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Essere provinciali 
Si dice città di provincia, paesone, chiuso, morto, desolato, provinciale. Se avessi dovuto scegliere, agli arbori della mia giovinezza, non ci sarei nè venuto, nè ci avrei mai vissuto. Eppure è una delle città con reddito procapite più alto, la prima nella lista dei contribuenti, la città più vivibile, più a misura d'uomo, la più sostenibile fra tutte le città d'italia.

Uno se lo chiede, uno che vive a roma, a milano, a napoli, a catania se lo chiede, quando sente le classifiche del sole 24 ore. Si chiede quale sia la differenza tra vivere in un posto di merda piuttosto che in un altro, se le leggi provinciali, regionali, nazionali, sono grossomodo le stesse per chiunque.

Ebbene qui si trova la risposta. Non ci si arriva subito, perché chiunque venga a Siena la prima cosa che nota è che non c'è un cazzo e che gran parte di quello a cui era abituato gli manca. E' successo a me, succede a tutti, non so cosa capita a chi ci nasce, come mio figlio, ma glielo chiederò appena capirà la domanda.

Qui alzi gli occhi e non c'è una crepa nei muri, capisci? non c'è una casa stinta, che sappia di vecchio nel senso di trascurato, trasandato o malconcio. Non ci sono barboni, non ci sono mendicanti, non ci sono graffiti sui ponti. Qui se una striscia sulla strada si vede poco chiamano i vigili in venti. Lì, ovunque tu sia, te ne sbatti i coglioni come ho fatto io per decenni.

La differenza la fa crescere in un posto accettandolo passivamente o viverlo pretendendo il meglio. Un concetto banale, semplice, diretto. Se tutti si interessassero delle sorti del proprio territorio le cose andrebbero diversamente, non c'è nulla da fare, se vivi in un posto di merda un po' è anche colpa tua e te lo meriti.

Sono nato e cresciuto in un agglomerato urbano il cui calore mi è mancato per anni. Oggi mi rendo conto che vivere dove non c'è un cazzo non è diverso dal vivere in un posto in cui c'è tutto. Comunquie sia ti sposti, quella dell'orgoglio di massa è una cazzata a cui si aggrappa chi sa di vivere in un posto del cazzo.

Perché dico tutto questo? perché sono stato tre giorni a Roma ed ho visto un posto da schifo, caput mundi un paio di palle. Metropolitane del seicento, sdentata, aggrinzita, moribonda.

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Una giornata storica 






Sabato 20 Ottobre a Roma si è svolta una manifestazione ENORME (!!!), un mare di bandiere di partito, una potente volontà unitaria, una ferma richiesta di coerenza a tutti, partiti e Governo, con gli impegni presi con i cittadini.
Il senso è tutto qui e la lezione che ci indica, a noi della sinistra e a tutte le altre forze de l’Unione, è che uniti e rispettando il programma, si vince.

Se ci dividiamo per inseguire i centristi e coloro che vogliono costruire ponti col centro destra, oppure per cedere ai dettami della Confindustria, poiché sarebbero loro che fanno girare l’economia del Paese e non i lavoratori (non più di moda) con il loro sudore, l’Unione è perduta.
E’ dalla legge finanziaria approvata alla fine dello scorso anno che crescono i malumori tra i cittadini italiani: la sensazione diffusa è che il Governo non rispetta gli impegni presi da l’Unione in campagna elettorale.
Nonostante ciò gli elettori del centro sinistra non hanno abbandonato il Governo e l’Unione, vogliono piuttosto il rispetto degli impegni:
-prima, con il referendum sindacale approvando l’accordo, ma con il prevalere del NO nelle fabbriche più grandi e importanti (una volta si diceva che quello che succede alla FIAT riguarda tutta l’Italia);
-poi con le primarie del Partito Democratico, intervistati gli italiani hanno detto, maggioritariamente, che andavano a votare affinché le cose cambiassero… e cosa deve cambiare se non le politiche del Governo, percepite come insoddisfacenti?
-infine con questa manifestazione di sabato 20 Ottobre a Roma, dove in un milione hanno chiesto esplicitamente di rispettare il programma de l’Unione.
Rilanciare l’Unione e la connessione con il suo popolo, questa è l’unica prospettiva plausibile che abbiamo di fronte.
Senza il suo popolo l’unione cade nei giochi di chi, avendo il potere economico e finanziario, vuole mantenerlo, con fantastici profitti, a dispetto di chi è precario, di chi ha l’incertezza del proprio lavoro, di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.
Su questo comunque la sinistra ritrova le proprie ragioni di vita, la manifestazione ha espresso insieme, il rafforzamento dei partiti della sinistra e la spinta all’unità, a ben vedere è la nostra storia, la storia del movimento operaio italiano.



