fresche fresche, appena rientrato.
Si dice che la crisi economica c'è ma siccome non si vede materialmente (lo shopping non è cambiato) pare che non esista. Nonostante ciò il mercato delle case è crollato. Si può comprare con niente, il problema è che non si riesce a vendere.
La benzina costa 2.40 dollari a gallone, il diesel 3.80 (quasi il doppio!!)
un gallone sono circa 4 litri. Ciò equivale a circa 50 centesimi di Euro per un litro di benzina, e un ottantina per il diesel.
un mese fa la benzina costava quasi 4 dollari a gallone. Sceso il petrolio, scesa la benzina.
In America il carburante non è mai stato fisso, va esattamente di pari passo con il prezzo del barile.
SOLO PER GLI IMBECILLI ITALIANI questa cosa non succede e il carburante non scende mai.
OBAMA is gonna win , ovvero VINCERA' le elezioni.
Per le classi sociali (suddivise notoriamente in fette con gap non indifferenti) alte e Repubblicane è un dramma.
Quelle basse sperano.
Sarah Palin la danno come incompetente.
Si dice che nemmeno Obama tracimi di tutto questo telento organizzativo e politico. Il vero mostro rivoluzionario con le palle pare sia la Hillary Clinton , con esperienza e idee chiare.
Come problema più grosso però sembra sia avverito il fatto che il leader è un po' troppo abbronzato .
Gli USA restano, per quello che ho visto, il luogo più razzista del pianeta: I negri sono ancora molto negri.
Con la polizia non si scherza , mai guardarli fissi negli occhi, e guai mostrare i denti, anche fosse per un sorriso sincero.
Una stecca di Marlboro costa 30 dollari, circa 20 euro.
L'Alitalia è tornata davvero a volare , non era uno scherzo, anche se gli assistenti di volo sembrano tutti veramente scazzati. Comunque gli aeroporti sono davvero pieni dei nostri aerei. Speriamo sia un bene.
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( 3 / 411 )Si dice città di provincia, paesone, chiuso, morto, desolato, provinciale. Se avessi dovuto scegliere, agli arbori della mia giovinezza, non ci sarei nè venuto, nè ci avrei mai vissuto. Eppure è una delle città con reddito procapite più alto, la prima nella lista dei contribuenti, la città più vivibile, più a misura d'uomo, la più sostenibile fra tutte le città d'italia.
Uno se lo chiede, uno che vive a roma, a milano, a napoli, a catania se lo chiede, quando sente le classifiche del sole 24 ore. Si chiede quale sia la differenza tra vivere in un posto di merda piuttosto che in un altro, se le leggi provinciali, regionali, nazionali, sono grossomodo le stesse per chiunque.
Ebbene qui si trova la risposta. Non ci si arriva subito, perché chiunque venga a Siena la prima cosa che nota è che non c'è un cazzo e che gran parte di quello a cui era abituato gli manca. E' successo a me, succede a tutti, non so cosa capita a chi ci nasce, come mio figlio, ma glielo chiederò appena capirà la domanda.
Qui alzi gli occhi e non c'è una crepa nei muri, capisci? non c'è una casa stinta, che sappia di vecchio nel senso di trascurato, trasandato o malconcio. Non ci sono barboni, non ci sono mendicanti, non ci sono graffiti sui ponti. Qui se una striscia sulla strada si vede poco chiamano i vigili in venti. Lì, ovunque tu sia, te ne sbatti i coglioni come ho fatto io per decenni.
La differenza la fa crescere in un posto accettandolo passivamente o viverlo pretendendo il meglio. Un concetto banale, semplice, diretto. Se tutti si interessassero delle sorti del proprio territorio le cose andrebbero diversamente, non c'è nulla da fare, se vivi in un posto di merda un po' è anche colpa tua e te lo meriti.
Sono nato e cresciuto in un agglomerato urbano il cui calore mi è mancato per anni. Oggi mi rendo conto che vivere dove non c'è un cazzo non è diverso dal vivere in un posto in cui c'è tutto. Comunquie sia ti sposti, quella dell'orgoglio di massa è una cazzata a cui si aggrappa chi sa di vivere in un posto del cazzo.
Perché dico tutto questo? perché sono stato tre giorni a Roma ed ho visto un posto da schifo, caput mundi un paio di palle. Metropolitane del seicento, sdentata, aggrinzita, moribonda.
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( 3 / 26 )Ecco come mi sento a volte.
Primo perché ogni volta che presiedo ad una assemblea o una riunione di qualsiasi natura, che intervenga o meno, me ne vengo via con un sacco di parole rimaste imprigionate fra gli incisivi e i molari. Secondo perché se fossi furbo mi sarei tesserato nel PD o nella CDL e penserei alla carriera, terzo perché SOLO IO avverto la necessità di fare politica in un altro modo.
Secondo me "La Politica" si fa in un altro modo perché questa è una attività che va necessariamente suddivisa in momenti distinti, ognuno dei quali strettamente legato a quello precedente e a quello successivo. Alla fine, solo quando tutti gli elementi si sono consumati, nella coralità dell'insieme si arriva ad esprimere ed attuare un progetto. Questo vale che tu sia di destra, di sinistra, un prete ortodosso, uno scintoista maremmano, che tu sia Ministro della Giustizia o lo spazzino di un circolo di provincia. Vale per tutti.
