanito, hanno ammazzato la leader democratica ed è tornato un paese talebano, di colpo è un paese ostile. merda. e ora come si fa? crolla la borsa, si impenna il petrolio, siamo nella cacca.
possibile che nessuno si renda conto delle putttanostronzardate che ci raccontano in televisione?!??!?
basta guardare 5 minuti la CNN, sforzarsi di capire quella cazzo di lingua imperiale e rendersi conto che la guerra in IRAQ, le pressioni sull'IRAN, le inutili puttanate scenografiche dell'aghanistan NON SERVONO A UN CAZZO!!!, il mondo arabo NON VUOLE ESSERE COLONIZZATO (vivaddio qualcuno che si ribella esiste) E NON VUOLE REGALARE IL SUO PETROLIO A NESSUNO !!.
Comunque ebbravo italiano mediano, continua a spikkare americano, a ingoiare pasticche e sniffare coca, continua a mangiare amburgher e sognare un biglietto per new york city, può capitare che uno su un miliardo ce la faccia, che tiri coca dalla mattina alla sera, e che sia proprio tu, mentre il resto arranca nelle sabbie mobili della merda del menefreghismo qualunquista ai popoli di mezzo mondo gli fai schifo solo a guardare come ti vesti.
sono esagerato? può darsi, ma mi rompe le palle che non si riesca a non sparlare degli altri o a prendere posizione per loro .
la democrazia è quella merda istituzionale dove tutti posso farsi i cazzi degli altri, e siccome io mi faccio da sempre i cazzi miei preferirei che tutti pensassero un po' di più ai cazzi propri.
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Silvia Baraldini
(07 dicembre 2007)
Domenica Mumia Abu Jamal inizierà il ventisettesimo anno di detenzione nel braccio della morte della prigione statale di Greene, Pennsylvania. Risale, infatti, al 9 dicembre 1981 il suo arresto a Philadelphia durante un alterco con il poliziotto Daniel Faulkner, che stava picchiando suo fratello. Quella notte Mumia fu gravemente ferito e Faulkner morì. Recentemente la vedova Faulkner ha scritto un libro nel quale accusa nuovamente Mumia di aver ucciso il marito e ieri, il 6 dicembre, la rete Nbc l’ha invitata a pubblicizzarlo durante il Today Show, il loro programma mattutino. I sostenitori di Mumia hanno protestato la mancata presenza di un contradittorio durante la trasmissione. Quello che è accaduto è sintomatico del comportamento dei grandi media negli Stati uniti sul caso di Mumia: grande spazio alla versione ‘ufficiale’ dell’accaduto mentre Mumia e la sua difesa hanno lottato nella quasi invisibilità.
Non è un caso che la Nbc si sia comportata in questo modo. Con il passare del tempo, grazie anche al lavoro paziente di avvocati e sostenitori, le accuse contro Mumia si sono rivelate dubbiose e in alcuni casi costruite. Tutto l’impianto accusatorio costruito dalla polizia di Philadelphia si sta sgretolando: dalla presunta confessione nel pronto soccorso dell’ospedale la notte del 9 dicembre 1981 alle prove balistiche. Adesso sappiamo che esistono scatti presi dal fotografo di cronaca nera Pedro Polakoff , e mai mostrate alla giuria durante il processo a Mumia, che sostengono la versione della difesa. Queste foto non sono mai state pubblicate dai media da quando la loro esistenza è venuta alla luce.
Anche il fronte della solidarietà cresce. Nel mese di ottobre Desmond Tutu ha visitato Mumia e Pen, la prestigiose associazione internazionale degli scrittori, lo ha accolto come membro. Sul fronte legale, La Corte di appello deve emettere la sua sentenza sulla costituzionalità del primo processo, che determinerà se uno nuovo sarà concesso a Mumia.
Come in casi analoghi, la nostra attenzione e solidarietà sono essenziali. Continuiamo ad esprimerla in tutti i modi possibili.
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