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Quarantatre/00 




Auguri, Fabio.




Google non si è nemmeno degnata di segnalarlo nel logo.

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APPELLO (scolastico) 
C'è una cosa che ho sullo stomaco che devo dire. Mi scusino gli astanti distratti o in disaccordo.

Al mio paesello è in corso la festa dell'unità. Ieri sera la sinistra giovanile (o meglio quel che resta) ha invitato Marco Travaglio . Sono andato, anche se ero preso più dagli scivoli del mio bimbo che dai ragionamenti comici del giornalista, ho visto un mucchio di gente assiepata nell'auditorium dibattiti della festa e ho sentito qualcosa.

Travaglio, un nome importante, oh, mica una assemblea di partitino, è un VIP della TV.

Alcuni personalmente, altri di vista, ma conosco tutti i membri dei vari partiti della zona, vari dipendenti comunali, giunta, vari simpatizzanti, opposizione ecc.
Ci saranno stati.... mh... 400 persone?
Bene, ho contato 398 sconosciuti e 2 noti: Un ex sindaco e uno dei DS.

E i 398 chi erano? Donna Moderna?

No ok, sarà stata tutta gente senz'altro interessata, ma non mi spiego perché se A fa una cosa B se ne fotte, all'interno dello stesso contenitore, poi.

Questa cosa succede spesso, e attenzione, è solo un caso che parli di una festa dell'unità e dei PiDiisti, perché succede anche da noi: poca interazione fra i circoli, ognuno va avanti con le proprie risorse ecc.., non ci sono eccezioni (se non individuali, ovviamente) in nessuna area politica. La tendenza generale si basa sul principio 'dove non sono direttamente ed espressamente coinvolto non mi riguarda'

E' una sensazione, eh? magari hanno tutti da fare cose più importanti, la vita ha le sue priorità, ci mancherebbe.

Comunque è probabile che sia ingenuo io che immagino la passione politica come elemento di aggregazione, ma questo mi pare che venga scambiato spesso con il dover presenziare perché è sentito come un atto dovuto.

Beh, che volevo dire, che appena sentirò questa necessità, di esserci perché mi vedano che ci sia, sarò pronto per fare le valige, o a candidarmi a sindaco :)


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Blog quest 2.0 
Reset parziale del blog.
- Tolti tutti i blog che non visitavo piu
- aggiunto sezione links ARTE

per il tempo e la passione che mi prende lo studio della pittura temo che questo blog diventerà più che altro un diario 'artistico'.

La prossima settimana mi doterò finalmente di una canon digitale, con cui ho intenzione di fotografare mezzo mondo tra cui i quadri che ho fatto in una "luce migliore".

Sto preparando la galleria in flash, in modo che appaia un po' meno cialtronesca.

Spero non dispiaccia a quei tre amici che ogni tanto mi vengono a trovare se insisto con l'arte, ma c'ho un po' perso la testa :)




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Castelli di sabbia 
Ecco come passavo le giornate sulla spiaggia








I commenti del pubblico passante mi hanno convinto a provare qualcosa di meno 'temporaneo' :)




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Fratelli Serpenti, ovvero la Jihad dei coglioni. 
M: ".. facevo il pizzaiolo qui, ero addetto alle pizze, al ristorante (beep), lo conosci no?"
F: "No, ah si, ho capito"
F: "E ora vendi palloncini?"

M: "eh, c'ho una famiglia, c'ho."

F: "Senti un po', dimmi a me, tu che ne pensi della moschea?"

M: "M'hanno chiesto i soldi, ma io non glieli ho dati. Non glieli ho dati, io, da me non li pigliano."

F: "E perché?"

M: "Perche son tutti pezzi di merda, c'hanno tutti interessi lì, pensano ognuno a se stesso e appena possono te lo mettono nel culo. A me non mi fregano."

F: "Ah, interessante, un musulmano contrario alla moschea.."

M: "No, io non sono contrario alla moschea, per me la possono fare dove e quando vogliono, io non ci vado. Sono questi pezzi di merda musulmani, leggono il corano come pare a loro, fingono di pregare per farsi le scarpe l'uno con l'altro, dicono di aiutarsi e invece si inculano l'un l'altro. Lo sai che hanno conti aperti al monte dei paschi ovunque? Lo sai che sono pieni di soldi?"

F: "A me risultano indebitati fino al collo, tanto è vero che hanno bussato anche da te, ma se lo dici tu che sei del ramo... Ma al centro islamico di piazza non ci vai?"

