2008 - 100x80 - olio
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( 3 / 303 )Olio in corso di realizzazione.
Tela, 100x70x4
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( 3 / 188 )Lo so da me che con i veri pittori non posso competere, ma quando nel mezzo ci si mette anche la sfiga e la disonestà non si può pretendere altro.
Sabato ho partecipato a un concorso di pittura estemporanea.
Estemporanea significa lavoro ESEGUITO dal momento della timbratura fino al temine della consegna.
C'erano 3 premi in palio.
Mille euro al primo, una targa al secondo e al terzo
bah, hai letto bene, MILLE EURO.
Al momento della premiazione siamo risultati in 5 partecipanti.
Al momento dell'iscrizione eravamo 3. oltre a me ne ho visti due soli, in tutta la zona.
come da regolamente: Consegna delle opere alle 5, premiazione alle 7.
O, in tre, almeno il 3° premio era assicurato.
E invece dieci minuti alle 7 arriva un tale tutto sudato con una tela in mano.
"E' qui che fanno la premiazione?"
"Si"
"Bah, m'hanno chiamato alle 5 di sbrigarmi.. eeee l'ho fatta ora in mezz'ora.."
"ah.. strano"
Il tizio non pago (probabilmente inconsapevole) aggiunge:
"toh!, me l'hanno timbrata alle 5 e mezzo, ho dovuto fare tutto di corsa"
"Ah, ho capito"
Entriamo nella sala e spuntano altri tizi che collocano quadri secchi, più asciutti di un termosifone.
borbotto, scazzato, sono tentato di andarmene. resto.
Il 1° premio è andato a un bel quadro ma ultrasciutto, fatto con estrema calma e dovizia di particolari.
2° e 3° premio agli altri due che ho visto.
A occhio, considerando i quadri di giornata immagino di essere arrivato 4° perché quello fatto in fretta e furia era veramente troppo abbozzato.
Il mio quadretto 40x50 non vale nemmeno 100 euro, come non valevano 1000 euro le altre 2 'opere' regolari.
Scoglionati di dare 1000 euro a 3 mezzi pittori hanno fatto bene a chiamare qualcuno di simpatia.
Quello che mi fa girare i coglioni è essere arrivato quarto su 3 partecipanti.
beh via, s'è provata anche questa... almeno ho passato una giornata al fresco fra i boschi:
col mio pittorino
L'ispirazione e il quadro da 60.000 euro
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( 3 / 53 )Ritratto su commissione
Olio su tela 40x50, finito l'8 luglio 2008 (iziato treqquattro giorni prima)
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( 3.1 / 12 )Maggio 2008, olio su tela, 40x50.
200 euri.
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( 2.6 / 30 )Acrilico, 50x80, aprile 2008
forse lo finisco ad olio, ma non ne sono tanto sicuro..
Particolare:
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( 3.1 / 35 )Per ora è incompleto
Immaginate nella parte bianca un pentagramma, non ho avuto il tempo di farcelo, appena posso ce lo metto e aggiorno.
Intanto lo mostro perché è li che mi secca e se non lo vede nessuno mi va a male.
olio su tela, 50x80
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( 3 / 44 )La vita dall'ignoto.
Olio su tela 40x60 - 2008
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( 3.1 / 54 )Olio e acrilico su tela. 40x50
Un esperimento sui contrasti.
La dolcezza di un corpo femminile sulla brutalità dei contrasti dell'immagine.
Vintage '70 è frutto di una visione avuta guardando un film anni 70, per questo il titolo.
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( 3.2 / 66 )Quando la montagna va a Maometto.
Ho realizzato questa versione beta di galleria 3D in WRML per esporre alcuni lavori miei e di amici.
visionabile a questo indirizzo
Chi volesse esporre mi invii 3/4 opere che si fanno altre stanze.
A gratis, naturalmente.
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( 3.1 / 79 )Queste sono le ultime cosette che ho fatto questo in mese (ma anche no).
