C'è poco da vedere a Cleveland.
Questo poco, quando sono andato io era anche chiuso. E' comunque una bella città, non certo la migliore ma bella.
Il precursore di tutti i centri commerciali del mondo. Questo è il primo, rimasto intatto, inventato in america nel 1890.
.. comunque bellissimo, i negozi ancora in stile, atmosfera molto charleston. E' un museo, anche se ci si può comprare perché qualcuno teneva aperto. Però ignoro cosa e quanto costi.
Qui sopra non poteva mancare: foto accanto al palazzo di giustizia di Cleveland.
Suggestivo effetto riflesso del building sul building con fotogenico colpo di tosse. E s'arrabbiava dal freddo.
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( 3 / 393 )fresche fresche, appena rientrato.
Si dice che la crisi economica c'è ma siccome non si vede materialmente (lo shopping non è cambiato) pare che non esista. Nonostante ciò il mercato delle case è crollato. Si può comprare con niente, il problema è che non si riesce a vendere.
La benzina costa 2.40 dollari a gallone, il diesel 3.80 (quasi il doppio!!)
un gallone sono circa 4 litri. Ciò equivale a circa 50 centesimi di Euro per un litro di benzina, e un ottantina per il diesel.
un mese fa la benzina costava quasi 4 dollari a gallone. Sceso il petrolio, scesa la benzina.
In America il carburante non è mai stato fisso, va esattamente di pari passo con il prezzo del barile.
SOLO PER GLI IMBECILLI ITALIANI questa cosa non succede e il carburante non scende mai.
OBAMA is gonna win , ovvero VINCERA' le elezioni.
Per le classi sociali (suddivise notoriamente in fette con gap non indifferenti) alte e Repubblicane è un dramma.
Quelle basse sperano.
Sarah Palin la danno come incompetente.
Si dice che nemmeno Obama tracimi di tutto questo telento organizzativo e politico. Il vero mostro rivoluzionario con le palle pare sia la Hillary Clinton , con esperienza e idee chiare.
Come problema più grosso però sembra sia avverito il fatto che il leader è un po' troppo abbronzato .
Gli USA restano, per quello che ho visto, il luogo più razzista del pianeta: I negri sono ancora molto negri.
Con la polizia non si scherza , mai guardarli fissi negli occhi, e guai mostrare i denti, anche fosse per un sorriso sincero.
Una stecca di Marlboro costa 30 dollari, circa 20 euro.
L'Alitalia è tornata davvero a volare , non era uno scherzo, anche se gli assistenti di volo sembrano tutti veramente scazzati. Comunque gli aeroporti sono davvero pieni dei nostri aerei. Speriamo sia un bene.
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Silvia Baraldini
(07 dicembre 2007)
Domenica Mumia Abu Jamal inizierà il ventisettesimo anno di detenzione nel braccio della morte della prigione statale di Greene, Pennsylvania. Risale, infatti, al 9 dicembre 1981 il suo arresto a Philadelphia durante un alterco con il poliziotto Daniel Faulkner, che stava picchiando suo fratello. Quella notte Mumia fu gravemente ferito e Faulkner morì. Recentemente la vedova Faulkner ha scritto un libro nel quale accusa nuovamente Mumia di aver ucciso il marito e ieri, il 6 dicembre, la rete Nbc l’ha invitata a pubblicizzarlo durante il Today Show, il loro programma mattutino. I sostenitori di Mumia hanno protestato la mancata presenza di un contradittorio durante la trasmissione. Quello che è accaduto è sintomatico del comportamento dei grandi media negli Stati uniti sul caso di Mumia: grande spazio alla versione ‘ufficiale’ dell’accaduto mentre Mumia e la sua difesa hanno lottato nella quasi invisibilità.
Non è un caso che la Nbc si sia comportata in questo modo. Con il passare del tempo, grazie anche al lavoro paziente di avvocati e sostenitori, le accuse contro Mumia si sono rivelate dubbiose e in alcuni casi costruite. Tutto l’impianto accusatorio costruito dalla polizia di Philadelphia si sta sgretolando: dalla presunta confessione nel pronto soccorso dell’ospedale la notte del 9 dicembre 1981 alle prove balistiche. Adesso sappiamo che esistono scatti presi dal fotografo di cronaca nera Pedro Polakoff , e mai mostrate alla giuria durante il processo a Mumia, che sostengono la versione della difesa. Queste foto non sono mai state pubblicate dai media da quando la loro esistenza è venuta alla luce.