M: "No, io prego a casa mia, non ci metto piede in quel covo di bastardi, prima ci andavo .."
(mi racconta la storia di una telefonata che gli hanno ingiustamente addebitato)

M: "... i musulmani sono tutti bastardi, tutto l'islam è marcio, tutto il mondo arabo pensa solo agli interessi. Hanno quasi tutto il petrolio del pianeta, esportano di tutto. Sai quante arance vengono dal mio paese, il Marocco. In Italia le arance non ci crescono (???), sai che se il Marocco smettesse di esportare la frutta e gli altri paesi arabi i loro prodotti metterebbero in ginocchio mezza europa? E invece questi bastardi fanno finta di niente, per interessi. Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, si sono uniti per occupare l'IRAQ, per prendere SADDAM. Hai visto tu un solo paese, dico UNO, del mondo arabo che prendesse le difese di Saddam? No, perché non gli faceva comodo. E allora andassero tutti affanculo!"

F: "Non posso darti torto, ma nemmeno ragione, non posso giudicare qualcosa che non conosco. Posso solo invitarti a riflettere su una cosa."

M: "Dimmi"

F: "Quello che dici, vero o falso che sia, danneggia te stesso e la famiglia che vive con te. Tu lo sai che con il fatto della moschea qui è saltato un tappo e sono venute a galla tutte le intolleranze possibili nei vostri confronti. Ti accorgi che qui il razzismo è dilagante, no? Non che ci siano gravi atti discriminatori ma lì NON VI VOGLIONO, lo dicono a chiare lettere, per loro costituite un pericolo, per i loro interessi, per la loro comunità, NON VOGLIONO condividere ciò che credono gli appartenga con quelli della vostra religione."

M: "Questo si, questo è vero"

F: "Allora seguimi. Noi che abbiamo sostenuto la costruzione della moschea, non l'abbiamo fatto per questioni religiose. Avrete i cazzi vostri e sono cazzi vostri, non entriamo nel merito. Abbiamo condiviso il modello di integrazione che ha proposto il comune, da un punto di vista strettamente sociale e di diritti umani, oltre a quelli legali visto che stanno facendo tutto a norma di legge. In ballo c'è la discriminazione, la stessa che rendeva tutto più difficile agli italiani all'estero, ai siciliani emigrati al nord, ai napoletani, ai neri, e via discorrendo. Qualcosa che si ripete da sempre, su soggetti di culture diverse, da vittime a carnefici, sempre con le stesse dinamiche. Oggi siete voi quelli nel mirino, una volta integrati sarete voi POSTNEGRI che discriminerete il NEWNEGRO che vuole dividere con te il tuo spazio. Ora, se queste cose da vomito di bile nei confronti dei tuoi 'fratelli' le dici a me possono essere assorbite senza danni e rimane una chiacchierata fra persone civili. Se al posto mio ci fosse stato qualche POSTNEGRO avresti solo buttato benzina sul fuoco. Combatti sul tuo terreno. Se ci sono igniustizie nel mondo islamico lotta affinché migliorino, discutine con chi può cambiare idea sull'islam, non mentre fai le pizze o alle mamme dei bimbi a cui dai il palloncino. Non mischiare spazzatura con l'acqua sperando di ottenere acqua, ne uscirà sempre spazzatura.


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Posto che vai Islam che trovi 


Vorrei dare testimonianza di una cosa piuttosto curiosa a cui ho assistito.

Uno dei tanti amici islamici che ho è una ragazza senegalese, due bimbi, separata, da una decina d'anni in italia, bella ragazza, brava ragazza, conosciuta e sempre vista in abiti occidentali.

Ribadisco islamica, perfettamente integrata, aveva un negozio in centro.

Un paio di mesi fa ha preso un mese di ferie ed è sparita per un mesetto.

E' tornata integralista.

Cosa è successo?
semplice, si è messa con un islamico milanese, è stata un mese a Milano ed è tornata perfetta osservante.
DIO è con lei sempre e ovunque, porta il velo 24 ore al giorno, tutti contro di lei (beh un po' ha ragione, qui le merde avanzano).


Ora, io non metto in discussione l'integralismo e il fondamentalismo cattolico o islamico che sia. Esiste, c'è, si sa, religione a prescindere.

Quello che posso registrare è che nella mia zona, la valdelsa senese, è piena di islamici (come gran parte d'italia) e non sono mai venuto in contatto con realtà fondamentaliste islamiche. MAI. Cattoliche si, ma islamiche nemmeno a parlarne.

Cosa vuol dire, che non tutto il mondo è paese come qualcuno vuol farci credere che sia.