Quando trovo uno qualsiasi, che so, di canicattì, e vengo a sapere che è iscritto a rifondazione alzo il sopracciglio. Toh! un compagno :) bella roba, brava persona sicuramente. Lo scambio di sguardi solitamente è lo stesso film di passioni incazzature e frustrazioni per entrambi.
Quando trovo l'inquilino che sta sotto casa mia e mi racconta che Acqua SPA gli ha smontato il contatore dell'acqua e mi chiede disperato come può fare, mi chiedo IO cosa posso fare per lui, nel mio piccolo, per quello che sono le mie deboli forze.
Non sono idraulico, non conosco nessuno in Acqua spa, mai visto smontare un contatore a qualcuno.
Eccolo lì, il momento 1. il contatto . Posso chiamare il compagno di canicattì e chiedergli cortesemente se ha MAI visto estirpare un contatore dalla sede? (il contatore è solo a titolo di esempio, eh, immagino che l'abbiano scardinato perché effettivamente il tizio non paga la bolletta dal 2001). Potrei farlo, se glielo chiedo ora che lo incontro sono certo che mi da tutta la sua disponibilità. Di fatto però, nè io lo chiamo, nè probabilmente lo troverei.
momento 2. Il dibattito. Si fa una riunione sui contatori, siamo in 20, a turno ognuno dei partecipanti esprime, con dovizia di particolari, la sua analisi e opinione politica sul caso contatori. Nessuno interrompe, favorevoli e contrari hanno parlato con il risultato che tutti sanno chi è contrario e tutti sanno chi è favorevole. punto.
Ora, sul momento 1 ci si può lavorare, la disponibilità è assicurata, basterebbe muoversi, nessuno si tira indietro. Questo lo sanno tutti, a volte i tutti hanno da fare anche altre cose, ed è giusto così.
Il momento 2 in politica è fondamentale per la definizione delle gerarchie, necessarie anche queste. Preferisco che esista i/il leader piuttosto che un branco sciolto senza riferimenti. Quindi il momento di organizzazione collettivo è indispensabile. Facciamone quante più se ne può di riunioni, non fanno altro che bene. Ma non facciamo solo quelle.
Perché sostanzialmente manca un terzo momento. Quello di compagnia , inteso come sedersi gomito a gomito, anche davanti a un caffè.
Sono del tutto convinto che tutte le decisioni politiche più importanti (a qualsiasi livello) vengano prese davanti a un caffè e riportate nel rito dell'intervento a turnazione . Quindi secondo logica, perché non lavorare e alimentare il rito del caffè che è più produttivo?
Dico questo perché si sente spesso demonizzare le manie festaiole dei partiti di sinistra. Beh, cazzo vuoi, non esiste momento politico più importante di una festa. Se la politica non è lavorare per aggregare la gente e condividere insieme un percorso riformista non c'ho capito niente io.
Ma se non ho torto allora diamoci da fare, incontriamoci, VEDIAMOCI, diamoci appuntamento, SENTIAMOCI, per una cazzata qualsiasi.
Potrei parlare di politica al bar mentre c'è Milan-Juve, ma non me ne frega un cazzo dell'opinione di un forzitaliota o di un razzista qualsiasi, voglio quagliare con i miei compagni , che esca qualcosa, che si partorisca un idea, un iniziativa. TROVIAMOCI, a te trabocca il fosso sotto casa? a me mi cagano i piccioni sui panni. Ovvai, andiamo dal sindaco .
E invece mi pare che in generale si stia consumando uno dei paradossi più stupidi che la società umana si sia mai trovata ad affrontare: Disponiamo delle tecnologie per comunicare allo storione la data del parto del caviale e non riusciamo a sapere chi, in pieno giorno davanti ad una folla di passanti, alle 15:30 di mercoledi è venuto a smontare questo cazzo di contatore.
ok, scherzi a parte, davvero non so quanto sia nel giusto, ma penso che ci sia da lavorare un bel po' prima di ritrovare lo smalto politico e militante di qualche tempo fa, e non c'entra niente il contesto politico nazionale attuale, le pressioni, il tritacarne destra-centro-sinistra, c'entra forse il capitalismo che si è insinuato negli interstizi più nascosti del genere human occidentalis.
Non per questo si deve mollare, eh. Anzi.
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( 2.9 / 85 )Se c'era da stupirsi per i vaffanculo di Grillo non dovrebbe passare inosservato nemmeno il " ve lo metteranno le culo " di Luttazzi ieri sera. A quanto pare, chi aveva scelto di arrivare alla grande massa per mestiere e poi veniva Bulgarato ci ha guadagnato nello spirito.
Grillo, con il suo entourage di tecnici, organizza quella splendida quanto pericolosa cosa dei meet-up, la Guzzanti sforna un film da antologia, Luttazzi fa un bel CD e un ritorno all'elettrodomestico con la carica di un ariete impazzito.
Santoro e Biagi non hanno saputo approfittare del blog per fare esperienza di comunicazione diretta e hanno pagato: il primo se n'è andato al parlamento europeo e il secondo è rimasto piegato in un cassetto. Sono tornati in tv tali e quali. Gli altri si sono evoluti .