Anche il fronte della solidarietà cresce. Nel mese di ottobre Desmond Tutu ha visitato Mumia e Pen, la prestigiose associazione internazionale degli scrittori, lo ha accolto come membro. Sul fronte legale, La Corte di appello deve emettere la sua sentenza sulla costituzionalità del primo processo, che determinerà se uno nuovo sarà concesso a Mumia.
Come in casi analoghi, la nostra attenzione e solidarietà sono essenziali. Continuiamo ad esprimerla in tutti i modi possibili.
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( 3 / 60 )Il nuovo stile di culto.
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( 3.2 / 47 )
[...
...]
Causa lupo, l'articolo viene momentaneamente sospeso.
Sentiti ringraziamenti per la comprensione e la solidarietà espressa.
Fabio
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( 3 / 41 )Tutto il mondo è paese, il bipolarismo francese parla la stessa lingua di quello italiano: tarpare le ali estreme e convogliare tutti al centro. Nulla di nuovo insomma.
Al bando le ideologie (che d’altra parte non sono state mai troppo tirate in ballo nella campagna elettorale per la corsa all’Elysée). Ora si ragiona con le strategie. Il 6 maggio, data del ballottaggio per le presidenziali, è vicino ma la partita è ancora apertissima e si gioca sul consistente 18,5% del candidato centrista, Beyrou, in questi ultimi mesi “sbeffeggiato” sia dal candidato dell’Ump sia da Ségolène Royal e ora corteggiato da entrambi.
La vera “sorpresa” di queste presidenziali, come ha scritto oggi Bernard-Henry Lévy sul Corriere della Sera, è il tramonto delle minoranze. Da una parte la destra estremista di Le Pen crolla vertiginosamente, dopo lo spauracchio del 2002, quando, con un 16, 8%, arrivò addirittura al ballottaggio contro Chirac. Ma l’organo del corpo politico francese che sicuramente soffre di più, dopo i risultati del primo turno elettorale di questa corsa all’Elysée è la Sinistra Radicale.
Il Partito Comunista, che in Francia ha una tradizione fortissima, consolidatasi specialmente dagli anni Trenta fino al maggio del ’68, si trova in uno stato di crisi da cui difficilmente potrà riprendersi.
Al primo turno i comunisti di M.George Buffet hanno raccolto un misero 1,93%. I troskisti di Olivier Besancelot il 4%, i Verdi l’1,57% e i no-global di José Bové l’1,32%.
Una lenta agonia che mostra quanto i francesi stiano ormai consolidando l’idea di un bipolarismo quasi perfetto, ben rappresentato dai due candidati favoriti nella corsa all’Elysée.
Da una parte una destra dal linguaggio moderato (che Berlusconi ha detto rifarsi molto al suo verbo) e dall’altra un partito socialista, altrettanto blando, non troppo di sinistra – anzi anche un po’ filocentrista - che nello sprint di fine campagna elettorale si avvale dell’appoggio di un uomo di tradizione democristiana come Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea, artefice del mercato unico e dell'Euro, suggerito alla Royal addirittura dal leader dei Verdi, Cohn-Bendit.
Indubbiamente si deve apprezzare lo spirito con cui i francesi sono giunti a questa tornata elettorale, rinnovato positivamente rispetto a quello depoliticizzato e indeciso che “nell’agonia dell’Homo Politicus sembrava dover cedere il passo al telespettatore o al blogger”,come ha detto Lévy, ma si deve allo stesso tempo constatare che la nuova conformazione della Francia è tesa verso una semplificazione sempre più incisiva delle opzioni pluraliste. Non è un caso che la Royal abbia manifestato attenzione verso il Partito Democratico italiano e abbia espresso un netto rifiuto del “modello berlusconiano”. Forte del ritrovato consenso verso il partito socialista, dopo l’insuccesso di Jospin alle elezioni del 2002, interpreta forse proprio quello che i francesi si aspettano: una polarità democratica, riformista e socialdemocratica. Quello che invece fa fatica a figurarsi in qualsiasi ipotesi sull’evoluzione dell’assetto francese è quella di un soggetto politico di una sinistra, di una sinistra con la S maiuscola.
Marina Calculli
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( 3 / 230 )
Ci siamo.
Nel caos talebo-disperato si spara sui soldati italiani, a herat si aspetta l'attacco dei ribelli da un giorno all'altro, arrestano Rahmatullah Hanefi , collaboratore di Gino Strada, primo responsabile e mediatore della librazione di Mastrogiacomo, Kabul protesta contro Karzai e picchetta Emergency perché i rapiti afghani contano meno di quelli italiani.