Qui si sta costruendo una moschea a partecipazione comunale (ovvero gli islamici hanno concertato dall'A alla Z con i cattolici/laici italiani) e si sono comunque viste manifestazioni di intolleranza oltre ogni misura.

Cosa vuol dire, che qui non si rendono conto che sono del tutto innocui, che hanno tutto il diritto di aggregarsi e pregare, che se l'erba del vicino è meno verde non vuol dire che la nostra è a rischio.

Posto che a Milano ci sia una situazione senz'altro più difficile, che con qualche milione di praticanti gli esaltati saltano fuori ovunque, non si capisce cosa c'entrino manifestazioni di puro razzismo dalle nostre parti.

Razzismo più bieco, perché accompagnato da giustificazione dei genitori: " Ci mancherebbe, possono fare quello che vogliono, non sono mica contro di loro, basta che questa moschea la facciano due metri più in la, perché proprio davanti a casa mia?"

Semplice. Perché chiunque altro reagirebbe allo stesso modo. Perché non siamo mentalmente pronti. Loro però ci sono, sono tanti, e hanno il diritto alla vita, così come scelgono che sia.


ah le vecchie regole democratiche, troppo facile invocarle solo quando fa comodo.




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Uso improprio del termine. 

Chi mi conosce avrà capito che appartengo saldamente a quel mondo dei NO-WAR senza se e senza ma , che per me il principio della non belligeranza prevarica qualsiasi teorema politico e ideologico, che a costo di apparire impopolare vale la pena schierarsi sempre a favore del ritiro militare dalle zone di guerra eccetera eccetera.

Qualcuno di questi probabilmente si sarà anche fatto l'idea che il mio antiamericanismo sia strettamente confinante con il pro-islamismo o che tenda a giustificare ad ogni costo il mondo arabo.
Vorrei sgombrare ogni dubbio, qui e per sempre, che in guerra ci sono anche loro e non sembrano demomordere più di tanto.

Ultima delle cazzate iperboliche proveniente da quelle terre aride è la conferenza di pace di Baghdad, tenuta alla fine della settimana scorsa.
Mentre in italia si parlava sull'urgenza di una conferenza tutta nostra, in IRAQ la stavano consumando nel peggiore della sua espressione .
In pratica cosa hanno fatto: si sono riuniti ad un tavolo un certo numero di paesi arabi per discutere della crisi mediorientale con un vincolo prestabilito secondo il quale 'nessun stato occidentale è ammesso alla conferenza' .
e vabbè, vorranno parlare liberamente dei cazzi propri pur di raggiungere l'agognata tregua, avranno un sistema tutto loro, stiamo a sentire cosa propongono..
E invece come risultato conclusivo del meeting si legge: " Per garantire la pace è necessario che tutti i paesi occidentali lascino le terre occupate ".
Eh beh, questo è grazialcazzismo gratuito. Così ero capace anch'io. Rincoglioniti col turbante . Quello che hanno chiamato " conferenza di pace " si è rivelato un meeting strategico militare su come debellare il nemico , sputtanando tristemente la parola " pace " in un contesto di ostilità infantile e becero.

Ora, ragionando, è vero che l'invasore non l'ha chiamato nessuno, ma è come aspettarsi che uscisse da una nostra conferenza sulla pace " il medioriente deve piegarsi alla volontà democratica occidentale che è di indiscutibile successo planetario ".

Parole al vento che non servono a nessuno, se non a confermare l'ottusità di chi le pronuncia.


Occasione sprecata. 0-0 palla al centro


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Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane 


Ucoii sotto accusa dalla magistratura italiana per aver pubblicato nell'agosto 2006 un articolo con la frase del titolo di questo post.

Istigazione al razzismo, recita il capo d'accusa contro ignoti mosso dai PM romani. ( AdnKronos)

Leggendo mi è saltato all'occhio questo passaggio:

Nell'invito a comparire si rammenta, inoltre, che nella pagina venivano elencati "n.70 'fatti storici' sostenutamente avvenuti in Libano e Palestina ad opera di Israele, elencando a fianco di ciascuno di essi definito 'massacro' il numero dei morti, concludendo 'Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano', aggiungendo quello che avete letto non è un elenco di numeri e date che si possono dimenticare: è il racconto di una tragedia che si sta consumando non molto distante da noi. Ora nessuno potrà dire: 'io non lo sapevo'".

Ma dov'è l'istigazione??!?

vabbè, potrò dire che hanno ragione senza finire a pane e acqua?