Anita e Paride, due bimbi amici di famiglia. e' il regalo di natale per la mamma. olio su tavola, 60x70
Not To Be Or To Be.
Una Tigre. Soggetto un po' banale ma ci stavano bene il giapponese a destra e il cinese a sinistra. L'effetto evocativo a me piacie assai. hem... sono frasi alla cazz, non chiedetemi la traduzione :). olio e acrilico su tela 100x80
Falce trovata in soffitta dipinta ad acrilico. L'alternativa era buttarla, così si sperimenta supporti particolari.
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( 3.1 / 60 )- Non ho mai saputo disegnare, non posso certo dipingere.
Assolutamente sbagliato, per due motivi. Uno perché la creatività non ha bisogno di tecnica ma di sensibilità, due perché, nel caso tu non abbia la creatività necessaria, una volta appresa la tecnica puoi fare quello che vuoi.
L'arte è disciplina, in tutti i sensi.
- Non ho ancora trovato la mia linea, sperimento sempre, sento di non aver imboccato la MIA strada, il mio stile.
Non è vero. Non lo vedi, ma il tuo stile c'è già tutto. E' il tuo personalissimo e unico tipo di approccio che hai con il lavoro. Quello, da solo, ti distingue dal resto del mondo, ognuno ha il suo. La strada secondo me la trovi semplicemente cercando di realizzare le cose che ti costano meno fatica. Sperimenta sempre, ma non fare a botte con la scena che dipingi, ci sono cose che sono nelle tue corde e altre che non lo sono. Si individuano anche abbastanza facilmente.
Ricorda che il tuo stile non cambierà mai, riuscirai solo a perfezionarlo, lasciati contaminare da altri artisti, segui il tuo istinto.
- So di essere piuttosto bravino, ma non so cosa dipingere, non riesco a trovare il soggetto.
La risposta è una sola: non smettere di cercare. La scelta e la ricerca del soggetto spesso richiede dieci volte di più del tempo necessario alla sua realizzazione. Lasciati contaminare, dalla natura, dalla bellezza, dal significato che attribuisci alle cose che
vedi.
- Riprodurre una foto ingrandita al computer può definirsi arte?
Assolutamente si, dipende sempre da come viene usato lo strumento. La foto e il computer aiutano ad accorciare i tempi. Chiunque abbia dimestichezza con la matita, intendo che sappia disegnare, per riprodurre il disegno di una foto impiegherebbe anche una settimana
fra cancellazioni e ritocchi, ma alla fine ne sarebbe capace. Quindi, se l'artista demanda alla composizione, alle luci e al colore, l'effetto dell'idea che ha in testa, perché perdere tempo in una fase così primordiale dell'opera? Ovviamente non ha senso riprodurre una foto tale e quale, la base deve essere lo spunto figurativo per un
significato finale anche molto distante dalla foto originale.
Se poi si considera che da Leonardo a Caravaggio usavano tecniche strutturali e geometriche per la copia delle loro scene, non facciamo nulla di male nemmeno se ricalchiamo con la carta carbone. La mano è nel pennello, il bello viene dopo...
- Sento che ho bisogno di completare il lavoro in tempi brevi, non ho la pazienza di lavorarci una vita.
Se quello che fai ti gratifica non devi far altro che continuare così, altrimenti organizzati mentalmente il lavoro in giornate diverse, imponiti di curare solo parti del quadro alla volta. fai una cosa alla volta e ti disinteressi del resto, così è come se
concentrassi i tuoi tempi in un quadro più piccolo che nell'insieme poi risulterà minuzioso e ben curato.
- Quel'è la soluzione migliore per diluire l'olio?
Direi che non ce n'è una. Si possono provare tutte, dalla trementina, all'olio di lino, all'acquaragia. L'olio lascia la massima brillantezza ai colori, la trementina favorisce l'essiccazione in tempi più brevi, l'acquaragia rende il colore trattabile come
acquarello. Dipende sempre dal tipo di pittura che uno fa e da come si abitua. In linea di massima però l'olio di lino è il più indicato.