D'Alema cena con la Rice:
" Non si cambia il mandato. Non invieremo altre truppe ma non ci allontaneremo."
e fin qui.. niente di nuovo...
poi arriva il tocco di classe
"..Le questioni interne sono scaramuccie, non hanno niente a che vedere con i rapporti con gli Stati Uniti che sono di amicizia e rispetto reciproco tra due grandi e importanti paesi "
Ma è normale?
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( 3 / 157 )
L'impresa Chiquita multata per crimini in Colombia
Colombia - L'impresa Chiquita è stata condannata per aver sovvenzionato gruppi di paramilitari , con l'assenso del direttivo dell'impresa di Cincicnnati, nello stato nordamericano dell'Ohio. La multinazionale ha piantagioni nella zona di Uraba, vicino la frontiera con Panama. Negli anni '90 questa regione è stata una della più colpite dai massacri di contadini, fatte da questi gruppi paramilitari di destra. La maggioranza dei casi di torture e massacri sono stati realizzati perché i contadini venivano considerati alleati o simpatizzanti di gruppi guerriglieri.
L'antica multinazionale e dieci dirigenti non identificati e impiegati hanno sovvenzionato con 2 mila dollari in assegni e denaro dal 1997 al 2004 una "violenta organizzazione di estrema destra" chiamata Autodefensa Unidas de Colombia (AUD) o le Fuerzas de Autodefensa de Colombia, secondo il Dipartimento di Giustizia di
investigazione criminale della Corte Federale.
Per questo grave crimine di collaborazione con una organizzazione terrorista, divulgato per la prima volta solo dai mezzi alternativi di informazione, la compagnia Chiquita è arrivata ad un accordo con il Dipartimento di Giustizia in virtù del quale dovrà pagare nel corso dei prossimi cinque anni una multa di 25 milioni di dollari, più
interessi. " La multinazionale statunitense pagherà una multa di 25 milioni di dollari al governo degli Stati Uniti " ha detto l'ufficio stampa del marchio Chiquita. Due delegati delle Nazioni Unite (ONU) in Colombia hanno convenuto che i 25 milioni di dollari della multa dovrebbero essere destinati alle vittime del conflitto armato interno.
da agenzia Adital
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Per la seconda volta, l’Italia ha reso giustizia agli italiani e figli di italiani massacrati dalla dittatura militare argentina dei Videla e dei Massera, instauratasi al potere il 24 marzo 1976.
Il 6 Giugno del 2000, a Roma, nella cosiddetta “aula bunker” di Rebibbia, che fu costruita per giudicare in condizioni di massima sicurezza i terroristi delle Brigate Rosse, la seconda sezione della Corte d’Assise aveva condannato all’ergastolo i Generali dell’esercito Argentino Suarez Mason (morto nel 2005) e Riveros .
Il 14 Marzo scorso la stessa seconda sezione ha inflitto la massima pena, l’ergastolo, a cinque ufficiali della Marina Argentina: Jorge Acosta , conosciuto per la sua ferocia come "El Tigre”, la tigre; Alfredo Astiz, già condannato a Parigi per il sequestro e l’assassinio di due suore francesi; Jorge Vildoza, Antonio Vanek ed Hector Febres.
Essi operavano nella famigerata ESMA , la scuola di meccanica della Marina, principale teatro della repressione dove furono torturati e sterminati cinquemila dei trentamila “desaparecidos”, uccisi dentro la scuola o gettati vivi dagli aerei nelle acque dell’Atlantico e del Rio de La Plata.
Articolo completo di Italo Moretti su: FondazioneItaliani
da non perdere il film Garage Olimpo
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( 3 / 141 )
Chi mi conosce avrà capito che appartengo saldamente a quel mondo dei NO-WAR senza se e senza ma , che per me il principio della non belligeranza prevarica qualsiasi teorema politico e ideologico, che a costo di apparire impopolare vale la pena schierarsi sempre a favore del ritiro militare dalle zone di guerra eccetera eccetera.
Qualcuno di questi probabilmente si sarà anche fatto l'idea che il mio antiamericanismo sia strettamente confinante con il pro-islamismo o che tenda a giustificare ad ogni costo il mondo arabo.
Vorrei sgombrare ogni dubbio, qui e per sempre, che in guerra ci sono anche loro e non sembrano demomordere più di tanto.