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Il dietro le quinte di una ghiotta 'questione Moschea' 


La lotta che abbiamo intrapreso per il rispetto dei diritti di qualsiasi cittadino del mondo ci ha portato a pubbliare il documento con il quale mettiamo in evidenza le bugie, le strumentalizzazioni e le disattenzioni che stanno dietro alla costruzione del primo centro islamico a collaborazione italiana.

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...un po' di chiarezza

IL VERO PROBLEMA

Nessuno, dotato di un minimo d’onestà, può negare il problema fondamentale in questa vicenda: la paura di non sapere cosa può succedere con il nuovo “Centro Culturale Islamico”, la paura dell’ignoto, la paura di perdere (per l’inserimento di un corpo ritenuto estraneo) il valore del sacrificio di tutta una vita come la casa…!
Il centro sinistra, sia quello che a Colle governa (l’Ulivo) che noi di Rifondazione, che non siamo in maggioranza (ma su questo, abbiamo condiviso ogni passaggio amministrativo con la maggioranza), ha sbagliato a considerare questa, una questione “normale”, come tutte le altre per le quali i cittadini preferiscono delegare e non interessarsene direttamente.
D'altronde anche in campagna elettorale (ricordiamolo), dove pure si è parlato molto di “moschea”, alle assemblee c’erano i soliti quattro gatti, anche alla Badia.
In realtà sui problemi connessi con l’immigrazione sono necessari costanti dialoghi con tutti i cittadini, chiarire, incontrare e fare incontrare per conoscere l’ultimo arrivato, il “diverso”, interagire con lui, per migliorare la vita di tutti: pensiamo come sarebbe la vita di molti di noi se nelle nostre case non ci fossero badanti extracomunitari ad accudire ai nostri disabili; una necessità vitale che prima o poi andrà ripagata. Insomma, uno per volta sono ben accolti e graditi, ma tutti insieme fanno paura!

Accoglienza, dialogo, interazione,
Eppure questo progetto nasce proprio dalla volontà d’interazione tra una nuova comunità (espressa dall’associazione più rappresentativa a Colle di cittadini stranieri e non di un solo paese) e quella più antica, che pure nel tempo si è modificata per i continui rimescolamenti. Dopo l’11 Settembre 2001 (l’attentato negli Stati Uniti) e la paura crescente verso il terrorismo islamico (su cui andrebbe fatto un discorso a parte), questo percorso, individuato dalla precedente amministrazione, ha visto la condivisione del ministro dell’interno del Governo Berlusconi On. Pisanu, e addirittura il plauso del Console degli Stati Uniti, tanto che, proprio in questi giorni, l’Imam Feras è in quel paese, invitato, per parlarne.
Si è parlato poco e ascoltato troppo poco, senz’altro, ma la strada è questa! Se esistono alternative che siano proposte; lo spazio per il dialogo è sempre aperto.
Tanti altri problemi vengono sollevati di conseguenza, ma sono tutti facilmente risolvibili, a cominciare da quello del parco che, al contrario di quello che dicono coloro che lo sollevano strumentalmente, non è sottratto alla cittadinanza ma si estende e si qualifica.



LA DISATTENZIONE E LA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA
Sul malcontento di tanti cittadini, verso il quale come centro sinistra non siamo stati forse sufficientemente attenti, si è inserito, viceversa con determinazione, un gruppo di persone che, agitando lo spauracchio della “moschea”, ha fatto di tutto affinché il problema non fosse affrontato costruttivamente ma, anzi, non trovasse soluzione proprio per sfruttarne la resa politica.
Naturalmente ci riferiamo a chi dirige il Comitato “giù le mani dal parco” e alla sua rappresentanza politica nella Lista Civica “Insieme per Colle”. Come altrimenti spiegare lo “strano” percorso delle iniziative dirette da queste persone? Vediamolo con ordine.

Il Comitato “giù le mani dal parco”
Il 30 Dicembre del 2003, il Consiglio Comunale delibera di assegnare all’Associazione Culturale Islamica il terreno del parco di S.Lazzaro già destinato, senza osservazioni contrarie, dal Piano Strutturale del Comune per servizi ricreativi, culturali e religiosi. Subito dopo nasce, per iniziativa di alcune persone, il Comitato “giù le mani dal parco”, che inizia la sua azione di sensibilizzazione sulle proprie posizioni ed incontra un po’ tutte le forze politiche colligiane.
Il 18 Marzo 2004, il Consiglio Comunale approva il regolamento che rende operativo il Referendum.
Un mese dopo, a Maggio, non avendo avuto risposte soddisfacenti dalle forze politiche colligiane il comitato partecipa alla costituzione della Lista Civica: cerca le persone per la lista, raccoglie le molte firme necessarie per presentarla, elabora il programma. Il 12 e 13 Giugno si vota e la Lista Civica ottiene un ottimo risultato, a spese anche dell’Ulivo e di Rifondazione. Nel frattempo il Comitato raccoglie circa 4000 firme su una petizione per la “salvaguardia” del parco di S.Lazzaro.