- Non riesco a fare linee sottili come vorrei
Per fare ad esempio i capelli, o fili d'erba, esistono diversi modi. puoi comprare un pennello fine a pelo molto lungo, oppure (come faccio io) un pennello largo sinitetico, oppure un pennellino da acquarello con serbatorio (però è una mazzata, costa 10 euro!).
Tutti hanno bisogno che il colore sia ben diluito. il pennello sinitetico ha la caratteristica che i peli si concentrano sulla punta (non si sfalda come quelli naturali) e usato di taglio si fanno delle linee perfette.
C'è chi usa i pastelli ad olio (NON A CERA). coprono molto e si legano con l'olio, ovviamente il quadro deve essere ben asciutto.
- Non ho mai dipinto ma mi piacerebbe molto iniziare. Da dove parto?
Compra i colori primari + nero e bianco, un paio di pennelli a becco d'anatra piccoli, olio di lino, essenza di trementina o acquaragia inodore. Se hai intenzione di fare parecchie prove compra anche qualche cartoncino telato. Con una 25ina di euro dovresti fare tutto. Le tele lasciale a dopo, quando avrai fatto qualche esperimento.
Come primo tentativo puoi stampare su un A4 un qualsiasi disegno per bambini che si trovano anche online, oppure realizza una piccola natura morta con al centro una sfera, un cilindro e una piramide di colori diversi. stabilisci da dove arriva la luce e divertiti a dargli vita.
- Percepisco che realizzo cose abbastanza interessanti per gli altri ma non sono mai soddisfatto.
Questa è la benzina che ti spinge a migliorare, gli altri apprezzeranno ancora di più.
Cerca di considerare la tua insoddisfazione come elemento positivo e non come deterrente a continuare. Più bravi di te ne esistono, ne sono esistiti e ne esisteranno a milioni, non distogliere l'attenzione dal motivo per cui dipingi, se entri in conflitto con il
mondo non ne esci più. Confrontati solo per farti contaminare, non per giudicare se sei più bravo o gli altri sono più bravi di te.
- Vedo gli altri che fanno mostre, estemporanee, concorsi. Io non mi sento all'altezza, mi vergogno ad esporre le mie cose.
E' un grosso errore, perché lo fa fino a quando non prendi il coraggio e ci provi. Immediatamente dopo non potrai più farne a meno. E' come parlare di figli senza averne, finché non ne hai uno non sai proprio di cosa si tratta.
Questa cosa è indipendente dalla qualità delle opere che esponi, dal livello artistico che rivelano ecc.
- Vorrei vendere i miei quadri ma mi sono accorto che al prezzo (equo) che li metto io nessuno li compra.
Secono me la valutazione della pittura si divide in due settori, quella commerciale e quella accademica. Ci sono cose, soggetti, tecniche, che sono relativamente semplici da fare e sono destinate al pubblico, ed altre rivolte agli intellettuali d'arte.
Purtroppo mischiare le due cose non si può fare, o la tua pittura ha una vena avanguardista oppure realizzi cose che il popolo riconosce immediatamente come bello e te li compra. Vuoi vendere? fai girasoli, papaveri, balle di fieno, tramonti, spiagge.
Vuoi vincere i concorsi? fai tutto il resto, e fallo in modo assolutamente svincolato dai canoni della bellezza di massa.
- Vorrei vendere qualche quadro ma non riesco a separarmene affettivamente.
Il prezzo da pagare è trovare il posto dove tenerli. Lasciarli in pila in qualche soffitta è la peggior cosa che si può fare. Per quanto mi riguarda tutto ciò che non vendo non lo tengo in casa, sono andato in giro per uffici, sale di aspetto dei medici ed ho scoperto quanto faccia piacere alla gente arricchire di colori i propri ambienti. Nessuno da giudizi (se non positivi, anche se finti non importa). Gli dici che ce li tieni temporaneamente, solo per qualche mese, poi quando ripassi vedi che ti pregherà di prolungare l'esposizione :). Così la gente li può ammirare, e magari qualcuno anche comprare ai prezzi per il quale il ricavo supera l'affettività.