Ultima delle cazzate iperboliche proveniente da quelle terre aride è la conferenza di pace di Baghdad, tenuta alla fine della settimana scorsa.
Mentre in italia si parlava sull'urgenza di una conferenza tutta nostra, in IRAQ la stavano consumando nel peggiore della sua espressione .
In pratica cosa hanno fatto: si sono riuniti ad un tavolo un certo numero di paesi arabi per discutere della crisi mediorientale con un vincolo prestabilito secondo il quale 'nessun stato occidentale è ammesso alla conferenza' .
e vabbè, vorranno parlare liberamente dei cazzi propri pur di raggiungere l'agognata tregua, avranno un sistema tutto loro, stiamo a sentire cosa propongono..
E invece come risultato conclusivo del meeting si legge: " Per garantire la pace è necessario che tutti i paesi occidentali lascino le terre occupate ".
Eh beh, questo è grazialcazzismo gratuito. Così ero capace anch'io. Rincoglioniti col turbante . Quello che hanno chiamato " conferenza di pace " si è rivelato un meeting strategico militare su come debellare il nemico , sputtanando tristemente la parola " pace " in un contesto di ostilità infantile e becero.
Ora, ragionando, è vero che l'invasore non l'ha chiamato nessuno, ma è come aspettarsi che uscisse da una nostra conferenza sulla pace " il medioriente deve piegarsi alla volontà democratica occidentale che è di indiscutibile successo planetario ".
Parole al vento che non servono a nessuno, se non a confermare l'ottusità di chi le pronuncia.
Occasione sprecata. 0-0 palla al centro
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( 3 / 176 )
O via, c'è fermento nel web, anch'io partecipo alla catena solidale per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo.
Piena solidarietà per il ritorno del giornalista. Desidero speranzoso che lo liberino al più presto, ma non posso esimermi dal domandarmi che minchia c'è andato a fare nella tana del lupo.
oh insomma, ascoltando le dinamiche ufficiali c'è andato perché aveva un contatto talebano fidato e voleva fare un inchiesta su come si stavano preparando per l'offensiva di primavera.
No, voglio dire, è un giornalista, non un sedicente cercatore di funghi nel deserto.
Dice che non è una spia. No, non lo è, ne sono convinto, e ci mancherebbe. E' uno che tornato dalla talebania avrebbe pubblicato (con conseguente rimbalzo a pioggia in ogni angolo del pianeta) solo le strategie militari dei talebani allocchi. A tutto il mondo.
In effetti le spie di solito parlano con altre spie, è un circolo piuttosto d'elite.
Non so, ci sarà un motivo per cui non arrivano 'quel tipo di notizie' da quella zona. Forse i ribelli sono arroccati egregiamente e non entra o esce nemmeno un spillo, mi sembra strano che un giornalista di esperienza non abbia valutato tutti i rischi che avrebbe corso.
boh, sarò pessimista, ma la vedo dura. Incrociamo le dita .
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( 3 / 174 )
Nella mappa la dislocazione della NATO nel paese (Isaf). Si tratta di circa 32.500 uomini che, alla fine del 2006, hanno inglobato parte delle forze Usa di Enduring Freedom. Attualmente dei 37 paesi che fanno parte di Isaf 11.800 sono americani, 6.000 britannici, 2.700 tedeschi, 2500 canadesi, 2000 dei Paesi bassi, 2000 italiani, 975 francesi.
Il contingente italiano occupa la regione di Herat , confinante ad ovest con l'Iran. Herat è una regione strategica, ex via della seta e attualmente controllata dall'Iran .
Recentemente è stato chiesto l'aiuto del Canada alla Germania per far fronte agli attacchi dei ribelli talebani nel sud del paese, aiuto rifiutato con la scusa di far parte di una missione di pace e non di guerra . Il consiglio di sicurezza ha subito richiamato l'attenzione di tutti i componenti sottolineando che per missione di pace si intende anche la difesa militare dei presidi esistenti e la partecipazione ai conflitti estesi in tutto il paese: " L'afghanistan è una zona di guerra e dobbiamo essere pronti alla guerra ". Messaggio prontamente recepito dagli alleati tedeschi che oggi inviano 6 Tornado da ricognizione e altri 1.400 soldati al fianco del Canada.
Herat, come dicevamo, è a controllo iraniano. il paese sta vivendo momenti molto delicati sulla questione nucleare. Gli USA pretendono che siano interrotti immediatamente gli sviluppi su questo tipo di progetti e minacciano ulteriori sanzioni per Ahmadinejad.