Il referendum mancato, anzi, non voluto!
A Dicembre, il 20, è firmato il contratto preliminare tra il Comune e l’Associazione Islamica dopo che a Novembre era stato firmato il Protocollo d’Intesa per la gestione del nuovo Centro Culturale. Con il contratto preliminare la delibera del 30 Dicembre 2003 esaurisce i propri effetti e si consolida un diritto acquisito, che rende non più praticabile il referendum. Perché chi anima il Comitato e chi lo rappresenta nella Lista Civica, che pure per formazione e professione conoscono bene la materia giuridica, hanno lasciato passare dieci mesi e un giorno, senza attivare lo strumento del referendum? Eppure bastavano poche decine di firme per chiederlo e, nel frattempo, ne hanno raccolte molte di più per la Lista Civica ed addirittura 4000 per la petizione, ma si sono ben guardati da attivare la procedura per il referendum.

Il Comitato e la Lista civica guardano al centro destra
Tutto questo è strano? Per noi no! Perché, quando in Consiglio Comunale tra centro sinistra e centro destra ci siamo divisi su le più svariate questioni (nazionali, internazionali o locali), la Lista Civica quasi sempre si è schierata con il centro destra, dimostrando una tendenza politica peraltro legittima, ma anche che, per queste persone, il problema non era risolvere la questione del Centro Culturale Islamico, ma lasciarla correre, gonfiandola, per sfruttarla elettoralmente.
Soprattutto guardano al 2009, quando pensano (ancora legittimamente) di potersi prendere il Comune grazie ai voti del centro destra e ai voti sottratti al centro sinistra. Basta, secondo loro, tenere aperta la questione “moschea”, fare di tutto perché non sia chiusa, in un modo o nell’altro.

Dialogo? No, sabotaggio d’ogni confronto!
D’altra parte, come spiegare altrimenti la costante indisponibilità al confronto in qualsiasi sede pubblica? Nelle assemblee alla Badia, nel Luglio del 2005, quando l’Amministrazione andò con l’Associazione Islamica per presentare il progetto, la gazzarra impedì qualsiasi confronto. Ed ancora, pochi giorni fa, nel tentativo organizzato da noi di Rifondazione, una contestazione (illegittima e maleducata) del consigliere del Comitato ha dato il via alla solita gazzarra.
Ridicole le giustificazioni del Comitato che, suo malgrado (ha detto), non riusciva a controllare la gente. In realtà le dichiarazioni rilasciate dal Comitato e dalla Lista Civica il giorno precedente l’assemblea, e riportate dal “Corriere di Siena” lo stesso giorno e da “La Nazione” il giorno seguente, erano una dichiarazione di guerra, “santa” per di più, perché ci permettevamo di profanare la parrocchia di S.Alberto.



Leggi l'articolo de La Nazione
Leggi l'articolo de Il Corriere di Siena

Era tutto premeditato!
Nei giorni precedenti, a Rifondazione, che aveva chiesto loro un incontro proprio per verificare la possibilità di avviare un confronto, avevano dichiarato il compiacimento per l’intenzione di convocare un assemblea alla Badia, che poi hanno contestato in modo intollerante. Erano gli stessi esponenti di Comitato e Lista Civica che avevano dichiarato ai giornali di voler invitare Sindaco e Imam ad un confronto pubblico.



Leggi l'articolo de Il Giornale della Toscana

L’unica assemblea pubblica dove il Sindaco e l’Imam hanno potuto parlare tranquillamente, e dove si è vissuto un clima di serenità e costruttività, è stata quella organizzata dal Comitato il 10 Settembre 2005 perché sfidato a dimostrare la sua volontà di dialogo. Ma dopo di quella, il Comitato si è guardato bene dall’organizzare altri confronti, preferendo il rapporto individuale senza contraddittorio e operando per far fallire ogni tentativo di dialogo da chiunque provenisse.