Ad ogni modo un applauso a Luttazzi e La7 lo volevo fare, anche se era difficile programmare il registratore visto che sul televideo, al posto del " Decameron ", qualche dislessico ha scritto " Documentario ".
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( 3 / 65 )Non me ne vogliano quelli per i quali il web non ha segreti ma c'è anche chi legge e può pensare che un aggregatore sia un nuovo modello di frullatore e un blog una trasmissione televisiva cult .
A loro va detto che un aggregatore è un gruppo di bloggers (persone fisiche che scrivono i loro pensieri) che si radunano in altri spazi web che interpretano come speranza politica, sociale e culturale del dibattito sui contenuti via internette .
Non è così.
Il mondo parallelo che si crea su internet è esattamente parallelo a quello reale e nessuno può farci nulla, cambia la forma ma non il contenuto.
Se uno nasce mancino e poi lo costringono a usare la destra dirà per tutta la vita che è ambidestro , non ambisinistro. Perché tutti vogliono che sia da tutte e due le parti destro.
Se muore la politica si suicidano anche gli aggregatori, se una corrente politica cede, cade l'ideologia che ha mosso la tastiera del branco associato, se l'ago della bilancia si sposta, internet cavalca l'onda dove tira il vento e il dente duole dove batte la lingua. No?
Lo dico perché scrivo su questo coso da un anno esatto, da novembre del 2006, e poiché la mia visione politica si basa sostanzialmente sull'aggregazine della gente , che questa cosa fosse possibile su internette apparve ai miei occhi profani come un idea fantastica .
5 minuti ed ero aggregato a www.bloggoverno.net.
Non ci cliccate, tanto non si apre nulla, è morto, defunto, chiuso, collassato, trapassato. Chi ci scriveva ha smesso di farlo e chi pagava il conto per l'hosting ha ovviamente smesso di pagarlo.
Bellissimo progetto, simpatico, ironico, soprattutto lettissimo. Nato sull'onda dell'eccitazione del 9 aprile 2006 e del riscatto a sinistra, il blog multiautore ebbe a dire che monitorava l'operato del governo reale e ognuno ci faceva l'opinionista, me compreso.
C'era un blogpresidente del blogconsiglio, una serie di blogministri e una serie di blogsegretari. Poi a fianco della home page una specie di redazione, i vari autori che si ritrovano in un barcamp, basecamp o salcazzo come si chiamava il posto dove si chiacchierava, via. UN FORUM . ecco, c'era la parola ma qui usa chiamarla in altro modo.
Io fui blogministro della giustizia , scrissi settotto post e ognuno di noi (nessuno escluso) ebbe la sua fetta di notorietà per i più svariati motivi. Lo dico senza malizia, per un po' mi sono divertito e la cosa era interessante, grazie anche a tutti gli altri autori.
Poi seguì un fenomeno involutivo altrettanto brillante, scoppiettante e divertente. A fatica cercavo di seguire i dicorsi che faceva la 'redazione', il PD che andava verso sonasega dove , le kilometriche e pallosissime argomentazioni sulla struttura della democrazia interna, il ROSSO che puzzava come merda fresca, ministri a trans, cocainomani catto-incestuosi, il governo vero che avrebbe dovuto essere preso a mazzate più che ad analisi intellettuali, gli aggregati si ruppero il cazzo e addio all'agenda sull'operato del governo. amen.
Anarchia, fancazzismo, cazzolunghismo dominante, la brillante idea di questa cosa simpatica è schiattata insieme alla stabilità politica del paese.
Ora mia arrivano e-mails da Kilombo, per chi non lo sa è un altro aggregatore di sinistra.
Stamattina, fino alle 5 di stasera, qui c'è stato un sole stupendo. Gli scorci delle colline, i vigneti orfani dei grappoli d'uva e i colori irradiati dalla luce di oggi erano davvero una favola.
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( 3 / 74 )
L'ennesima polemica sulla sicurezza (che va tanto di moda fare) scatenata dall'arresto di Piancone, a me sembra che abbia gli stessi connotati dell'annosa questione indulto, sembra che segua le stesse dinamiche del qualunquismo che si accatasta in post, articoli sui quotidiani, commenti e servizi televisivi.
L'immagine del qualunquismo di cui parlo è quasi sempre partorita da un coglione qualsiasi, a caso, che in un momento a caso parla con tono moralista su pricipi di cui non ha capito una mazza.
Segue un lieve bisbiglio accompagnato dalla timida approvazione di uno, a
cui si affianca un altro e poi un altro e un altro ancora.
Nel giro di niente si può contare una folla schierata dalla parte del coglione. A questo punto, che abbia detto una cazzata o meno non frega più a nessuno. Nessuno si pone nemmeno più il problema, quella cosa ha la sua dignità perché è condivisa a maggioranza.
Lo dico perché ho la convinzione che ogni giudizio, su qualsiasi cosa, debba avere la sua misura di riferimento, e come al solito è assente da questa polemica.
La domanda che si pone la popolazione di fronte alla falla sulla sicurezza messa in evidenza dalla semilibertà del terrorista Piancone ha una risposta sola: Doveva essere in carcere.