Secondo me sarebbe buona regola disaffezionarsi alle cose che si produce, non tanto per venderli, quanto per considerarli passaggi di transizione al quadro successivo in cui si vedono i miglioramenti. L'ultimo, in sostanza, dovrebbe essere l'unico invendibile. Io
però metto subito in vendita anche quello :)
- Come si sfumano i colori ad olio?
Con molta delicatezza. Alcuni usano qui pennelloni per stendere il fard delle donne, altri normali pennelli inumiditi dal solvente, altri le dita. Una cosa che è importante nella sfumatura è il tempo, per una buona resa questa operazione va fatta ad una asciugatura intermedia, nè troppo molle nè troppo essiccato. La delicatezza sta nel conciliare lo spessore dell'impasto sulla tela con il suo grado di essiccazione.
La sfumatura dell'olio è comunque una cosa molto soggettiva e molto vicina all'uso dei colori stessi. Ognuno ha il proprio metodo.
- Come si dipingono gli alberi ad olio?
Dipende molto dallo stile di pittura che fai, se usi colori 'grassi' o ben diluiti, se lavori a strati o tutto sul fresco. Per una buona resa realistica è necessario lavorare a strati, o la frequanza di variazione di tonalità a cui è soggetto un albero può essere più difficile da realizzare, visto che sulla tela i colori si impastano molto.
Prendiamo un normale albero verde a chioma folta, d'estate, di giorno. Tecnicamente contiene 3, al massimo 4 gruppi dominanti di tonalità di verde. Prima di tutto va individuata la zona illuminata dalla luce, poi si stende il tono più scuro (anche in prossimità del nero va bene) su tutta la chioma, illuminata e non. Dopodiché si aspetta che asciughi il più possibile e si stendono a chiazze le tonalità più chiare nelle zone illuminate. Si lascia asciugare ancora una volta e si procede ad aggiungere i dettagli ad libitum. Dipingere UN albero è una cosa, dipingere un bosco un altro, perché deve essere
evidente la profondità della scena e la disposizione delle piante. In questo caso è di fondamentale importanza stabilire la direzione della luce e le ombre che alcuni alberi producono sugli altri. Gli alberi più lontani sono più scuri, quelli più vicini più chiari.
- Come si dipinge il mare?
Per dipingere il mare è fondamentale sperimentare prima gli impasti di colore da usare in tutte le parti della tela, perché buona parte dell'effetto lo danno i colori stessi.
Individuati i toni e le zone di luce si stende il fondo di un bleu piuttosto scuro, un oltremare va benissimo, piuttosto diluito e uniforme. quando è asciutto si procede, con piccole pennellate, alla definizione delle increspature, riflessi di luce ecc. Parte
essenziale di un mare è la banchina dove infrangono le onde. Le onde seguono una logica abbastanza semplice: Solitamente se ne vedono 3 o 4, a distana regolare l'una con l'altra. Attenzione al grado di luce solare, non è detto che la schiuma vada fatta con bianco puro. Valutare bene i riflessi sulla banchina di sabbia bagnata e i colori di quella asciutta. Le onde che si infrangono sulla spiaggia formano una schiuma densa su una lina frastagliata lungo la spiaggia e altra schiuma rarefatta davanti e dietro.
la schiuma, come tutto il resto è soggetta alle ombre, e la loro rappresentazione segue le stesse regole delle nuvole.
- Come si dipinge l'acqua?