Sospendere i lavori per parlare? O per chiudere definitivamente ogni dialogo?
Si pensi poi alla richiesta del Comitato, di sospendere i lavori per avviare qualsiasi confronto. Fino all’inizio dei lavori al 20 Novembre scorso, lo stesso Comitato, per concedersi al confronto, chiedeva il referendum. Insisteva cioè su una richiesta impossibile e illegittima (come ha ricordato loro il giudice che ha respinto il ricorso condannandoli alle spese). Insomma, chi dirige il Comitato, in realtà non è e non è mai stato interessato alla soluzione del problema, ma solo alla sua strumentalizzazione per trarne vantaggi politico elettorali e nè cerca né vuole il dialogo. Con buona pace di quegli abitanti della Badia che pensano di impegnarsi per non far costruire la “moschea” e invece lavorano “gratis” per consegnare il Comune al centro destra.
Ma tutto questo a quale prezzo?
Le tensioni che questa azione dissennata porta sono gravissime e le lacerazioni che ha prodotto forse sono destinate a durare nel tempo. Oggi sta crescendo la paura tra i nuovi cittadini che fino a ieri si sentivano a casa propria e oggi sentono crescere l’intolleranza. E si iniziano a sentire tra i vecchi cittadini cose sempre più assurde, come quella di aver paura di attraversare la piazza Arnolfo quando inizia a far sera. Ma i danni sono anche materiali: è vero, oggi è difficile vendere o acquistare una casa alla Badia perché, da quando è aperto il cantiere, il Comitato ha “alzato il livello dello scontro” creando un clima di tensione, di confusione, di incertezza. Anche per questo i cittadini della Badia (in questo caso tutti) hanno motivo di “ringraziare” chi dirige il Comitato.
Il Centro Destra
In tutto questo, dopo aver pagato il prezzo più alto alla lista civica (ben 800 voti) e dopo anni di “riflessione”, le forze del centro destra si sono buttate a capofitto nella vicenda, dopo aver capito che quello del Comitato e Lista Civica, poteva essere un buon affare politico.
Comunque sono dovuti arrivare i dirigenti più alti (deputati, europei e nazionali, senatori, consiglieri regionali, ecc. ecc.) a ricordare ai berlusconoidi locali che su questa cosa dovevano impegnarsi. Poco importa se nel perorare questa causa questi importanti personaggi commettano veri e propri svarioni, l’importante è stare sull’onda.
Ecco alcune perle dei vari Onorevoli, Senatori ecc. ecc.:
1) Hanno chiesto il referendum: peccato si siano dimenticati di dire quale quesito andrebbe sottoposto a referendum, con quale regolamento e come farlo rispettando lo stato di diritto.
2) Hanno protestato per il contributo della Fondazione Monte dei Paschi, ma potevano chiedere chiarimenti a Fabrizio Felici, Consigliere di amministrazione della Fondazione ed esponente di Forza Italia. Forse avrebbe spiegato loro la legge che regola i contributi delle Fondazioni Bancarie.
3) Hanno chiesto che, a fronte dei contributi della Fondazione all’Associazione Islamica, il Monte dei Paschi mostrasse più attenzione verso gli artigiani e le attività economiche, senza accorgersi che la Fondazione è una cosa e la Banca un'altra (chiedere chiarimenti a Felici).
4) Hanno protestato con Amato (ministro degli Interni) quando ha sollevato il problema della trasparenza dei finanziamenti stranieri per le moschee, perché l’avrebbe fatto in ritardo (ma Amato è ministro da sei mesi e Forza Italia ha avuto quel ministero per i cinque anni precedenti). Poi gli hanno chiesto di indagare sui finanziamenti al Centro Culturale Islamico Colligiano, ma non si sono resi conto che a Colle ci si muove proprio nel senso indicato da Amato che, forse è stato ispirato proprio da questa esperienza, oltre che da quella francese.

Insomma, sarà pure un’operazione politico-elettorale lungimirante, questa del centro destra; certo se avrà successo, non sarà per la sagacia dei suoi esponenti altolocati, né per il tempismo di quelli locali.

IL CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Colle Val d’Elsa 29 Gennaio 2007


Leggi l'articolo de La Nazione
Leggi l'articolo de Il Corriere di Siena
Leggi l'articolo de Il Giornale della Toscana

Scarica il video (3MB) della nostra assemblea con i cittadini anti-moschea

Per ottenere l'intero DVD (1 ora) si può richiedere sui contatti di questo blog

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L'Arena degli ignoranti 
L'Arena, 28 gennaio 2007, Domenica In.., ore 19 circa, RAI 1, Roma, Italia, Mondo. Conduce Massimo Giletti , si parla di poligamia. In studio una musulmana dell'Ucoii, Idris e un orda di opinionisti cattolici. Giletti sventola un articolo con la confessione di un imam "E' giusto picchiare una donna" , "Serve un albo degli imaN" (con la enne!), grida la Santanché . Per par condicio viene chiamato a testimoniare uno dei massimi esperti nel settore: PUPO , diviso tra l'amore di due donne. " Anche la cristianità ammette la poligamia ", questo il senso dell'intervento. Qualcuno fa notare che non si tratta di poligamia, bensì di adulterio. e vabbè. Qualcuno ritrita per la miliardesima volta l'intelligentissima argomentazione " se noi andiamo a casa loro non ci fanno costruire le chiese "

ok, non so nulla della poligamia musulmana, ma nel complesso penso di aver ascoltato raramente tante cazzate messe in fila.