Grazialcazzo, anche per me doveva essere ingabbiato, ma in un sistema giudiziario che ha tutte le colpe del mondo meno quella del codice di procedura penale (invidiato da mezzo pianeta) non si può pensare che, perché c'è in giro un terrorista, debba essere partorita un ulteriore norma restrittiva ai detenuti. Mantenere una persona in carcere ha un costo, ha bisogno di spazio, gente che lo sorvegli, risorse a disposizione. Se esistono le condizioni, purtroppo non si può fare a meno di correre il rischio, secondo me è naturale, normale, giusto che sia così.
Riepiloghiamo: questo signore, o per meglio dire questo criminale, ha ucciso 6 persone. E' stato condannato a 4 ergastoli e come si dice in questi casi è stata buttata via la chiave.
Dopo 25 anni lo ritroviamo in una banca con 4 pistole. Terribile, ne sono consapevole. Ma che fai, è verosimile raggiungere un livello di perfezione giudiziaria che tenga TUTTI i criminali dentro e TUTTA la gente onesta fuori? No, a mio avviso è un utopia, quindi è inutile accanirsi sui singoli casi. La sicurezza TOTALE esiste solo in corea del nord, forse. Qui esistono margini di insicurezza e se vogliamo mantenere QUESTO tenore di vita dobbiamo farci l'abitudine, invece di armarsi contro il sospetto negro. Prendere o lasciare, democrazia o regime.
Questo tizio ha fatto 25 anni, VENTICINQUE ANNI, non SEI MESI, passati dietro le sbarre seguendo un comportamento esemplare, senza far registrare nessuna inclinazione a violenza, ad associazionismo reazionario o rivoltoso. Uno che probabilmente si alzava la mattina e giocava a dama con il secondino, che chiedeva le sigarette e aspettava con disciplina che gli arrivassero.
Il sistema penitenziario non permette il minimo errore, insieme al condannato vivono e lavorano psicologi, assistenti sociali, medici, guardie, un mare di gente che al minimo accenno ti revocano il permesso di scorreggiare.
In un sistema penitenziario che non sia Guantanamo, DEVE esistere il 'premio' alla disciplina, fondamentale in quanto tale e in quanto vitale per la sopravvivenza della struttura, o il prezzo da pagare sono le rivolte brasiliane che abbiamo visto di recente.
Erika, Pietro Maso, i loro psicologi possono certificare in qualsiasi momento che sono soggetti pericolosi, che il loro profilo corrisponde a malati di mente, "incapaci di provare emozioni". Tutti gli addetti ai lavori sanno che per loro, scartare una caramella o sparare al fratello, equivale alla stessa emozione.
Eppure Erika tra una decina di anni uscirà di carcere. 3 anni prima del previsto grazie all'indulto. Mi chiedo da sempre quale sia la differenza per gli indignati contro l'indulto.
C'è un albanese, un perisocloso albanese, sfuggito alle guardie carcerarie su un autogrill a incisa valdarno nell'agosto passato. Di lui non si sa più niente, evaporato, sparito, ma tutti continuano a vivere, a zappare gli orti, a stendere i panni, a frequentare puttane e a chattare su messanger. Però parlano di sicurezza e a quanto sono rompicazzo i lavavetri e sudici i ROM. E' questo che mi da fastidio, non il caso Piancone in se.
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( 3 / 37 )
Su ispirazione di pensatoio, torno a parlare di un argomento sul quale mi rendo conto di sostenere una posizione che differisce un po' dal sentimento comune della sinistra in generale.
E' una riflessione a freddo, può darsi che manchi di qualche elemento e appaia un po' ingenua, but i don't care, io la penso così.
Sono del tutto convinto che il precariato non sia un elemento che coinvolge le singole persone, ma l'intero sistema, l'intero organo produttivo di una società.
E fin qui siamo all'acqua calda. Il sistema schiaccia il lavoratore. Però non è una legge, (benché la BIAGI gli abbia spianato la strada) ma la concezione economica degli agenti di mercato ed economisti dai quali per qualcuno sembra che partoriscano sempre grandi genialate di welfare.
Quello che ritengo essere il primo ED UNICO responsabile del precariato è il sistema competitivo, LA CONCORRENZA, che in tutti i paesi industrializzati consente picchi di produttività rilevanti al prezzo di porre in seria difficoltà tutte le categorie che ne fanno parte.
In sintesi essa genera competizione, che genera migliori servizi, che di conseguenza genera maggiori sforzi, che genera gare al ribasso, che generano meno circolazione di denaro, che genera meno stipendi, che genera meno occupazione, che genera più infelicità, che genera meno potere di acquisto.
In un panorama di aziende che producono lo stesso bene, il modello vincente di quella più competitiva è produrre servizi migliori realizzati con maggior sforzo di un'altra e a prezzi inferiori. Non c'è logica. E' un ossimoro.
Ad essere precarie sono prima di tutto le aziende, che strozzate dalla competizione sono spinte a produrre di più a ricarico inferiore.
Soldi che non entrano non escono. Se non entrano soldi non si possono garantire gli stipendi ai lavoratori.
Tutti sulla stessa barca, padrone e sottoposti.