Che tipo di sanzioni?
Si va dal divieto di espatrio di alti funzionari all'embargo programmato, ma il pericolo è quello di spingere l'Iran in un angolo rendendo più probabile lo scoppio di un conflitto.
In caso di risposta negativa una delle strategie previste è quella di colpire a breve alcuni depositi in cui è nota la presenza di apparecchiature per la costruzione di armi atomiche e arricchimento di uranio. operazione che ritarderebbe di un paio di anni la dotazione nucleare al paese. il D-Day, da consumarsi in una sola notte e già sperimentato dalla NATO in altri paesi, rappresenterebbe quindi la definitiva scintilla per il conflitto. Al momento è chiarissimo, e anche relativamente semplice, attuare questo primo piano di forza, altro è determinare con esattezza le conseguenze.
Del resto da parte degli USA Il pretesto per colpire l'iran a primavera c'è già, dalla base in Azerbaijan sono puntati missili a getto di 150km, le frontiere iraq-iran sono presidiate dagli americani, ma il nodo che resta da sciogliere è l'impiego di risorse inesistenti.
Gli USA hanno recentemente ridotto il contingente in Iraq proprio in relazione ai preparativi per l'attacco all'Iran ma tutti sono concordi che l'impegno massiccio su un terzo paese (dopo Afghanistan e Iraq) riserva molte incognite. Ecco perché il consiglio di sicurezza pretende massima collaborazione da tutta la coalizione: SI VA ALLA GUERRA .
Dopo aver dipinto lo scenario bellico iraniano torniamo all'Afghansitan, ad Herat, dove ci sono gli italiani.
Emma Bonino , ministro per la cooperazione e politiche UE, non nasconde che in Afghanistan l'italia non ha alcun tipo di interesse economico , la nostra presenza si basa esclusivamente sulla cooperazione per la stabilizzazione democratica del paese.
Alla luce dell'incidente accorso tra Germania e Canada, è bene sgombrare ogni dubbio e ammettere con lucidità oggettiva che se sarà necessario, i nostri soldati dovranno indossare fucili e sparare.
Inoltre, se per caso gli sviluppi sulla questione usa-iran dovessero aggravarsi (come abbiamo visto è molto probabile) gli italiani, unica forza nato ad occupare una regione a controllo iraniano , si troverebbero ritorsioni su ogni fronte e verrebbero schiacciati come in un sandwitch.
Ricordiamoci che, come scrisse il Corriere l'11 settembre 2001 " Siamo tutti americani ", sono anche gli iraniani e i talebani a pensarlo.
Questo è quanto, poi continuiamo pure a chiamarla missione di pace.
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( 3.1 / 126 )
Ucoii sotto accusa dalla magistratura italiana per aver pubblicato nell'agosto 2006 un articolo con la frase del titolo di questo post.
Istigazione al razzismo, recita il capo d'accusa contro ignoti mosso dai PM romani. ( AdnKronos)
Leggendo mi è saltato all'occhio questo passaggio:
Nell'invito a comparire si rammenta, inoltre, che nella pagina venivano elencati "n.70 'fatti storici' sostenutamente avvenuti in Libano e Palestina ad opera di Israele, elencando a fianco di ciascuno di essi definito 'massacro' il numero dei morti, concludendo 'Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano', aggiungendo quello che avete letto non è un elenco di numeri e date che si possono dimenticare: è il racconto di una tragedia che si sta consumando non molto distante da noi. Ora nessuno potrà dire: 'io non lo sapevo'".
Ma dov'è l'istigazione??!?
vabbè, potrò dire che hanno ragione senza finire a pane e acqua?
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( 3.1 / 129 )L'Arena, 28 gennaio 2007, Domenica In.., ore 19 circa, RAI 1, Roma, Italia, Mondo. Conduce Massimo Giletti , si parla di poligamia. In studio una musulmana dell'Ucoii, Idris e un orda di opinionisti cattolici. Giletti sventola un articolo con la confessione di un imam "E' giusto picchiare una donna" , "Serve un albo degli imaN" (con la enne!), grida la Santanché . Per par condicio viene chiamato a testimoniare uno dei massimi esperti nel settore: PUPO , diviso tra l'amore di due donne. " Anche la cristianità ammette la poligamia ", questo il senso dell'intervento. Qualcuno fa notare che non si tratta di poligamia, bensì di adulterio. e vabbè. Qualcuno ritrita per la miliardesima volta l'intelligentissima argomentazione " se noi andiamo a casa loro non ci fanno costruire le chiese "
ok, non so nulla della poligamia musulmana, ma nel complesso penso di aver ascoltato raramente tante cazzate messe in fila.