Papa Giletti conclude l'omelia: " Rispettiamo tutti perché è giusto così ma non dimentichiamoci che l'Italia e l'Europa fonda le proprie basi sulla cristianità "
Applauso corale di approvazione, sullo sfondo delle testoline annuiscono silenziose.

Ma quale rischio abbiamo corso? Vale la pena discuterne perché è a repentaglio la monogamia del maschio italiano, che se per caso posa l'occhio sul culo di un altra viene immediatamente evirato dalla compagna? E' a rischio la stabilità cristiana? (questi arrivano in massa, trombano in massa, cagano figli in massa, in una decina d'anni ci soppiantano tutti).

E' a rischio la perdita di identità, il patrimonio culturale fondato sulla logica dell'etica vaticana. Se ne parla perché ormai gli italiani sull'immigrazione hanno preso una decisione comune: " possono convivere con noi ma alle nostre regole: dove il corano sfiora i confini della moralità cattolica è guerra. punto ".
Questo probabilmente equivale a chiedere ai musulmani " Fatevi una versione di corano occidentale o state a casa vostra ".

L'italiano medio tollera, e con convinzione si dichiara tale, fino a quando questo principio non viene messo in discussione, dopodiché è pronto alla guerriglia ideologica (e probabilmente non solo).


Punto primo: ma in questi casi una paccata di cazzi propri sembra male? se seguire la tua religione non impedisce a me di seguire la mia, su cosa dobbiamo discutere?.

Punto secondo: se mio figlio sposa una musulmana e si converte all'islam, se tutta italia a un certo punto si converte all'islam, vorrà dire che l'islam ha qualcosa in più, o no?

Punto terzo: parlare di poligamia oggi equivale a discutere sul sesso degli angeli, perché forse solo lo 0,1% degli islamici ne farebbe una questione di scontro.

Punto quarto: parlare di poligamia islamica in tv con un dibattito fra Pupo, Giletti, Crepè e la Santanché è come assistere a una conferenza di Flavia Vento sulla politica economica mondiale.

Punto quinto: Per fare disinformazione basta parlare inconsapevolmente di cose di cui non sai nulla. Per far crescere la discriminazione basta parlare consapevolmente di cose di cui non sai nulla.


Finisco.
La mia società ideale è quella che si trasforma, che si evolve, che si arricchisce culturalmente cercando di cogliere il buono che c'è da ogni individuo. Se un giorno mi trovassi in minoranza in mezzo a una società islamica mi batterei perché venissero rispettati i miei diritti civili, allo stesso modo in cui lo faccio oggi, perché sono convinto che la differenza non la facciano due modelli sociali a confronto, religioni, lingua, pelle e bla bla, bensì la ricchezza con la povertà, l'ignoranza con la cultura.

L'islam ha i propri cretini (quelli per cui è giusto picchiare le donne) nella stessa proporzione in cui i nostri stanno alla cristianità (quelli per cui TUTTI gli altri picchiano le donne).

Ogni tot di fedeli c'è un cretino. che vogliamo farci. E' così.


Chiudo con questa nota trovata su wiki a proposito di Domenica in:

Mara Venier non è confermata al programma dal Direttore di rete Fabrizio Del Noce. La Venier accusa Del Noce (legato a Forza Italia) di averla estromessa a causa della sua conduzione di una serata pro Veltroni, candidato per il centrosinistra alla rielezione a sindaco di Roma per il 2006, nonché per le pressioni ricevute dal Vaticano sui contenuti di Domenica in TV, ritenuti poco adatti alla fascia oraria 14-16, alle famiglie e in particolare ai bambini, specialmente dopo la lite Pappalardo-Zequila e l'invito a Melissa P.. Dal canto suo Del Noce smentisce ogni motivazione politica e l'ingerenza da parte del Vaticano, spiegando la sostituzione oltre che con gli episodi Pappalardo-Zequila e Melissa P., con l'esigenza di un naturale ricambio, avendo Mara Venier condotto Domenica in per troppi anni, e col desiderio di far sbocciare un nuovo talento (la neo-conduttrice Lorena Bianchetti, dopo la buona prova nel talk-show "Al posto tuo").

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