E allora pongo sempre la stessa questione. A chi serve tutta sta roba che viene immessa sul mercato?
A cosa servono 360 modelli di telefonini?
forse alla gola, non certo per creare occupazione.
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( 3.3 / 46 )
Ho 43 anni
credo di essere uno dei pochi a non aver mai visto l'arancia meccanica prima d'ora.
grazie a LA7 che l'ha trasmesso.
C'è poco da commentare, m'ha lasciato senza fiato.
Un ca-po-la-vo-ro .
Come del resto Eyes Wide Shut , che ho visto un mesetto fa sempre in tv e ci tenevo a dirlo, altra assoluta opera d'arte.
Se ora tentassi di buttar giù una qualsiasi recensione su quello che ho visto di questi due film farei solo casino. Mi limito a sottoscrivere la grandiosità delle due rappresentazioni cinematografiche.
Se mai avessi avuto dei dubbi ora sono certo di quanto sia incolmabile l'assenza di Kubrik.
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( 3.5 / 28 )C'è una cosa che ho sullo stomaco che devo dire. Mi scusino gli astanti distratti o in disaccordo.
Al mio paesello è in corso la festa dell'unità. Ieri sera la sinistra giovanile (o meglio quel che resta) ha invitato Marco Travaglio . Sono andato, anche se ero preso più dagli scivoli del mio bimbo che dai ragionamenti comici del giornalista, ho visto un mucchio di gente assiepata nell'auditorium dibattiti della festa e ho sentito qualcosa.
Travaglio, un nome importante, oh, mica una assemblea di partitino, è un VIP della TV.
Alcuni personalmente, altri di vista, ma conosco tutti i membri dei vari partiti della zona, vari dipendenti comunali, giunta, vari simpatizzanti, opposizione ecc.
Ci saranno stati.... mh... 400 persone?
Bene, ho contato 398 sconosciuti e 2 noti: Un ex sindaco e uno dei DS.
E i 398 chi erano? Donna Moderna?
No ok, sarà stata tutta gente senz'altro interessata, ma non mi spiego perché se A fa una cosa B se ne fotte, all'interno dello stesso contenitore, poi.
Questa cosa succede spesso, e attenzione, è solo un caso che parli di una festa dell'unità e dei PiDiisti, perché succede anche da noi: poca interazione fra i circoli, ognuno va avanti con le proprie risorse ecc.., non ci sono eccezioni (se non individuali, ovviamente) in nessuna area politica. La tendenza generale si basa sul principio 'dove non sono direttamente ed espressamente coinvolto non mi riguarda'
E' una sensazione, eh? magari hanno tutti da fare cose più importanti, la vita ha le sue priorità, ci mancherebbe.
Comunque è probabile che sia ingenuo io che immagino la passione politica come elemento di aggregazione, ma questo mi pare che venga scambiato spesso con il dover presenziare perché è sentito come un atto dovuto.
Beh, che volevo dire, che appena sentirò questa necessità, di esserci perché mi vedano che ci sia, sarò pronto per fare le valige, o a candidarmi a sindaco :)
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( 2.9 / 64 )Differenze tra Olio e Acrilico. Impressioni
Sto impiastricciando con l'acrilico. E' la prima volta che accade perché ho sempre avuto il sospetto che la vivacità dei colori ad olio superasse di gran lunga quella degli acrilici. Infatti è così, l'olio brilla di più, ma ci sono dei vantaggi strepitosi che non avevo considerato.
In sintesi, la differenza tra i due pigmenti è che l'olio è raffinato e l'acrilico una maledizione.
Ad olio, a meno che tu non sia un maniaco ossessivo della precisione, più di due/tre ore consecutive non puoi dipingere, perché come è noto, dopo un po' hai quasi tutto il lavoro 'fresco' e serve almeno una settimana per stendere uno strato successivo. Ovviamente il discorso non vale per chi non lavora a strati, chi realizza l'opera completa nelle 2/3 ore ecc..
L'acrilico al contrario è un bastardo perché non ti fa smettere di impiastricciare MAI!!. Ieri primo esperimento ad acrilico, ieri INTERA GIORNATA davanti a quella maledetta tela (beh maledetta si fa per dire, di fatto è uno spasso :-)).
L'acrilico insomma, non sono io a scoprirlo, si asciuga in tempi vertiginosi. figata.
La difficoltà riespetto all'olio sono alcune sfumature che sono quasi impossibili ma non è vero che non si può correggere.
Lo si fa in due modi, a seconda dei tempi. Se la pennellata è storta e ad esempio invade zone sbagliate basta una spugna umida e si può strofinare quanto si vuole, l'acrilico secco (10 min) è impermeabile e si può lavare, lo strato secco non si scioglierà nemmeno con un raschietto.
Se ci si accorge dell'errore a secco si fa un po' di crosta, si trova la stessa tonalità e via. L'acrilico grasso è estremamente coprente, quindi ogni colore sottostante verrà sostituito con il nuovo. L'abilità del pittore quindi diventa quella di fare meno crosta possibile.
Ecco qua il lavoro di una giornata.
ps. è a meno di metà, eh? dopo lo sfondo ci va mio figlio in piedi nel mezzo.