Papa Giletti conclude l'omelia: " Rispettiamo tutti perché è giusto così ma non dimentichiamoci che l'Italia e l'Europa fonda le proprie basi sulla cristianità "
Applauso corale di approvazione, sullo sfondo delle testoline annuiscono silenziose.
Ma quale rischio abbiamo corso? Vale la pena discuterne perché è a repentaglio la monogamia del maschio italiano, che se per caso posa l'occhio sul culo di un altra viene immediatamente evirato dalla compagna? E' a rischio la stabilità cristiana? (questi arrivano in massa, trombano in massa, cagano figli in massa, in una decina d'anni ci soppiantano tutti).
E' a rischio la perdita di identità, il patrimonio culturale fondato sulla logica dell'etica vaticana. Se ne parla perché ormai gli italiani sull'immigrazione hanno preso una decisione comune: " possono convivere con noi ma alle nostre regole: dove il corano sfiora i confini della moralità cattolica è guerra. punto ".
Questo probabilmente equivale a chiedere ai musulmani " Fatevi una versione di corano occidentale o state a casa vostra ".
L'italiano medio tollera, e con convinzione si dichiara tale, fino a quando questo principio non viene messo in discussione, dopodiché è pronto alla guerriglia ideologica (e probabilmente non solo).
Punto primo: ma in questi casi una paccata di cazzi propri sembra male? se seguire la tua religione non impedisce a me di seguire la mia, su cosa dobbiamo discutere?.
Punto secondo: se mio figlio sposa una musulmana e si converte all'islam, se tutta italia a un certo punto si converte all'islam, vorrà dire che l'islam ha qualcosa in più, o no?
Punto terzo: parlare di poligamia oggi equivale a discutere sul sesso degli angeli, perché forse solo lo 0,1% degli islamici ne farebbe una questione di scontro.
Punto quarto: parlare di poligamia islamica in tv con un dibattito fra Pupo, Giletti, Crepè e la Santanché è come assistere a una conferenza di Flavia Vento sulla politica economica mondiale.
Punto quinto: Per fare disinformazione basta parlare inconsapevolmente di cose di cui non sai nulla. Per far crescere la discriminazione basta parlare consapevolmente di cose di cui non sai nulla.
Finisco.
La mia società ideale è quella che si trasforma, che si evolve, che si arricchisce culturalmente cercando di cogliere il buono che c'è da ogni individuo. Se un giorno mi trovassi in minoranza in mezzo a una società islamica mi batterei perché venissero rispettati i miei diritti civili, allo stesso modo in cui lo faccio oggi, perché sono convinto che la differenza non la facciano due modelli sociali a confronto, religioni, lingua, pelle e bla bla, bensì la ricchezza con la povertà, l'ignoranza con la cultura.
L'islam ha i propri cretini (quelli per cui è giusto picchiare le donne) nella stessa proporzione in cui i nostri stanno alla cristianità (quelli per cui TUTTI gli altri picchiano le donne).
Ogni tot di fedeli c'è un cretino. che vogliamo farci. E' così.
Chiudo con questa nota trovata su wiki a proposito di Domenica in:
Mara Venier non è confermata al programma dal Direttore di rete Fabrizio Del Noce. La Venier accusa Del Noce (legato a Forza Italia) di averla estromessa a causa della sua conduzione di una serata pro Veltroni, candidato per il centrosinistra alla rielezione a sindaco di Roma per il 2006, nonché per le pressioni ricevute dal Vaticano sui contenuti di Domenica in TV, ritenuti poco adatti alla fascia oraria 14-16, alle famiglie e in particolare ai bambini, specialmente dopo la lite Pappalardo-Zequila e l'invito a Melissa P.. Dal canto suo Del Noce smentisce ogni motivazione politica e l'ingerenza da parte del Vaticano, spiegando la sostituzione oltre che con gli episodi Pappalardo-Zequila e Melissa P., con l'esigenza di un naturale ricambio, avendo Mara Venier condotto Domenica in per troppi anni, e col desiderio di far sbocciare un nuovo talento (la neo-conduttrice Lorena Bianchetti, dopo la buona prova nel talk-show "Al posto tuo").
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