L'acqua è trasparente, e come tale deve essere trattata. Ciò significa che deve essere individuata la deformazione di colore e di forma che essa produce nel suo contenitore, che sia un ruscello o un bicchiere. In un ruscello il tono spiccato dei colori dell'esterno viene diminuito e in un bicchiere si dipingono le rifrazioni prodotte
dall'effetto lente dell'acqua.
- Come si dipingono le nuvole?
Ne esistono di diversi tipi, quella più classica che si vede è il banco di nuvole in un cielo estivo azzurro. Una regola che appartiene un po' a tutti i tipi è la posizione tra il sole e l'osservatore. Essendo il sole al di sopra (in certi casi la luce può arrivare con inclinazione diversa), a seconda della compattezza ogni nuvola produce un ombra, sia sulla terra che su se stessa. Quindi la prima regola è quella di individuare la direzione della luce e dipingere l'ombra nella parte opposta.
Tentare di copiare una nuvola dal vero ha poco senso, visto che la seconda volta che alzate gli occhi probabilmente ha già cambiato forma. L'importante è catturarne la geometria. Se la nuvola è ben compatta si noteranno i rigonfiamenti ai bordi. Consideriamo ciascuno di essi una sfera, composta da altre piccole sfere, ciascuna con la propria ombra e la propria luce.
Il colore dell'ombra può essere ottenuto mescolando il nero, bianco e marrone.
Links
Illusione magica della pittura
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 906-121641
Acrilico vs Olio
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 906-115034
Alcuni consigli per iniziare
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 903-121339
Tecnica di realismo classico
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 817-094038
Dipingere gli alberi
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 713-122218
Pittura e autostima
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 617-140917
Tecnica Impressionismo
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 615-134800
Teoria del colore
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 613-131318
Pittura ad olio
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 608-084830
L'arte di dipingere
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 606-100001
Arte e creatività
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 603-163236
Il talento
http://prcvaldelsa.altervista.org/blog/ ... 601-165039
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( 3 / 34 )
Questa è l'ultima fatica. fatica si fa per dire.
Ho preso spunto da una foto e volevo provare quel tipo di soggetto che si trova spesso fatto con le vernici nelle strade per turisti.
Volevo vedere l'effetto che faceva ad olio, e che tipo di impatto avesse dato.
Sono abbastanza soddisfatto, sono contento della distribuzione dei colori e della profondità della scena, anche se il dettaglio e la mano non è ancora quella che vorrei.
Ci stiamo lavorando.
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( 3.2 / 51 )Oggi ho trovato 3 zucche secche che avevo in soffitta.
Erano li credo dagli anni 50, quando ho comprato casa ce l'ho trovate.
IDEA!!!
Acrilico.
Iniziata alle 14, finita alle 15:30
Offerta libera, base d'asta 10 euri :)
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( 3 / 73 )Poiché vedo questo blog come un servizio ai naviganti googlari, in aggiunta alla componente narcisista che si applaude da solo rileggendosi e al piacere di vedere quei tre amici che hanno la costanza di venirmi a trovare nonostante non freghi nulla dei miei deliri, voglio dare ampia risposta a una domanda che nell'ultimo mese ha visto catapultare qui ben 97 ricerche "svitare tubetti ad olio", (NOVANTASETTE cristiani che hanno sbudellato tubetti nel tentativo di aprirli) fornendo dettagliata spiegazione su come operare per scardinare quei cosi dannati incrostati e sigillati da anni.
con queste.
Anzi, con due. con uno si regge e con l'altra si svita, penzampo'.
Una si stringe delicatamente alla base del tappo, sul bordo dove il tubetto si arrotonda, e con l'altra il tappo.
Non si forza come fosse il collo di un tacchino, questo va da se, ma con la dovuta pressione ci si apre di tutto senza schiantare il fragile involucro.
Il problema però non è tanto l'apertura quanto la chiusura. Assicuratevi che l'avvitatura sia pulita quando richiudete, o nel giro di qualche mese dovrete buttare tutto, perché aprirlo una volta con le pinze si può fare, dodici ne dubito.
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