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( 2.8 / 58 )Ho inviato questa lettera al CICAP in seguito alle ennesime cazzate sentite su rete4.
Gentile redazione CICAP, vi scrivo per esprimere la mia posizione riguardo ad un fenomeno che troppo spesso viene trattato, specialmente in tv, in modo superficiale e ingannevole: il ritorno dal coma.
Ho deciso di scrivervi perché non è la prima volta che Rete4, con la trasmissione Top Secret (ma anche altre targate 'misteri') spettacolarizza la questione che di misterioso non ha assolutamente niente, il tunnel di luce che si vede è spiegabilissimo, come lo è la levitazione, il 'vedersi' sul lettino non nasconde nessun mistero. L'ho provato, ne sono stato testimone e mi piacerebbe che qualcuno qualificato come voi smentisse tutte le paranoie che la gente si fa sull'adilà e quantaltro.
Nel 2004 sono finito in coma, una sera, in casa da solo mi sono praticamente accasciato sulla sedia e mi sono risvegliato intubato in rianimazione circa una settimana dopo.
A chiamare l'ambulanza è stato mio fratello che mi ha trovato dopo 14 ore, avevo frequenza cardiaca e respiratoria quasi assente e la temperatura del corpo era di 30 gradi. Un record, perché pare che sotto i 32 sei già cadavere ma tant'è, sono qui, ce l'ho fatta.
In rianimazione ho visto tutto quello che si dice a proposito del tunnel di luce, mi sono visto dall'alto, ho visto i medici intorno a me, ho provato un senso di pace e calore indescrivibile, ricordo perfettamente di aver provato fortemente il desiderio di restare 'di là', ma sono sicurissimo che tutto ciò non abbia niente di soprannaturale e soprattutto che non abbia niente a che vedere con l'aldilà.
Sono sicuro che quello che ho percepito in quell'occasione si tratti semplicemente di alterazioni di natura fisico-chimica. Non sono sicuro di molte cose, ma ho la piena consapevolezza di saper leggere le sensazioni del mio corpo.
Provo a decrivere quello che mi è successo.
Del pre-coma ricordo che ero al computer, un attimo dopo sento, nel buio, una musica techno a basso volume, in lontananza, incessante. Ricordo di essermi chiesto "ma dove sono?". Sentivo caldo, non vedevo nulla, probabilmente perché ero ad occhi chiusi, cercavo di capire il tempo della musica per razionalizzare il contesto in cui mi trovavo. Molto più tardi scoprirò che non si trattava di musica ma del rumore del respiratore artificiale. La mia sensazione era che fossi in una sala di aspetto al buio, non so spiegarmi perché mi immaginassi in una sala d'aspetto ma ricordo di averlo pensato.
Dopo un po' arriva la luce, riesco a vedere tre persone intorno a me, due uomini e una donna, e al contempo sento i battiti del mio cuore aumentare come un tamburo. Li sento nel petto e quasi mi sembra di percepirne il rumore. I tre medici (capisco che sono medici dal camice) parlano fra loro, discutono sulla quantità di un certo farmaco (di cui non ricordo il nome) da somministrarmi. Il cuore impazzisce, penso che se non si sbrigano a somministrarmi quella cosa morirò lì. I battiti aumentano, sembra un mitra, ho una paura tremenda, non ce la faccio più e BUM! un boato, di colpo non sento più nulla, nè rumori, nè musica, nè il mio cuore. all'altezza del mio petto, a una distanza di una trentina di centimetri, si forma un piccolo vortice, sento che sono io che mi sto smaterializzando, mi sto dissolvendo in questo vortice. Come fossi composto da gas percepisco quello che si può definire una levitazione, e mi immagino in una dimensione diversa, sento che sono sospeso in aria, sono circondato da luce bianca intensa. La sensazione è piacevole, non c'è dolore, fa caldo ma non troppo, non ci sono rumori, meglio così che con il cuore a mille. D'un tratto un altro boato, enorme, assordante. Torno sul lettino, il cuore a mille, stesse condizioni. La cosa si ripete tre o quattro volte, vado, torno, rivado e ritorno. Se dovessi quantificare i tempi direi che in questa sospensione ci sono stato per una ventina di secondi alla volta, e qualche minuto con il cuore che mi scoppiava.
Ora, detto questo è facile intuire che con un esperienza simile, se demandassi tutto al creatore, se fossi un osservante bigotto, avrei visto l'aldilà. Di fatto mi sento in dovere di precisare che sono del tutto convinto che di reale non ci sia stato assolutamente nulla e che si trattasse di semplici 'sensazioni'. Ritengo che, come un decimo di milligrammo di LSD ha il potere di provocare alterazioni sensoriali in una massa corporea di diverse decine di kg, anche un particolare stato psico fisico possa facilmente indurre a percezioni particolari.
Sono sicuro che tutto ciò che ho provato sono percezioni, la luce è quella del faro sopra il lettino, la mia levitazione l'ho sentita come percezione. Chi afferma che si è visto sul lettino dichiara il falso, si percepisce, sembra di, è come se, nulla di tangibile, è molto sfuggente e se hai la capacità di ascoltare il tuo corpo si capisce benissimo che non si tratta di aldilà ma di semplice caduta nel sonno comatoso e risveglio, caduta e risveglio.
Alla luce anche dei sogni che si fanno in coma, assolutamente allucinanti, in cui veramente si perde contatto con la realtà (in pratica non si distingue il sogno dalla realtà), è evidente che il coma induce a una situazione psichica molto particolare, e non c'è nulla di strano se nei primi momenti di rianimazione il cervello produca certe sensazioni, forti, più acute dei sogni che verranno, probabilmente molto simili per tutti quelli che versano in queste condizioni.
La frase che ho sentito in tv che mi ha colpito e che mi ha fatto scrivere questa cosa è quella di una sociologa-psicologa che ha detto "ci sono 15 milioni di persone, dall'aborigeno al manager di Manhattan, che testimoniano tutti la stessa cosa.. dobbiamo pensare che qualcosa esiste davvero"
Si, esistono le stesse condizioni per ciascuno di essi. L'aborigeno come il manager vengono rianimati sotto un faro di luce bianca. Dovrebbero provare con un filtro verde e poi farsi raccontare di che colore era il tunnel di luce hanno visto i resuscitati.
Per poter decifrare quello che succede nei primi momenti di rianimazione dovrebbe essere preso in considerazione quello che si percepisce durante le fasi del risveglio. A me hanno detto che sono stato circa una settimana in coma profondo e altre due in coma assistito, praticamente mi facevano dormire con dei farmaci. Queste due settimane le ricordo come un sogno allucinante continuo, interrotto da alcuni momenti di realtà (episodi che ricordo o che mi hanno raccontanto di visite dei familiari) comunque non vissuti in piena lucidità. I sogni che si fanno in coma sono diametralmente opposti a quelli che si fanno nel sonno. In coma non sono sogni, sono veri, si percepiscono come tali e molto spesso continuano ad occhi aperti. Non mi stupisce affatto che qualcuno scambi la lampada della sala di rianimazione come DIO che chiama.
Grazie dell'attenzione
Fabio Guerrazzi
Tags: coma, aldilà, risveglio, tunnel di luce
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( 3 / 47 )Avverto, quello che segue è un delirio, ma l'avevo in mente e dovevo scriverlo :)
Proverò a misurare il valore espressivo di un opera d'arte in funzione del potere evocativo ed emotivo che trasmette nel tempo e nello spazio.
Per fare questo è necessario utilizzare un sistema di riferimento che chiameremo piano di risposta.
Useremo X per descrivere l'intensità e Y per la durata. Z per le ripetizioni.
Senza scendere nei dettagli psicologici sull'emotività definiremo X sul MINCHIA! e Y sulla sua durata nel tempo.
Per capire a cosa corrisponde X basta immaginare dove e quando viene pronunciato o pensato. La volta più intensa che è capitata a me è quando ho visto uscire mio figlio dal corpo di sua madre. Credo di averlo ripetuto una trentina di volte. Ecco, il MINCHIA! si ripete ogni volta che veniamo in contatto con una sorta di magia che genera stupore.
Questa è la X.
La Y vale tanto quanto è la permanenza dell'intensita dello stato d'animo che ha generato X.
Questi valori variano in presenza di eventi naturali (un panorama, la nascita di un figlio, ecc) e in presenza di 'manifestazioni' di opere d'arte.
Il numero di volte che ci troveremo in questa stessa situazione (davanti a un quadro, riascoltiamo un brano, davanti a un tramonto) lo identifichiamo con la variabile Z
Appurato ciò, per completare il sistema di riferimento occorre un ultima variabile K, che corrisponde alla capacità di lettura che l'osservatore ha nei confronti dell'opera.
Con queste 4 variabili abbiamo tutti gli elementi per valutare ogni cosa.
Ora, credo che possiamo tutti concordare che il tetto massimo di X e Y sia raggiungibile solo con la nascita del primo figlio. E' molto alto anche con i successivi, ma il primo in assoluto dovrebbe essere quello che genera emozioni più forti e durature.
Quindi possiamo dire che 0 è un evento di routine quotidiana, 1000 il momento appena descritto.
Tutto quello che sta in mezzo sono regali della natura o opere d'arte prodotte da esseri umani nella storia della sua evoluzione.
La musica, a differenza della pittura, ha una X piuttosto bassa se il valore di Z è basso, e incrementano abbastanza uniformemente. Al primo ascolto di un brano di solito non ricevo grandi emozioni, mentre aumentano alle successive riproduzioni.
Per la pittura è vero il contrario, quanto più Z sale tanto più X decrementa. Più volte vedo un quadro e meno ne sono emozionato. Il picco dell'emotività si manifesta appena se ne percepisce il messaggio, solitamente la prima volta che si osserva. Tutte le volte successive che guarderò il quadro otterrò una risposta meno intensa.
Quindi la percezione di qualsiasi cosa è riconducibile alla capacità di lettura (K) del soggetto per il picco di emotività che scatena (X) per il tempo che dura (Y) diviso le volte che si manifesta (Z).
E=(K*X*Y)/Z
Ora, tutto questo casino a cosa serve? per dire che la musica non è la regina dell'arte.
Prendete Imagine di John Lennon. Non produrrà mai più i picchi emotivi dell'epoca in cui è stata composta, mentre un Caravaggio, per uno che lo guarda per la prima volta genererà l'esatto picco di stupore ed emozione che ha generato 500 anni fa.
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( 3 / 167 )Forse mi sono spiegato male, per rispondere a pensatoio ritengo che non sia il legislatore a dover "vigilare" bensì gli organi deputati a farlo. Quello che intendevo dire è che le leggi che produce generano
tendenza in chi le applica, appunto le autorità di vigilanza.
Ora proverò a spiegare il mio punto di vista sulle legalizzazioni.
Intanto è un termine abusato e astratto, perché la droga è già legalizzata, in quanto l'uso e il consumo è già sottoposto al concetto di norme legali. Liberalizzare sostanze stupefacenti non può significare 'trovare una bancarella di prodotti X sul mercato'. Prevede un controllo, delle regole, dei meccanismi, dei sistemi di distribuzione.
Un dato oggettivo e insindacabile è che queste sostanze fanno male. Qui entra in ballo la morale sulla libertà di demolirsi o meno. Sarò lapidario: In una società civile la comunità fa leggi conservative, non per assecondarla all'autoannientamento.
Assodato che sono nocive, il principio di uno stato che regolamenti lo sterminio di una parte dei suoi cittadini lo trovo inaccettabile.
Quindi, per questioni morali ed etiche che sottoscrivo, uno stato non può amministrare il mercato di sostanze che creano dipendenze per il circolo perverso che si innesca, questo mi sembra lo abbiano capito anche i fan delle legalizzazioni. La droga dovrebbe essere data gratis, a tutti, a chiunque ne faccia richiesta.
Chi la dovrebbe fornire, le farmacie? Prodotti gratuiti in farmacia? No. Non si può fare.
Gli ospedali? E chi volesse provare la prima volta va in ospedale? No, andrebbe in piazza al mercato nero e i traffici resterebbero immutati con magra figura delle istituzioni.
Allora potremmo coltivare oppio, coca e maria al posto dei pomodori e delle arance. In tutto il mondo? possibile metterli daccordo tutti? No. Non è possibile.
Poi sfatiamo un altra leggenda metropolitana che vuole la riduzione della criminalità con la legalizzazione.
La criminalità non si basa sull'offerta, si basa sulla criminalità punto e basta. Non c'è il criminale perché c'è la droga, c'è la droga perché c'è il criminale. Eliminata la droga il criminale resta.
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( 3 / 178 )
Odias tu vida. Eres un fracaso. Lo único que querías en tu vida era triunfar. Querías ir a París, a Nueva York... conocer el mundo, gente, culturas. Tenías dotes, todos decían que eras un gran pintor, que llegarías lejos, y lo creíste.
Comenzaste a juntarte con quien no debías. Creíste que era buena gente, y quizá lo era. Consumías drogas, pero era algo más terapéutico que otra cosa; te habría la mente, veías cosas que si no eras incapaz de ver. Todo era genial.
Sono del tutto convinto che gli effetti che una nuova norma ha sul legislatore e sulla comunità siano molto diversi dalla natura della stessa.
L'esempio più rappresentativo è lo stralcio Giovanardi alla legge Fini sulla droga.
Da un principio proibizionista ad uno meno giustizialista e meno coercitivo per l'individuo.
Sostanzialmente non è cambiato molto in termini di numeri di riferimento, tutti si ricordano la storia dei 40 spinelli come tetto massimo di detenzione. Se da una parte un tizio può girare con più sostanza, per lo spaccio a livelli più consistenti viene comunque garantita una certa sicurezza.
Sulla carta. Nella realtà non è così , quello che succede è che si verifica un abbassamento di guardia nel legislatore e nella sensibilità in termini di percezione del problema. Egli, con metodologie rettificate dalle nuove norme, sposta l'attenzione su obbiettivi differenti. Magari anche di poco, ma differenti.
Ne consegue una logica matematica, che anche se del tutto inventata può rendere l'idea: Per ogni spinello in più sulla tabella si alza di 4kg in più la domanda di cocaina al giorno .
Non sono andato in giro con una bilancina per stilare questo rapporto, ma guardandomi intorno sono convinto che sia così. A pelle mi risulta così, e mi basta per farmene una ragione.
Ora, contrariamente a quella che è la linea del mio partito sulla questione, che l'italia sia diventato il nuovo mercato dei colombiani a me dà un po' fastidio . Per me guardare la pagliuzza sulle questioni di libertà individuale quando è sotto gli occhi di tutti il libero mercato della coca fra la gente lo ritengo un problema da affrontare alla radice.
Per questo mi sento dalla parte dei proibizionisti , e forse un giorno farò anche un post sulle mie regole ideali per combattere il problema.
Per il momento il problema più serio è che non sia considerato tale . Si sorride se i rilevatori di agenti inquinanti intercettano coca nell'atmosfera romana e qualche tonnellata nel po.
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( 3.1 / 217 )Mi chiedo da sempre a cosa serva mantenere lo statuto speciale (1946) in una regione in cui la mafia ha la sua massima espressione proprio in virtù della libertà e del potere che gli conferisce.
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( 3.1 / 215 )

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